Fenati, Joan Mir e la "seconda chance"

Lo spagnolo, che l'anno scorso si è giocato il Mondiale Moto3 proprio contro Fenati, ha spezzato una lancia a favore del rivale: una voce fuori dal coro nel caos post-Misano, che arriva proprio da chi con Romano ha combattuto in pista

E' costato caro, a Romano Fenati, lo scellerato gesto di domenica scorsa a Misano: dopo la (sacrosanta) squalifica comminata della Direzione Gara sono arrivati anche il licenziamento da parte del suo team, la sfiducia di MV Agusta e il ritiro della licenza da parte della Federazione. Oltre che un esposto del Codacons per tentato omicidio e un prevedibile (ma forse eccessivo?) massacro mediatico.

Un'azione gravissima, quella andata in scena durante il GP di San Marino, che probabilmente il pilota ascolano pagherà con il prezzo più alto per uno sportivo professionista: la fine della carriera agonistica. Certo, Fenati ha solo 22 anni e tutto può accadere, ma ora come ora la scure della giustizia sportiva e lo stigma sociale amplificato dalla Rete sembrano aver stroncato definitivamente le speranze di un pilota che, ricordiamolo, è vice-Campione del Mondo della Moto3. Un manico, insomma, che avrebbe potuto dare molto a sé stesso e al motociclismo tricolore: un talento sprecato, buttato alle ortiche dalla sua stessa mancanza di autocontrollo.

Nel turbine delle polemiche e delle facili sentenze da social network, però, si è levata una voce fuori dal coro, una "lancia spezzata" che non basta certo a far cambiare idea sul gesto di Fenati, ma che forse dovrebbe indurre alla riflessione tutti coloro che, dopo che giustizia è stata fatta, chiedono a gran voce di poter vedere la testa del condannato.

La voce in questione non è quella di un giornalista, di un opinionista o di qualche ex pilota prestato alla televisione. Senza nulla togliere alle categorie appena elencate, questa opinione contro corrente assume forse ancora più valore perché arriva da chi con Romano ci ha battagliato in pista con il coltello fra i denti. Anzi, da uno che con Fenny si è giocato addirittura un Titolo Mondiale.

Parliamo di Joan Mir, dominatore iridato della Moto3 nel 2017 alla fine di una stagione in cui solo Fenati era riuscito ad arginarne, almeno inizialmente, lo strapotere. Il pilota spagnolo, passato nel frattempo in Moto2 proprio come lo sfidante italiano, ha pubblicato sul suo profilo Instagram un post molto profondo, rivolto proprio al rivale marchigiano: un messaggio di grande umanità che, pur non assolvendo Romano per il riprovevole gesto, cozza notevolmente con il giustizialismo sommario a cui abbiamo assistito in questi giorni.

Qui, di seguito, il testo della "lettera" pubblicata da Joan:

"Ciao Romano, nell'ultimo GP di Misano hai commesso un errore veramente ingiustificabile, mettendo a rischio la vita di un nostro collega. Quell'azione non è degna di un pilota come te e, ovviamente, merita una giusta e dura punizione. L'anno scorso sei stato un grande rivale e mi hai costretto a correre al limite per tutta la stagione; abbiamo avuto mille battaglie, ma in pista ti sei sempre comportato come un grande pilota e atleta. Molte volte siamo saliti sul podio insieme e ho potuto apprezzare quanto fossi nobile non solo nella vittoria, ma anche nella sconfitta. Penso che tu sia una grande persona. Non arrenderti e combatti per il tuo futuro da pilota, tutti meritano una seconda e anche una terza possibilità. Lavora per correggere quegli impulsi che a volte ti tradiscono e ti fanno brutti scherzi, e torna in pista come quel grande pilota che sei. Abbiamo ancora mille battaglie da condividere!"

Dichiarazioni, quelle del Campione del Mondo della entry class, che gli fanno onore: nella sua posizione Mir avrebbe potuto non dire nulla, semplicemente evitando di prendere una posizione scomoda che squarcia il Circus come un fulmine a ciel sereno. Tuttavia Joan ha scelto di parlare pubblicamente, di rinnovare la sua stima ad un avversario che -pur recidivo nei suoi comportamenti sopra le righe e colpevole di un gesto potenzialmente disastroso- è stato messo alla berlina e giustiziato a furor di popolo. Come esempio e monito per gli altri, certamente, ma forse anche come capro espiatorio delle colpe di un sistema a cui troppe volte ha fatto comodo chiudere gli occhi di fronte a comportamenti sicuramente meno gravi ma nondimeno antisportivi. O passati inosservati solo perché in quel momento non c'erano telecamere a riprenderli: non è che oggi, sotto i riflettori e dopo molti episodi discutibili sostanzialmente ignorati, vogliamo far pagare a Fenati anche i "gestacci" altrui che in passato abbiamo preferito far filare quasi lisci?

Romano sta scontando la sua pena, com'è giusto che sia. Anzi, presa da sola l'iniziale squalifica per due sole gare appare come una punizione fin troppo soft: è tutto il resto -la gogna mediatica, la sadica voglia di infierire su un corpo ormai inerme- a lasciare un po' perplessi. L'impressione che in questa vicenda, tra le tante condanne lucide ed equilibrate del dopo gara, siano molti i benpensanti che hanno trovato pane per i loro denti è forte: perché si sa, la trave nel proprio occhio è un difetto che molti faticano a vedere. E quello di giudice un mestiere che rivendicano in troppi.

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Ciao @fennyfive , el pasado GP de Misano cometiste un error injustificable poniendo en riesgo la vida de un compañero. Esta acción no es digna de un piloto como tú, y por supuesto merecía un duro castigo. El año pasado fuiste un gran rival y me llevaste al limite durante toda la temporada, tuvimos mil y una batallas, pero siempre te comportaste como un gran piloto y deportista en la pista. Coincidimos muchas veces en el podio, y pude apreciar que eras noble no solo en la victoria, sino también en la derrota. Creo eres una gran persona. No te rindas y lucha por tu futuro como piloto, todo el mundo merece una segunda y hasta una tercera oportunidad. Trabaja para corregir esos impulsos que a veces te traicionan y te juegan malas pasadas, y regresa a la pista como ese gran piloto que eres. Nos quedan mil batallas por disputar!!! 💪💪💪 @motogp

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