MotoGP, le “leggende” spingono Rossi per la corsa al titolo

Oggi il Circus ha luminarie e tanti soldi, una torta mai così appetibile, dove anche l’ultimo del paddock dice grazie a Rossi, principale volano che fa girare tutta la baracca. Valentino è una risorsa del motociclismo, oggi come pilota e non solo, per un domani che è già qui.

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In un video sul sito ufficiale MotoGP cinque ex campioni del passato (Agostini, Roberts, Rainey, Schwantz, Stoner) lodano Valentino Rossi ribadendo la sua competitività tant’è che a metà stagione l’asso pesarese è in corsa per il titolo MotoGP 2018.

Le valutazioni di queste cinque leggende del motociclismo sul 39enne campione della Yamaha, oltre che legittime, sono pienamente condivisibili, almeno nella sostanza. Vale sempre, però, la citazione: “A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Sorge il dubbio, infatti, che Dorna abbia voluto mettere un po’ di pepe in questa fase di pausa estiva e soprattutto, al giro di boa del campionato e alla vigilia di Brno (3-5 agosto), abbia dato la parola ad Agostini&C, in buona sostanza per dimostrare che Rossi è in piena lotta per il titolo in un campionato tutt’altro che chiuso e deciso. Insomma, più che una analisi su Rossi e i suoi avversari, sul sito ufficiale del Motomondiale c’è uno spot promozionale per la effervescente MotoGP marcata, però, dal dominio di Marc Marquez.

 

Già, Marquez, l’innominato, il capoclassifica (165 punti contro i 119 di Rossi 2°, i 109 di Vinales 3°, gli 88 di Dovizioso 4° e di Zarco 5°, gli 85 di Lorenzo 6° ecc.) con già cinque vittorie e due secondi posti (più due zeri) in nove gare – di cui un secondo e due primi consecutivi negli ultimi tre round – che rischia di “ammazzare” il campionato per una superiorità netta ma non del tutto evidente dato che il fenomeno della Honda pare giocare a… gatto col topo. Torneremo prima di Brno ad analizzare lo stato del campionato per capire se è aperto ma esclusivamente per la lotta del… secondo posto. La speranza, si sa, è l’ultima a morire e Valentino è sempre pronto, se non a fare miracoli, a cogliere ogni spiraglio di occasione propizia per evitare che Marc aggiunga nella sua bisaccia iridata un nuovo titolo e lasci al Dottore ancora l’amaro in bocca. A Rossi fare secondo sta stretto perchè è un vincente e perché essere di nuovo il primo degli sconfitti incupisce la “marea gialla” che in ogni angolo del mondo continua a sperare. D’altronde, che da quasi un ventennio Valentino Rossi sia il corridore più seguito e amato lo sanno tutti. Perché è un fuoriclasse, il pilota più longevo e vincente di questo motociclismo show-business, perché ha carisma e buca lo schermo.

È grazie al “fenomeno” pesarese che il motociclismo ha allargato i suoi confini, da sport di nicchia sostanzialmente per motociclisti e appassionati, a sport di massa senza legami con il settore, persone di ogni età e ceto pronti a prendere d’assalto gli spalti degli autodromi e a saltare sul divano davanti alla tv. Insomma, Valentino è il vessillifero di questo motociclismo dell’immagine (ma anche di corse iper tecnologiche e tiratissime), il campione capace di interpretare al meglio uno sport tecnicamente complesso, di grandi rischi, di forti passioni, anche di accese diatribe con degenerazioni da far impallidire la peggior curva sud calcistica.

 

Rossi è già proiettato fortemente in un ruolo oltre quello di pilota – talent scout, promoter, business-man – ma finchè resta in pista in MotoGP e corre, deve correre battendosi con gli altri e deve tornare a vincere. Un fuoriclasse non vive di ricordi. Ma con i secondi posti, senza vittorie, il titolo non si conquista. Rossi lo sa. Al di là delle ripetute manfrine pre gara – anche per tatticismi mediatici e di pressione psicologica – sui “ritardi” della Yamaha (elettronica ecc.), in pista c’è un sostanziale livellamento specie fra Honda, Yamaha, Ducati (ogni circuito dà e toglie vicendevolmente…) e la differenza fin qui l’ha fatta il pilota, cioè Marquez. All’indomito Valentino, se vuole tentare il colpaccio, non resta che il cambio di passo e fare il … Marquez.

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