MotoGP Qualifiche: Marquez “beffa” Petrucci, gran secondo. Lorenzo in prima fila.

L’exploit di Marquez si sa, non fa (quasi) notizia – come non fa notizia la… consueta caduta in FP4 e la nuova sbandata con salvataggio in qualifica

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Puntuale come un treno svizzero arriva la sberla record in qualifica del killer Marc Marquez che proprio sotto la bandiera a scacchi beffa con uno stratosferico 1’20.270, per 25 millesimi, la freccia ternana Danilo Petrucci.


L’exploit di Marquez (gomme morbida dietro e davanti prima dura poi media) si sa, non fa (quasi) notizia – come non fa notizia la… consueta caduta in FP4 e la nuova sbandata con salvataggio in qualifica - per come il campione del mondo in carica ci ha abituato al ripetersi di prodezze di grande consistenza tecnica e agonistica. Mentre lascia il segno il super tempo di Petrucci sulla Ducati satellite (gomme combinazione media-soft) un pilota da frustata sul giro secco, ma pur sempre un outsider anche se oramai proiettato in un 2019 da ufficiale sulla Rossa, in sostituzione di Jorge Lorenzo, comunque anche lui qui superbo, in prima fila accanto allo spagnolo e al ternano, per soli 57 millesimi di gap. Nelle qualifiche 2017 il tempo bizzarro – gran vento e scrosci d’acqua – non fermò comunque un Marquez alla sua quinta pole in MotoGP (1’27.302, oltre sette secondi più lenti!) al Sachsenring che così diventano oggi sei in premier class, illuminate dai raggi di un solo estivo con una temperatura che meglio non si può: 24 gradi (15 lo scorso anno) dell’aria e 47 (20 nel 2017) dell’asfalto. Di fatto, pur in condizioni assai diverse, c’è stato il replay delle qualifiche 2017, quanto meno per la battaglia della pole, con un Petrucci che anche allora sembrava avercela fatta guidando sul mezzo bagnato come un anfibio finchè Marquez, guizzante delfino, rovinò la festa del ternano.

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Stavolta in prima fila si pone di forza Jorge Lorenzo (+0.057), a lungo detentore del miglior tempo, poi a lungo secondo, quindi surclassato solo sotto alla bandieraa scacchi soprattutto per una sbavatura nell’ultima curva. Il maiorchino c’è, pronto a tutto, in una gara che avrà anche altri illustri protagonisti. Innanzi tutto il binomio della Yamaha ufficiali, sempre fra i primissimi Vinales alla fine quarto (+0.171) e il sempre agguerrito e attentissimo Rossi, sesto (+0.262), che chiudono fra l’incudine e il martello un Dovizioso tutt’altro che fuori gioco (+0.174) e per nulla disposto a lasciare fuggire Marquez in classifica e a vedersi surclassare dal compagno di squadra Lorenzo e dal nuovo socie Petrucci. Dalla terza fila, con distacchi sul mezzo secondo, c’è poco da fare se non sperare in partenza kamikaze: Crutchlow (+0.405), Iannone (+0.412), Bautista (+0.420), alla fine a terra, e Pedrosa che chiude la top ten (+0.561) davanti a Rins.


Il circuito, vero e proprio toboga di gran pelo da far girare la testa a chi corre e a chi assiste, promette una corsa vietata ai deboli di cuore. Gara da non perdere. Vietato sbagliare. E’ il round numero 9, il giro di boa. Qui Marquezha firmato 9 (nove) poleuna in fila all’altra e ha già vinto in MotoGP le ultime cinque gare una in fila all’altra. Capito?

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