Honda Racing Corporation e BMW M GmbH: tricolori da corsa

Il significato dietro i tricolori Honda Racing Corporation e BMW M GmbH. Retroscena e curiosità sui due colossi del Motorsport.

Rosso, viola, bianco e blu non sono semplicemente i colori di quattro Power Rangers, ma hanno in comune un elemento con i supereroi: la potenza insita tanto nelle abilità dei giovani paladini tanto nei tricolori da corsa che rappresentano. Non a caso risultano essere i vessilli sia della divisione sportiva BMW, la celeberrima M GmbH fondata nel '72,  e della Honda, il colosso mondiale delle due e quattro ruote. Ma i motivi per cui i suddetti colori sono stati scelti cambiano radicalmente.

Partendo proprio da Honda, le motivazioni a sostegno del tricolore sono profonde, quasi mistiche e si fondono tra tradizione e amore per la patria. Il rosso, spesso associato in Europa a concetti di potenza e passione, in Giappone ha tutt'altra valenza. E' limpidezza e purezza, che assume valore sacrale.  E' sinonimo di vita. Come il bianco, che va oltre al valore spirituale giungendo al divino.

Il blu, come il cielo del Giappone, come il primo Honda SuperCub, come soleva ricordare il grande Soichiro Honda. Quindi forte appartenza alla propria terra, che si riflette immediatamente nel trinomio Rosso Bianco Blu. Ma con una marcata valenza anche nelle singole produzioni Honda, basti pensare alla prima F1 di Tokyo, un bianco avorio che è rimasta impressa nella nostra memoria fino ad oggi.

Il rosso, come primo prodotto made in Honda, l'aratro F150 del 1959. O calza meglio come esempio la fantastica Honda RC 161, moto che permise ad honda di centrare il suo primo mondiale? Ma per vedere i tre colori riuniti sotto un unico vessillo è necessario attendere il 1976: Honda si presenta al via della gara endurance per eccellenza, il prestigiosissimo Bol d'Or, con la magnifica RCB1000.

Rosso bianco e blu: per il il designer Masakazu Matsuzawa l'ispirazione venne dal pilota giapponese Morio Sumiya, impegnato nei primi anni '70 nell'AMA. Da allora il tricolore si è imposto in tutte le discipline a due ruote, dalla velocità con i titoli nella classe regina degli anni 80 passando per i grandi raid africani, conquistando la vittoria nella estenuante Dakar per ben 5 volte.

BMWBayerische Motoren Werke. Dai motori ad elica ad una potenza nelle due e quattro ruote. A loro si devono oggi i più evoluti flat twin in circolazione in ambito Motorrad, e i celeberrimi flat-six nel settore automotive. Trinomio leggermente differente, con un supereroe a dare nuovo valore ai tre power colors: Batman.

In questo caso però non ha un maggiordomo di nome Alfred, ma un intero reparto corse, non combatte nemmeno il crimine per le strade di Gotham, ma affronta il tempo, sua vera nemesi, sulle piste di tutto il mondo, fino a massacrarlo nel 1973 con una significativa vittoria di classe a Le Mans, la gara automobilistica per eccellenza. Ed il suo nome per esteso non è Bruce Wayne, ma BMW 3.0 CSL.

A lei si devono le origini nobili delle stripes Blu Viola e Rosso. Il blu, retaggio della bandiera bavarese, si unisce al rosso, colore che rappresentava l'accordo commerciale con la Texaco durante i primi anni delle corse, per dar vita al viola, suggello delle due compagnie e sinonimo di mix, vera e propria miscelazione, dei due colori.

Dalle quattro ruote il trasferimento della livrea trova la sua naturale evoluzione nell potenti e veloci due ruote, in meno di dieci anni: dalle all terrain, Gelände/Strasse meglio, di Rahiner, vincitrici del Rally Dakar nel 1984 e 1985 fino alle gare monomarca Boxer Cup, dove la divisione M sport fa esprimere al meglio il potenziale dell'iconico flat twin.

Ancora oggi le più prestigiose produzioni BMW che si fregiano della M sono riconoscibili dalle tre strisce, che sia un piccolo vestigio di prestigio, o una livrea ad hoc come per la strepitosa BMW HP4, poco importa, il blu il viola ed il rosso sapranno catalizzare la vostra attenzione. E trattenersi non è cosa da poco.

Di Luca Protti

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