MotoGP, Marquez alla Ducati? Ecco il nuovo tormentone

Dopo il controverso divorzio dell’anno fra la Rossa e Jorge Lorenzo (vero flop per Domenicali&C) ecco l’annuncio del matrimonio del secolo fra la Casa di Borgo Panigale e il fenomeno spagnolo della Honda.

motogp-germania-2018-marc-marquez-honda-4.jpg

Ogni estate, si sa, ha il suo tormentone…. musicale. Stavolta – si dice – è il “Bella gente” del cantante napoletano chiamato Gemini. Quelli della (mia) generazione del motociclismo de: “I giorni del coraggio” hanno ancora in testa tormentoni estivi canori quali “Marina” (Rocco Granata), “Tintarella di luna” (Mina), “Estate” (Bruno Martino), “Pinne fucile ed occhiali”, “Guarda come dondolo” e “Abbronzatissima (Edoardo Vianello) e le celeberrime “Sapore di sale” (Gino Paoli) e “In ginocchio da te” (Gianni Morandi), “Azzurro (Adriano Celentano), “Acqua azzurra, acqua chiara” (Lucio Battisti) e “Rose rosse” (Massimo Ranieri). Si può continuare ma ci fermiamo qui.

Che c’entra con il motociclismo, direte voi? C’entra perché nella pausa estiva il motociclismo tira fuori il … “meglio” di sé, sparando la notizia che, appunto, diventa una “bomba”, quindi il tormentone, ovviamente inutile e campato in aria. La “bomba”? Marquez in Ducati. Pernat dixit. Dopo il controverso divorzio dell’anno fra la Rossa e Jorge Lorenzo (vero flop per Domenicali&C) ecco l’annuncio del matrimonio del secolo fra la Casa di Borgo Panigale e il fenomeno spagnolo della Honda. Stavolta lo staff della Casa bolognese non ha colpe. E “Carletto”, si sa, di solito non c’azzecca nelle previsioni ma da “vecchia volpe” dei meandri del paddock e da astuto interprete del motociclismo show-business sa come buttare il sasso nello stagno (stavolta un pietrone) per ravvivare la pausa estiva e soprattutto per rimettere sotto i riflettori se stesso in qualità di “guru” preferendo parlare di Marquez che dei “suoi” piloti, Iannone in MotoGP, Bastianini in Moto3 ecc.

Il manager ligure è certo che Marquez correrà con la Ducati. Ma fra…3 anni. Nemmeno il compianto Bernacca avrebbe potuto tentare una previsione con tempi così lunghi. Quale la motivazione di Marc per abbandonare la Casa dall'Ala Dorata e approdare col suo carico di campionati mondiali vinti a Borgo Panigale affamata di titoli iridati? La molla sarebbe una sola: impegnarsi in una nuova sfida per dimostrare di essere vincente anche fuori da Honda e soprattutto riuscire dove Valentino Rossi ha fallito. Balle, non bombe. Ecco. Come se i piloti cambiassero casacca e corressero per questo obiettivo. Già. Ma la sfida del pilota è un’altra: vincere! Di tutto il resto il campione se ne frega.

Perché un pilota (un campione) cambia Casa? Semplicemente per salire sulla moto più competitiva perché l’obiettivo è – ripetiamo - sempre lo stesso: arrivare primo, essere il primo! Un esempio? Giacomo Agostini a fine 1973 annunciò l’addio dalla “sua” MV Agusta per il passaggio in Yamaha – una vera bomba, primo pilota italiano su una moto ufficiale giapponese - perché dopo una stagione tribolata comprese bene che le pluricilindriche 4 tempi varesine non erano più competitive, tanto meno superiori, rispetto alle nuove sibilanti 2 tempi giapponesi. Certo, sulla decisione finale contribuirono anche la difficile (impossibile?) coabitazione nello stesso Team di Cascina Costa con un mastino quale Phil Read e… l’assegno che a Iwata offrirono ad Ago. Ma la scelta fu dettata dal desiderio di Agostini – pilota di grande talento e grande intelligenza - di salire al momento giusto sulla moto vincente per continuare a vincere. I fatti gli diedero ragione.

E Valentino Rossi perché nel 2011 passò dalla Yamaha alla Ducati? Stesso motivo con in più orgoglio e … presunzione. Ma anche le vicissitudini del 2010 in Yamaha con il compagno di squadra Lorenzo spinsero a quel passaggio. Fu un buco nell’acqua, solo in parte ripagato dallo storico ingaggio. La consacrazione, il campione la cerca nel passare primo sotto la bandiera a scacchi in gara e nel conquistare a fine stagione la corona iridata. Il campione solo a questo punta, cercando di ripetersi. Il resto – soldi e paragoni con gli avversari compresi – sono dettagli o conseguenze. Il più delle volte solo fuffa mediatica.

  • shares
  • Mail