Lorenzo replica a Domenicali e mette i puntini sulle “i”: “Io sono un campione”

Il fuoriclasse spagnolo risponde per le rime all'AD di Ducati dopo le esternazioni poco lusinghiere di quest'ultimo nei suoi confronti...

Anche il motociclismo ha un suo lessico. Così come c’è una semantica che, come si sa, è la parte della linguistica che studia il significato delle parole. Dobbiamo ringraziare Ducati in primis il boss Claudio Domenicali e uno dei suoi due piloti ufficiali Jorge Lorenzo, per introdurre il motociclismo in campi notoriamente coltivati fuori dal nostro sport.

L’Amministratore Delegato, di recente, nel ribadire il “fallimento del progetto Ducati-Lorenzo”, ha definito il maiorchino un “grande pilota” (che nel contesto della situazione di separati in casa aveva il senso del “benservito”) e nella conferenza stampa ufficiale di oggi pomeriggio al Mugello Jorge ha replicato secco: “Io sono un campione”.

Evidentemente fra i vertici Ducati e Lorenzo non si lascia niente di intentato per mettere i puntini sulle “i”, di fatto per tirarsi vicendevolmente frecce avvelenate. Non proprio il clima migliore per affrontare un GP d’Italia assai importante, se non addirittura decisivo per il mondiale MotoGP 2018. Ma veniamo alla diatriba. Chi è il campione? Lasciamo nel cassetto il vocabolario e scomodiamo Enzo Ferrari.

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“Il campione – pontificò il Drakeè quello che va più forte e arriva anche primo”. Capito? Potremmo chiuderla qui, salomonicamente. Aggiungiamo che il campione fa la differenza proprio nei momenti più difficili in gara e quando il mezzo non è competitivo. Il campione resta lucido e di ghiaccio nel momento bollente, capace di prendere decisioni (che spesso portano alla vittoria) in corsa e fuori come nessun altro.

Quanto incide il talento? Il talento è componente molto importante ma da solo non basta per trasformare un grande atleta (nel motociclismo un grande corridore) in un campione. Il palmares di Jorge è straordinario, frutto di talento, volontà e qualità tecnico-agonistiche non comuni. Ma altrettanto evidenti sono i suoi limiti caratteriali, tattici e mentali, specie nei rapporti interpersonali con la squadra ecc. Jorge ha la convinzione di essere (tutt’ora) un vincente, certo di essere lui per primo (davanti a moto, team ecc.) la componente che porta alla vittoria.

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Questa convinzione è essenziale per tornare ai vertici, in caso contrario, però, può ridursi a boomerang. La domanda è allora un’altra: un campione resta sempre un campione nell’iter della sua carriera? Tanti esempi dimostrano che anche i campioni hanno una curva di salita e una di discesa.

Dove è oggi Jorge Lorenzo? Il maiorchino è giunto al Mugello in forma smagliante, deciso a ripetere le sue indimenticabile giornate di gloria sul circuito toscano, certo di dare una svolta alla lunga fase negativa in prospettiva di un 2019 di grande rilancio in sella a moto e Team adeguati e competitivi i cui nomi saranno presto svelati.

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