CIV, Moto3: pole “mondiale” di Zannoni (Tm). Ma è Dorna che promuove o boccia…

Il non ancora 18enne pilota cesenate in sella alla 250 GP pesarese TM ufficiale ha infatti fermato il cronometro su un mirabile 1’42.461.

CIV, Moto3: pole “mondiale” di Zannoni (Tm). Ma è Dorna che promuove o boccia…

Nel quarto round del CIV tricolore di Misano ha fatto notizia la performance in Moto3 di Kevin Zannoni, non solo per la splendida doppietta in Gara 1 e Gara 2 che gli garantisce la leadership in classifica ma soprattutto per il tempo sul giro fatto segnare in pole.

Il non ancora 18enne pilota cesenate in sella alla 250 GP pesarese TM ufficiale ha infatti fermato il cronometro su un mirabile 1’42.461 (un secondo e due decimi più veloce del 2° Carraro!), un tempo che lo avrebbe posto al quinto posto in griglia nel Mondiale Moto3 dello scorso settembre a soli tre decimi poco più dalla pole di Enea Bastianini (1’42.147). C’è da aggiungere che le qualifiche si sono disputate con alte temperature: 31° e umidità oltre 50% con asfalto oltre 40°, condizioni che “aumentano” il tempo sul giro di circa tre decimi incidendo negativamente sulle gomme (meno grip) e sul motore (minor potenza).

Guai illudersi, ma questi risultati di Zannoni-Tm (a coronamento di una ottima maturazione del pilota e di un eccellente e continuo sviluppo della moto) dimostrano la competitività di un binomio pronto a misurarsi nel Mondiale della classe cadetta. La questione non è trovare un posto “pro tempore” come wild card o come sostituto di un pilota infortunato. Ma quella di essere considerati alla pari di altri, quanto meno avere la stessa dignità, per schierarsi – se si hanno caratteristiche e mezzi, e Zannoni e Tm sono ok – a “tempo pieno” nel Mondiale 2019.

Il Motomondiale targato Dorna, come noto, è a “numero chiuso”: chi c’è c’è e chi non c’è s’arrangia. Le deroghe ci sono, eccome! Ma è sempre e solo Dorna a decidere sulla base della competitività – dicitur – ma anche in funzione di interessi di business e nazionalistici non sempre convincenti. Perché dal Civ non si può passare “direttamente” nel Mondiale e – comunque – si deve necessariamente passare l’esame del CEV spagnolo con entrambi i campionati (CEV e Mondiale) di “proprietà” della Dorna? Perché il CIV, con i suoi limiti ma anche con il suo potenziale, è considerato figlio di un Dio minore rispetto al CEV? Sono interrogativi che attendono risposte che mai arrivano perché la FMI-federazione italiana (nell’ambito della FIM federazione internazionale) non fa valere il proprio ruolo, non secondario, non fosse altro storicamente.

Non si tratta di ribaltare concetti, regole e regolamenti oramai dati per scontati. Ma almeno di usare lo stesso metro per tutti, senza discriminazioni di fatto, alla fin fine a danno dei piloti italiani emergenti e di Case come la Tm, ammirevoli per qualità e impegno, cui va spianata la strada, non ponendo veti. Un esempio delle difficoltà di trovare un posto al sole nel Motomondiale viene dall’ex pluri iridato Max Biaggi.

Dopo lo sfortunato inizio della sua squadra nel CIV Moto3 2017 e dopo aver cercato invano – richiesta respinta all’ultimo momento dal promoter Dorna - già per quest’anno un posto nella Moto3 iridata (moto KTM con i piloti Danny Binder poi passato in Red Bull Ktm Ajo e Jaume Masia poi ingaggiato da Bester Capital Dubai) il “Corsaro” non demorde puntando con il suo Max Racing Team - dopo questa stagione di “rodaggio” nel Cev spagnolo (con Marc Garcia e Davide Pizzoli) - al debutto iridato nel 2019 forse con Ktm ufficiali affidate al Campione Supersport 300 Marc Garcia.

Ma non è scontato. Max ha il “nome”, il “Team”, gli sponsor (i soldi), il pilota per entrare nel Mondiale Moto3 e fare bene ma non ha (ancora) una posizione assicurata in griglia di partenza perché, come già scritto, il Motomondiale è a “numero chiuso”. Dorna ribadisce il suo “no” all’ingresso di nuove squadre ma ogni anno arrivano sempre nuovi Team, come il Sic58 Squadra Corse di Paolo Simoncelli e in precedenza quelli di ex piloti come Pons, Martinez, Alzamora, Cecchinello, Gresini, Ottl, Ajo, Janssen oltre Valentino Rossi con il suo Sky Racing Team VR46. Le eventuali deroghe sono decise esclusivamente dalla Dorna a proprio uso e consumo.

Ai Team già presenti nel Mondiale sta bene così. Anche perché, comunque vada, sono i “vecchi” Team che – ricevendo il… giusto compenso - consentono ai “nuovi” Team di entrare nel gran giro iridato. Carmelo Ezpeleta (Dorna) dirige il traffico, con in bocca il fischietto, con una mano pronta ad alzare la paletta rossa, con l’altra mano sul portafogli.

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