Sic58 Squadra Corse: intervista a Tatsuki Suzuki

Abbiamo incontrato il pilota "giapporiccionese" del team Sic58 Squadra Corse.

tatsuki-suzuki-2.jpg

Tatsuki Suzuki è il rider giapponese del team Sic58 Squadra Corse. Classe 1997 vive a Riccione e si definisce “Giapporiccionese”. Inizia la sua carriera all’età di tre anni con una pit-bike sotto l’egida del babbo, grande appassionato. Nel 2006 conquista il primo campionato giapponese pit-bike vincendo tutte le gare. Dal 2007 al 2012, in sella ad una Honda 50 cc partecipa al campionato nipponico di mini moto classificandosi terzo durante l’ultimo anno.

Nel 2013, mentre gareggiava nel Campionato Nazionale Giapponese 125 cc, viene scelto come wildcard nelle ultime due gare del Campionato Spagnolo, al quale prenderà parte anche durante la stagione successiva. il debutto in Moto3 arriva nel 2015 con il miglior risultato conquistato a Silverstone: decimo. Continua la sua avventura anche nel 2016, ma è nel 2017 che entra a far parte della SIC58 Squadra Corse concludendo il campionato in quattordicesima posizione.

Oggi è una bella giornata per il "giapporiccionese" con la conquista della seconda posizione in griglia di partenza. L’abbiamo incontrato questo pomeriggio nel paddock toscano e questo è quello che ci ha raccontato…

Tatsuki Suzuki.jpg

Prima fila, seconda posizione, come ti senti?
Sono contento, però peccato, per soli due decimi non ho fatto la pole. Sarebbe stato bello, qui al Mugello davanti a tutti gli italiani, bello, però, anche la prima fila va bene lo stesso.

Come ti sei preparato per raggiungere questo risultato?
Il primo giorno ho faticato molto, abbiamo fatto un test a Montmelò e siamo andati bene. Però ho fatto fatica durante le prove libere nelle FP1, sono anche scivolato, la moto va bene però avevo uno scarso feeling e non avevo grip al posteriore e ho perso un po’ di confidenza. Nelle FP2 abbiamo usato il nostro standard di setting che mi ha permesso di arrivare terzo. Stamattina durante la prima sessione di qualifiche abbiamo provato altre soluzioni, ma non hanno funzionato bene. Allora con la squadra abbiamo pensato ad una strategia che ha funzionato, perché negli ultimi dieci minuti ho faticato per fare buoni tempi, troppo traffico, troppi piloti in pista, quindi ci siamo fermati per concentrarci verso la fine della sessione conquistando così il secondo posto.

Cosa ti aspetti domani?
Difficile predire, qui al Mugello tutti possono vincere. Lo scorso anno in un secondo c’erano venti piloti, tutti avevano l’opportunità di vincere. Però domani parto davanti quindi devo stare calmo e usare la testa e fare “gomito largo” come gli italiani, perché qui mi sento come a casa, vediamo, ci proviamo a stare davanti e fare podio, vediamo che succede… Voglio portare Paolo (Simoncelli ndr) sul podio perché se lo merita. Passo molto tempo con lui e con la sua famiglia e voglio regalargli questa soddisfazione, per me è come un secondo papà, è il mio papà italiano.

Cosa ti manca per arrivare al top?
Devo essere più italiano, sono ancora troppo giapponese, sono troppo serio, devo fare come gli italiani, devo essere più furbo e più aggressivo, soprattutto ad inizio gara.

Mi sembra che però ti difendi bene?
Poco poco, perché Paolo è sempre arrabbiato per questa cosa, devo essere più deciso e aggressivo.

Cosa rappresenta per te il Mugello?
Tutto giallo, è casa di Valentino. Mi piace correre qui, già dallo scorso anno quando ho iniziato a correre con il team. Mi piace stare in Italia, siete tutti molto appassionati di motociclismo. La pista mi piace è molto bella…

Quale è la pista che preferisci dove riesci a dare il massimo?
Mi piace molto Misano, ma anche Motegi, perché lì posso stare a casa con i miei familiari e i miei amici.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 15 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE MOTORI DI BLOGO