Moto e guida autonoma: le novità Honda a Copenaghen

Il costruttore giapponese in occasione del Congresso Mondiale ITS di Copenaghen presenta una Africa Twin, equipaggiata con il nuovo sistema V2X (Vehicle-to-Everything) per motociclette.



In un futuro in cui la guida autonoma riempirà le strade di auto che si guidano da sole, resteranno ancora per diversi anni migliaia di moto guidate da un motociclista. In città come in autostrada e nelle strade extraurbane.

La comunicazione tra una moto guidata da un umano e un'auto che si guida da sola, allora, sarà fondamentale per garantire la sicurezza.

Honda, sapendo benissimo tutto ciò, da oltre 4 anni è impegnata nel promuovere la tecnologia V2X: Vehicle to Everything. Cioè la possibilità per un veicolo, a due o quattro ruote, a motore o persino a "trazione umana", di dialogare con la segnaletica stradale, con l'infrastruttura di gestione dei sistemi di guida automatica e con gli altri veicoli presenti in strada.

Il costruttore moto giapponese è in questi giorni all'ITS World Congress di Copenaghen, un incontro internazionale dedicato alle tecnologie della mobilità del futuro dove Honda ha portato una Africa Twin dotata di sistemi V2X specifici per le motociclette.


L'obbiettivo di Honda è quello di creare sistemi di "sicurezza a sciame" in cui i veicoli dialogano tra loro e si muovono in maniera coordinata come un branco di pesci nel mare o uno stormo di uccelli in cielo. Il tutto sia per ridurre il traffico che per migliorare la sicurezza e diminuire gli incidenti stradali.

Anche altri costruttori, sia auto che moto che di tecnologia, stanno studiando la tecnologia V2X: ad esempio Audi, Ducati, Ericsson, SWARCO e Qualcomm partecipano al consorzio europeo ConVeX (Connetted Vehicle to Everything) e hanno iniziato i primi test per sperimentare questa tecnologia su circuito chiuso.

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