SBK: audience tv ko. Addio gare in diretta? La “torta” si restringe

Gara 1 (sabato) e Gara 2 (domenica) in diretta (gratis) su Italia1 e Italia2 hanno messo davanti alla tv complessivamente 736 mila persone...

sbk magny cours 2018 gara 2 rea

L’indimenticabile campione di ciclismo Gino Bartali, beffardo, ripeteva : “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Bisogna dire la stessa cosa per il Mondiale SBK sempre più nel tunnel della crisi come dimostra inequivocabilmente anche il crollo dell’audience televisiva dell’ultimo GP di Francia al Magny-Cours? Gara 1 (sabato) e Gara 2 (domenica) in diretta (gratis) su Italia1 e Italia2 hanno messo davanti alla tv complessivamente 736 mila persone (sabato 527 mila con share del 3,6% e domenica 236 mila con share dell’1,66%): una miseria, specificatamente una mazzata per la gara domenicale.

Nel round francese del 2017, sulle stesse reti del Biscione, i telespettatori furono 1.295.000. Insomma, dalla scorsa stagione a questa, nello stesso appuntamento si sono perduti qualcosa come 500 mila (circa) telespettatori, cioè poco meno della metà! Un altro esempio? Nel precedente round SBK di Portimao, questi i dati (non certo positivi) ma molto più alti di Magny-Cours: totale telespettatori 1,2 milioni (sabato Gara 1 771.000 e share di 4,9% e domenica Gara 2 441.000 con 3,1% di share). Chiaro? Carta canta. Numeri duri come pietre. Come chiamarla, questa discesa verticale dopo i precedenti segnali negativi, se non debacle? Non torniamo qui, per non infierire, a confrontare i dati del mondiale SBK con quelli della MotoGP.

sbk magny cours pole sykes

Dopo ogni round iridato SBK, con gli spalti per lo più sguarniti e con sempre meno gente davanti al televisore, i “soliti noti” – per partito preso, per miopia o per interesse – s’aggrappano a scuse di ogni tipo (gli orari, il troppo caldo o il troppo freddo, il circuito distante dai centri urbani, la concomitanza della gara con la festa del patrono, il pargolo a letto con il morbillo ecc.) pur di sfuggire alla realtà. Realtà a tinte fosche, cui va posto rimedio da parte del promoter Dorna, senza ulteriore indugi e palleggiamenti di responsabilità, senza palliativi e regolamenti-bluff, prendendo il toro per le corna.

Ci stanchiamo di ripeterlo: senza una svolta tempestiva e decisa sull’identità e sull’organizzazione, il mondiale delle derivate di serie non ha più senso, quindi non ha futuro e rischia davvero di scomparire. Come noto, dal 2019, i canali del Biscione non ospiteranno più il Mondiale SBK in diretta (e in chiaro). L’ultima trattativa di una settima fa è saltata e solo un miracolo può recuperarla. Dorna ha dichiarato (è uno scherzo?) che a dicembre farà sapere quale sarà il Gruppo tv che in Italia trasmetterà la SBK.

A dicembre? E chi – Team e Sponsor ecc. – deve programmare scelte e investimenti? Di questo passo il promoter Dorna, invece di chiedere 1,5 milioni di euro annui (come nelle ultime tre stagioni) potrebbe essere costretto a concedere i diritti delle dirette a costo zero o – avanzando ancora la crisi della SBK – addirittura a… pagare perché le gare vengano comunque trasmesse in tv! Una situazione paradossale quanto impensabile solo qualche stagione addietro o anche totalmente diversa rispetto alla MotoGP dove Sky sborsa oltre 20 milioni di euro/gara per godere dei diritti esclusivi di trasmissione delle dirette.

Se la situazione non si sblocca e se davvero venissero a mancare gli introiti per i diritti delle dirette tv in un paese di grande tradizione di corse come l’Italia (che anche oggi vanta in SBK due Case ufficiali come l’Aprilia, piloti di spicco, Team di alto livello ecc.) ciò potrebbe indurre anche le altre Tv in Europa e fuori sulla stessa via di Mediaset. Uno scenario inedito che stravolgerebbe tutta l’impalcatura del motociclismo show-business basato in gran parte sulle entrate derivate dai diritti tv.

E, si sa, quando si toglie un mattone, il rischio è che poi venga giù tutto. Occhio, perché senza una cura drastica, il luna park si ferma, “a secco”, senza più “benzina”. Un salto all’indietro, alla moto trainata sul carrellino dietro l’auto di papà, al panino consumato in piedi senza l’ausilio delle mega hospitality, all’ombrellina sexi sostituita dal … rude meccanico con le mani unte di grasso. Meglio di no.

SBK, l’addio di Mediaset certifica la crisi. E adesso?

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