SBK Portimao, Rea sempre Rea! Melandri secondo. Aprilia, che sfortuna!

Jonathan Rea, giusto per non smentirsi, in testa dopo la prima curva, ha salutato la compagnia, martellando sempre sotto l’1 e 43 (miglior tempo 1’42.304) con un passo impossibile.

SBK Portimao, Rea sempre Rea! Melandri secondo. Aprilia, che sfortuna!


Il mondiale SBK non aveva chiuso i battenti ma era stato assente dai circuiti per un periodo di ferie di oltre due mesi, al limite dell’assurdo. Così da Misano (7-8 luglio) si è passati a Portimao (15-16 settembre) per un decimo round iridato disertato dal grande pubblico che forse non era stato… avvisato della ripartenza di un campionato che non convince, non entusiasma, non cambia i livelli di competitività riproponendo interrogativi a cui Dorna e Fim non rispondono. Tant’è.

Gara 1 ha replicato, in buona sostanza, ma in peggio, - non c’è stato neppure un sorpasso! - quel che fin qui si era già visto nel corso dell’anno, con poche modifiche dovute soprattutto alle cadute. Jonathan Rea, giusto per non smentirsi, in testa dopo la prima curva, ha salutato la compagnia, martellando sempre sotto l’1 e 43 (miglior tempo 1’42.304) con un passo impossibile per i suoi avversari, di fatto giocando a gatto col topo, trionfando quest’anno per l’undicesima volta (su 21 gare) – sesto successo consecutivo qui sul circuito di Algarve, 65esimo trionfo in carriera! - e ipotecando e di più il suo quarto titolo mondiale: 395 punti contro i 291 di Davies, oggi solo quarto (+10.750) dopo una gran rimonta e con il gap di una spalla malandata.

Più che binomio da battere Rea-Kawasaki resta il binomio “cannibale”, quasi da … “cappotto”. Tanto di cappello al pilota e al suo mezzo, una spanna sopra tutti, pur con lo zampino di regolamenti-bluff pensati inutilmente per rendere più dura la vita al pilota e alla sua verdona. Insomma non c’è storia. Anche perché la classifica finale non lascia spazio a fantasie: gara piatta, domino Kawasaki con solito grande Rea e con Sykes quinto (+12.911) in … vacanza, Ducati seconda ma mai in grado di agganciare la lepre Rea, idem per la Yamaha, terza. Honda nei soliti guai, Bmw e MV con il gap di circa 20 secondi, che non è il massimo. Rinaldi, nono a oltre 30 secondi non è una bella notizia, con una corsa che definirla così così è un regalo. Marco Melandri, dopo uno start da centometrista olimpionico dalla terza casella, come fosse un … principiante, sbaglia subito la prima curva, infilato da Rea. Buonanotte ai suonatori con il nordirandese che galoppa indisturbato fin sotto la bandiera a scacchi e Melandri secondo (+1.575) davanti a Van Der Mark, Yamaha, (+4.215), dopo una corsa di buon livello, senza particolari numeri, ma deciso a portare a casa la seconda piazza (settimo podio stagionale) e a ben figurare dando una spinta per cercare una sella per il 2019 dopo il benservito della Ducati che ha scelto al suo posto Alvaro Bautista.

Peccato per l’Aprilia tartassata dalla sfortuna. La gran pole di Laverty faceva ben sperare ma il sogno di un podio in alto è durato solamente due curve con l’incolpevole irlandese buttato violentemente a terra da Xavi Fores che sbaglia l’ingresso, un uragano con carambola che poteva avere anche conseguenze ben più pesanti per i due piloti. Ma per il box dell’Aprilia i guai non finivano lì perché anche Lorenzo Savadori, ottimo terzo a ruota di Melandri, a nove giri dal termine trovava il modo – impiccato - di andare per le terre. Domani Gara 2, solita griglia “rovesciata”, ma non il solito orario: start h. 16.30.

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