Petrucci: "Nel 2019 sarò il secondo pilota, ma punto a una grande stagione"

Nonostante una stagione che sino ad ora conta pochi acuti, in classifica generale il pilota ternano è a soli 11 punti da Jorge Lorenzo, l'asso spagnolo di cui prenderà il posto nel 2019

119 punti conquistati al GP di Aragon, un bottino che gli vale la settima posizione in classifica generale e la prima -a pari merito con Cal Crutchlow- in quella dedicata ai piloti non-factory: la stagione 2018 di Danilo Petrucci conta per ora un solo podio, ma il bilancio a 5 gare dalla fine di Campionato è tutt'altro che negativo.

Il pilota ternano, che il prossimo anno approderà al team ufficiale di Borgo Panigale al fianco di Andrea Dovizioso, è di gran lunga il migliore tra i ducatisti satellite: "Credo che sia la mia miglior stagione in MotoGP, l’unica differenza con l’anno scorso è che quest’anno non riesco a sfruttare le situazioni" ha constatato Petrux ai microfoni MotoGP.com "Lo ammetto, nel 2017 mi ha aiutato anche un po’ la fortuna: quest'anno è stato meno fortunato, anche se ho un po’ meno pressioni. Però sto portando a casa punti importanti in tutte le gare anche se rispetto a Dovi e Lorenzo sto soffrendo di più".

Una costanza invidiabile -Danilo ha fatto registrare un solo ritiro, nel GP d'Olanda- che gli permette di guardare da vicino la Ducati di Jorge Lorenzo, il pilota che Petrucci sostituirà il prossimo anno sulla Desmosedici del team ufficiale: il maiorchino, molto rapido ma "sprecone" nelle ultime gare, è a soli 11 lunghezze nonostante le tre vittorie di Mugello, Barcellona e Zeltweg.

Una "tripletta" che ha sollevato molte perplessità in merito alla scelta di Borgo Panigale di lasciar andare lo spagnolo e affidare la seconda moto factory al pilota umbro: "Quando la Ducati ha scelto me, ero il miglior pilota desmodromico in classifica e Jorge non aveva vinto ancora delle gare" ha sottolineato Petrucci "Io avevo fatto anche più podi di lui e quindi credo che il Team abbia fatto una scelta ovvia. Credo che il ragionamento del box ufficiale sia stato: ‘Petrucci è davanti in classifica e costa un quindicesimo di Lorenzo, prendiamolo’. Chi non lo avrebbe fatto?". "Poi è successo che quella domenica e la successiva Jorge ha vinto" ha proseguito Danilo "comunque lui è cascato in piedi e guadagnerà sempre dieci volte più di me. Ma non è assolutamente ingiusto che io corra al suo posto. Se la Ducati dovesse scegliere oggi, forse sceglierebbe lui. Ma credo che ognuno abbia sfruttato le sue occasioni e io mi sono fatto trovare pronto quando serviva: in quel periodo nel quale ero il più veloce dei ducatisti"

Una scelta, quella di Ducati, dettata probabilmente anche da considerazioni economiche e "strategiche": il cachet di Petrucci è infinitamente basso di quello di Lorenzo, e un compagno di squadra meno ingombrante può giovare alle prestazioni del top rider della squadra, Andrea Dovizioso: "Penso che abbiano puntato su di me perché ho un buon rapporto con Dovi, possiamo fare una grandissima stagione insieme l’anno prossimo per creare una moto vincente e migliore delle altre" ha dichiarato Petrux "Sicuramente non mettere Dovi nelle condizioni di avere un compagno di squadra ‘scomodo’ e titolato, lo potrà avvantaggiare e lo potrà fare andare forte. È quello che gli serve per vincere il campionato. Io l’anno prossimo sarò il secondo pilota, non c’è dubbio ma sono convinto di poter fare meglio di questa stagione".

E ora, a una manciata di gare dal termine, qual è l'obbiettivo del numero 9? Avvicinarsi o addirittura superare Lorenzo in classifica generale potrebbe essere un ottimo biglietto da visita in ottica 2019, e contribuirebbe a lenire quei rimpianti che a Borgo Panigale si fanno certamente sentire alla luce della crescita strepitosa del Porfuera. "Potrebbe essere importante, anche se le decisioni in casa Ducati sono state prese da tempo" ha tagliato corto il portacolori Pramac "E' più una soddisfazione personale, come arrivare quinto o nella top 5 che significherebbe essere tra i migliori della massima classe".

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