Moto3, Assen 2018: Martin mette la “quinta” beffando Bastianini. Che Bulega!

Quel gran diavolo di Jorge Martin non perdona e con la sua solita sberla finale agguanta la sua solita pole.

Moto3, Assen 2018: Martin mette la “quinta” beffando Bastianini. Che Bulega!


Quel gran diavolo di Jorge Martin non perdona e con la sua solita sberla finale agguanta la sua solita pole (1’42.039) – quinta pole 2018, la 14esima in carriera! - davanti al riconfermato Bastianini (+0.310) e a un Bulega (+0.406) che allunga gli artigli in prima fila. Qualifiche “da corsa” perché qui sulla piana assolata di Assen la Moto3 anticipa lo show di domani con tanti piloti in grado di battersi per il podio e, a Martin piacendo, anche per la vittoria. Cinque italiani nella top ten, anzi nei primi nove, - erano addirittura sette fino a due minuti dal termine – la dicono lunga sul valore e sulle intenzioni dei nostri “giovani leoni”.

Poco da dire su Martin, abbonato alla pole, per nulla frenato dalle ultime cadute (anche qui è andato a terra ieri), capace di tenere un passo “ammazzatutti” su un circuito da pelo, dove il ritmo è tutto. Il pilota del Team Gresini domani in gara tenterà la fuga per tornare alla vittoria e soprattutto riagganciare la leadership mondiale, quanto meno riavvicinarsi: operazione tutt’altro che scontata perché Bastianini farà il diavolo a quattro sapendo che non può perdere l’occasione per accorciare anche lui il gap in classifica generale (attualmente è quarto con 68 punti contro gli 80 del 3° Martin, gli 84 del 2° Di Giannantonio, i 103 del leader Bezzecchi) e soprattutto Bulega tenterà l’impossibile e di più per un risultato eclatante che chiuda il lungo periodo di crisi e lo schiodi dallo “zero” in classifica.

Non siamo fra quelli che parlano (e scrivono) del ritorno di Bulega. Bulega c’era e c’è confermando il proprio valore perché, così come per altri campioni, la classe non è acqua. Con certi piloti – Jorge docet - quando i risultati non vengono significa che bisogna cercare altrove, non mandare in tilt il pilota. Quello di Nicolò è un segnale, la gara è domani. Ma certi segnali pesano oltre il dato specifico, in questo caso oltre la prima fila.

Al di là dei tempi di oggi in qualifica e dei distacchi accentuati (il 4° Canet ha un distacco di oltre mezzo secondo dal primo e il 10° Rodrigo ha un gap di quasi 9 decimi) sarà una corsa dove i primi quindici piloti della pole possono battersi per il podio in una gara sicuramente avvincente e ricca di colpi di scena. In particolare, oltre ai sempre presenti e agguerritissimi Canet 4° e MCPhee 6°, è attesissimo Lorenzo dalla Porta (compagno di squadra di Bastianini), seconda fila, quinto tempo (+0.555), a digiuno di podio dopo l’exploit dela prima gara stagionale.

Soprattutto non dimentichiamo due punte di diamante quali Di Giannantonio, 7° tempo terza fila, (ultimamente frenato da disavventure, caduto anche nella Fp3) e il capoclassifica Bezzecchi 8° tempo (+0.728) davanti a Ramirez e a Rodrigo. Papale papale diciamo che i piloti più avanti in classifica generale (Bezzecchi, Di Giannantonio, Bastianini) si siano oggi un po’ “risparmiati” evitando rischi eccessivi (anche oggi numerose cadute fra le quali Masaki e Arenas e lo stesso Bastianini se l’è vista brutta alla curva 7 con un lungo e fuori pista ad alta velocità, senza toccare terra, così come il Bez a contatto con Kornfeil) ben sapendo che la Moto3 si ripresenterà anche domani con almeno due – tre “trenini per cui basta non perdere il primo per giocarsi tutto.

Sarà così? Si vedrà. Domani anche altri italiani sono attesi a grandi recuperi: Arbolino (14°) davanti a Antonelli e a Foggia 19° (sanzionato per eccessiva lentezza con retrocessione di 12 caselle sulla griglia). Solo 24° Migno e 29° il rookie Nepa. Non fa male ricordare che qui ad Assen nel 2017, in tutt’altre condizioni atmosferiche, la pole la conquistò sempre Martin e Bulega fece ugualmente il terzo tempo. Mentre nel 2016 gli italiani conquistarono i primi quattro posti con Bastianini, Migno, Bulega. Fenati. Buon segno per domani? Gara da non perdere. Start ore 11.

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