MotoGP, Barcellona: Jorge, prima pole-show sulla Rossa. Marquez nella tenaglia Ducati

Lanciato dall’ultimo inatteso magistrale trionfo del Mugello Jorge Lorenzo prosegue nel suo momento magico.

lorenzo.jpg


Lanciato dall’ultimo inatteso magistrale trionfo del Mugello Jorge Lorenzo prosegue nel suo momento magico stampando sull’infido Montmelò una straordinaria pole, la prima sulla Rossa, (1’38.680) davanti al supersonico Marquez (+0.066) costretto alla Q1 e al mai domo Dovizioso (+0.247).

La Honda super iridata del super iridato Marquez nella morsa delle Rosse ufficiali del maiorchino che punta al bis del GP d’Italia per entrare nella leggenda e del forlivese che si gioca, oltre il mondiale, anche la faccia. I quasi 30 gradi incendiano le qualifiche accendendo le speranze per una giornata trionfale tutta Rossa.

Non è impossibile, pur con un Marquez d’assalto e deciso a recuperare lo “svarione” del Mugello e con Vinales (+0.465), Iannone (+0.468), Petrucci (+0.498) atteso a una gran prova e poi Rossi 7° (+0.586) frenato da due sbavature nei lanci del finale e Zarco (+0.651), nel ruolo di guastafeste se non proprio in quello di protagonisti davanti.

Dopo la bandiera a scacchi di fine pole, nel box Ducati, dopo qualche titubanza, si gongola, con sorrisi, pacche sulle spalle, abbracci, complimenti reciproci. Tutto giusto e meritato per sancire un primo e un terzo posto in pole, a dimostrazione di una competitività cercata per anni e finalmente trovata. Ci sarà tempo e modo per analizzare anche i limiti rispetto alle discutibili scelte dei piloti e ala loro gestione.

jorge-lorenzo-barcellona2018.jpg

Jorge sa che oggi è solo sabato e la corsa è domani, tiene a freno mani e lingua, ma si capisce dagli occhi tornati a sorridere che il fuoco dell’orgoglio lo ha riportato di forza nel ruolo che gli compete, oggi primo della prima fila, domani in lotta per il successo. Al di là di tanta fuffa su gomme, aderenze, percorrenze, bizze dell’elettronica e del... vento contrario, il maiorchino ha riproposto semplicemente la sua guida alla Giotto, da compasso, incurante del temperamento bizzoso della Rossa, liberando la classe e la voglia di dimostrare di essere quello di sempre, un fuoriclasse, un campione.

Chiudiamo con Marquez e Rossi. Nel 2017 lo spagnolo qui al Montmelò incappò in quattro capitomboli e due di fila in qualifica finendo in seconda fila e Rossi con uno scialbo 13° tempo incappò in una delle sue peggiori prestazioni. Non diciamo come finì in gara. Domani Marquez sarà fra l’incudine e il martello delle Rosse e dai primi metri dopo lo start lancerà i suoi dardi infuocati tentando la fuga. Rossi non ha scelta, approfittando della bagarre inziale in testa, dovrà giocare d’attacco, altrimenti sarà per lui una brutta giornata. Fra attese di conferme e di miracoli è una gara da non perdere. Si giocherà un pezzo importante di questo mondiale.

  • shares
  • +1
  • Mail