SBK: Rea, trionfo in solitaria. Melandri secondo. Davies ko

Il quattro volte campione del mondo trionfa in Gara1 con una mano sola, dopo una disarmante cavalcata solitaria.

SBK: Rea, trionfo in solitaria. Melandri secondo. Davies ko

Insaziabile, Jonathan Rea conquista anche l’Argentina beffando, oltre alle folate di vento portatrici di polvere, tutti gli avversari. Il quattro volte campione del mondo trionfa in Gara 1 con una mano sola, dopo una disarmante cavalcata solitaria, tale è la superiorità dimostrata sul campo ancora una volta anche su un circuito non privo di insidie anche per lo scarso grip, al debutto iridato della SBK.

Rea agguanta la sua 69esima vittoria e incassa il successo di fila numero nove (solo Colin Edward nel 2002 e Neil Hodgson nel 2003 ci sono riusciti!): il cazzotto al cielo dopo il passaggio sotto la bandiera a scacchi la dice lunga su come l’asso della sempre superba Kawasaki interpreta le corse e su come vive i propri trionfi.

L’illusione di Marco Melandri, dopo la brillantissima pole, è svanita alla staccata della prima curva con Rea infilatosi di forza come una fionda davanti a tutti e buonanotte ai suonatori. Neppure il filo di pioggia caduto in due punti del circuito a dieci giri dal finale ha rimesso in discussione il film della corsa. Anzi, proprio con una parte della pista più infida, Rea ha trovato modo di allungare, mai salendo sopra il 39 alto, obbligando Melandri (in quelle condizioni umidicce sopra l’1 e 40) a tirare i remi in barca, appagato di una piazza d’onore che, con l’aria che tira, non è poi da buttar via.

Anche perché Davies sull’altra Rossa ufficiale, dopo una gara senza infamia né lode, ha trovato di nuovo il modo di stendersi dopo una staccata eseguita come fosse un … rookie alle prime armi. Evidentemente Chaz non ha, in questa fase del campionato che più chiuso non si può, le motivazioni giuste per dare di più. Tutti gli altri hanno fatto un’altra gara.

Ottimo Razgatilioglu, deciso e sicuro, a podio dopo una bella rincorsa sulla verdona non Casa, bissando così quanto già fatto a Donington. In disarmo Laverty, causa l’Aprilia mangiagomme, dopo un inizio di grandi speranze, poi svanite. Il resto in cronaca. Il nuovo autodromo di San Juan El Villicum, con i lavori principali terminati proprio alla vigilia del Gran Premio (c’è ancora tanto da fare…), ha superato il non facile esame: una pista in uno scenario importante, un tracciato non privo di interesse, ampio, non particolarmente tecnico, un mix di dritti e curve raccordate che riportano ad altre piste conosciute. Tant’è. L’Argentina entra nel gran giro dopo anni di assenza anche se c’è tutto un lavoro di promozione da fare per invogliare la gente alle corse e portare in autodromo il gran pubblico. Buona la prima.

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