Moto elettriche: Harley-Davidson rompe con Alta Motors

Secondo la stampa americana Harley Davidson non costruirà più le sue moto elettriche in collaborazione con la californiana Alta Motors. Possibile l'entrata in gioco di Magneti Marelli.


moto elettriche harley davidson livewire


Colpo di scena nel nascente settore delle moto elettriche: l'americana Harley-Davidson, che solo sei mesi fa aveva annunciato la collaborazione tecnica con la start up californiana Alta Motors, avrebbe deciso di uscire del tutto dalla partnership e di rivolgersi altrove per la fornitura di motore elettrico e batterie per le sue prossime moto a emissioni zero. Prima su tutte la tanto attesa Harley-Davidson LiveWire.

La notizia non trova ancora conferma, né smentita, nei comunicati ufficiali di Alta Motors e H-D ma solo in un articolo della testata americana Asphalt and Rubber, che cita fonti riservate: "Le nostre fonti ci dicono che Harley-Davidson si è completamente ritirata dal suo progetto motociclistico congiunto con Alta, e dal suo coinvolgimento nella startup di San Francisco".


Si tratterebbe certamente di una brutta batosta per Alta che, pur avendo una delle tecnologie migliori nel settore strategico del motoveicolo elettrico, andrebbe a perdere un partner dal nome importantissimo e con una rete vendita fortissima. Ma anche per Harley-Davidson che, al momento, non ha impianti produttivi né di motori elettrici né di batterie.

Urge, quindi, trovare un nuovo partner per costruire la prima vera moto elettrica Harley-Davidson. Anche perché, a dire il vero, H-D e Alta Motors di moto elettriche ne dovevano costruire ben due, entrambe a marchio Harley. Dall'altro lato, sulla piattaforma sviluppata insieme ad H-D doveva nascere un prossimo modello di Alta.


Tuttavia va detto anche che H-D non ha rimandato la presentazione della sua LiveWire, quindi deve avere il partner già pronto. Ma di chi si tratta?

Qualche mese fa uscì la notizia che Magneti Marelli avrebbe ricevuto un ordine da 4.000 motori elettrici da Harley-Davidson. Notizia mai smentita né confermata e che, oggi, acquista quasi i canoni dell'ufficialità. D'altronde la commessa sarebbe assolutamente alla portata dell'azienda italiana del gruppo FCA.

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