Toni Elias su Fenati: "Sbagliato distruggergli la carriera"

Qualche anno fa, quando correva in 250, lo spagnolo subì un gesto simile da parte di Fonsi Niento: era il Gran Premio del Sudafrica 2004, e non ci fu alcuna penalizzazione. Anzi, l'episodio passò piuttosto in sordina

Tra i suoi colleghi, il primo a spezzare una lancia a favore di Romano Fenati è stato Joan Mir, che con il suo post su Instagram dedicato all'ascolano ha cercato di riportare alla moderazione un dibattito che sui social network stava prendendo una brutta piega. Successivamente un altro spagnolo, Alvaro Bautista, aveva cercato a mente fredda di riportare la calma: "Non so a cosa stesse pensando Fenati… lui stesso ha capito che non è un gesto corretto e che ha messo in pericolo un altro pilota" ha dichiarato il futuro portacolori Ducati WSBK "Si deve dare un’altra opportunità non solo al pilota, ma alla persona, nella vita si deve sempre dare una seconda possibilità perché tutti noi possiamo avere un brutto momento in ogni situazione".

A Joan e Alvaro, in questi giorni, si è aggiunto anche un loro conterraneo, che però nel Motomondiale non corre più da qualche anno: parliamo di Toni Elias, Campione del Mondo della Moto2 nel 2010 e attualmente alfiere di Suzuki Yoshimura in Motoamerica. "Quello che ha fatto Fenati è indifendibile, pericoloso, fuori dal regolamento... e per questo gli hanno dato due GP di squalifica. Ha sbagliato e lo hanno punito" ha spiegato l'ex iridato della Middle Class ai microfoni di Marca "Però distruggere la carriera sportiva di qualcuno rompendo contratti attuali e futuri mi sembra fuori luogo".

"Romano è giovane, deve imparare. E' evidente che ha un problema di autocontrollo, però va aiutato. Tutti qui siamo passati attraverso uno psicologo, un 'coach' per imparare a gestire gli impulsi quando siamo sulla moto..." ha proseguito Toni, che qualche anno fa era stato vittima di un gesto simile commesso da Fonsi Nieto.

Welkom, GP del Sudafrica 2004, classe 250: sono le ultimissime curve quando Nieto, 8° dietro a Elias, si affianca alla Honda del rivale pizzicandogli il freno anteriore per rallentarlo e rubargli la posizione: per quel gesto, meno plateale ma molto malizioso, Fonsi non fu penalizzato affatto. "Ho notato che la ruota anteriore si è improvvisamente bloccata ed ha perso aderenza, ma la velocità e l'inerzia hanno raddrizzato la moto. E' rischioso, ma non una delle cose più pericolose che possono accadere nel motociclismo" ha ricordato Toni "In quel momento lo avrei voluto ammazzare, ma siamo ancora amici".

Sul web si trova davvero poco materiale relativo a quell'episodio, segno all'epoca non fece troppo scalpore e passò piuttosto inosservato: qui sotto potete rivedere la scena, in un video postato su Instagram da un utente.


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 105 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail