MotoGp e SBK, Marquez e Rea fanno la “differenza”

MotoGP e SBK sono categorie molto diverse fra loro ma (almeno) un dato le accumuna: entrambe sono dominate da un unico pilota...

MotoGp e SBK, Marquez e Rea fanno la “differenza”

MotoGP e SBK sono categorie molto diverse fra loro ma (almeno) un dato le accumuna: entrambe sono dominate da un unico pilota, Marquez nella classe regina del Motomondiale e Rea in quella delle derivate di serie.

Quanto meno nel 2018 entrambi i piloti non hanno guidato la moto più competitiva in assoluto: in MotoGP Honda ha avuto e ha in Ducati una gran brutta gatta da pelare e in SBK Kawasaki è stata “imbrigliata” da regolamenti punitivi per la “verdona”. E’ stato il “manico” del quasi sette volte (alla prossima gara Motegi il nuovo titolo?) campione del mondo spagnolo e del quattro volte iridato nordirlandese a fare sul campo la differenza.

Non è questa la sede per ripetere le analisi sulle caratteristiche dei due super campioni. La cartina del tornasole che decreta che sono stati i piloti a fare la differenza è data da una semplice constatazione: senza Marquez Honda sarebbe stata sconfitta e il titolo sarebbe tornato a Borgo Panigale; idem per Kawasaki che senza Rea avrebbe dovuto cedere lo scettro del “number one”.

Non è vero? In MotoGP Marquez è in testa al campionato con 271 punti davanti a Dovizioso (194), Rossi (172), Vinales (146), Lorenzo (130). La prima Honda dopo la ufficiale di Marc è quella di Cruthlow, 6° a quota 128.

La seconda Honda-Hrc Casa è quella di Pedrosa, 11° con 87 punti. Marquez ha vinto fin qui nel 2018 5 Gran Premi, finendo tre volte secondo e due volte terzo ecc. Dei piloti Honda solo Crutchlow ha vinto un GP facendo una volta secondo. Pedrosa non ha vinto neppure una gara arrivando due volte secondo. Chiaro?

In SBK Rea ha già vinto il suo quarto mondiale e guida la classifica con 470 punti davanti a Davies (Ducati) 335 e a Van Der Mark (Yamaha) 309. L’altra Kawasaki ufficiale di Tom Sykes è quarta con 273 punti davanti a Melandri (Ducati) 250 e a Lowes (Yamaha) 213). Su 22 gare disputate Rea ne ha vinte 14 facendo quattro volte secondo e una volta terzo. L’altra “verdona” ufficiale di Sykes ha vinto una sola volta giungendo tre volte secondo e tre volte terzo.

MotoGp e SBK, Marquez e Rea fanno la “differenza”

Vale per Rea-Kawasaki in SBK quanto scritto sopra per Marquez-Honda in MotoGP: chiaro? Il resto sono chiacchiere da bar? No, i distinguo, i “ma” e i “se”, la sana polemica, sono il sale dello sport, quindi anche del motociclismo. Motociclismo indubbiamente nella morsa delle tecnologie e del condizionamento di componenti decisivi quali pneumatici ecc. ma che, per fortuna, ha ancora nel pilota l’elemento decisivo per fare la differenza e per vincere. L’equilibrio è instabile e le pressioni di varia natura (soprattutto di tipo economico che spingono allo show esasperato in funzione mediatica) tendono a ridurre ulteriormente il “peso” del pilota sul risultato. In questo senso, forse il colpo mortale potrebbe arrivare con le MotoE, con i propulsori elettrici. Si vedrà. Alla fine, è il pubblico sugli autodromi e davanti alla tv ad essere decisivo. Intanto teniamoci stretti i Marquez, i Rea e i loro avversari.

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