Mugello, corsa-show: “triplete” italiano?

Non c’è festa senza candelina accesa sulla torta. Se poi le candeline sono tre, è festa grande.

Ducati's MotoGP rider Italian Andrea Dovizioso competes during the Italian Grand Prix at the Mugello race track on June 4, 2017.  Ducati's Andrea Dovizioso thrilled the home crowds with a stirring MotoGP victory at Mugello on Sunday that saw him edge championship leader Maverick Vinales. Another Italian, Danilo Petrucci also on a Ducati, was third while veteran superstar Valentino Rossi of Yamaha won plaudits for racing in pain from a training accident and finishing fourth having set the early pace.  / AFP PHOTO / TIZIANA FABI        (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Non è stato così il 4 maggio 2017 nel round iridato del Mugello con il trionfo di tre italiani Dovizioso (MotoGP), Pasini (Moto2), Migno (Moto3). E che trionfi davanti agli oltre 150 mila esultanti sugli spalti! Scrivevamo su Motoblog l’anno scorso a caldo:

“Al “Mugiallo” il “rosso” conquista i cuori e nel cielo “tricolore” salgono per il “Triplete” le note dell’Inno di Mameli. Il tributo a Rossi è doveroso, per tutti, e non servono parole per spiegarlo. Ma la festa è per il binomio tutto italiano Dovi-Ducati e prima ancora per Mattia Pasini e Andrea Migno. Gode la Romagna. E’ il riscatto per quelli non considerati “fenomeni” ma solo eterni “secondi”, gregari di lusso, bravi ragazzi: Dovi, Pasini, Migno. E Petrucci il ternano. Grande Italia, grandi italiani. La vittoria degli “umili”.

Come non ricordare le altre triplette tricolori? Nel 2002 con Poggiali-Gilera (125), Melandri-Aprilia (250), Rossi-Honda (500); nel 2003 con Cecchinello-Aprilia (125), Poggiali-Aprilia (250), Rossi-Honda (500); nel 2008 con Corsi-Aprilia (125), Simoncelli-Gilera (250), Rossi-Yamaha (500).

Passa il tempo ma l’attesa per una nuova grande giornata di grande motociclismo non andrà delusa così come non sono campate in aria le possibilità di un nuovo trionfo italiano in tutte e tre le categorie. L’autodromo del Mugello (5.245 metri), situato in una splendida cornice delle colline toscane, è l’ultimo circuito permanente “old style” (un mix fra Imola, Spa, Nurburgring prima dei continui rifacimenti), un impareggiabile saliscendi tecnicamente probante e di grande effetto spettacolare, con medie sul giro molto alte (oltre 175 kmh), 15 curve di vario raggio, velocità sul dritto elevatissima (oltre 355 Kmh dopo il rettilineo centrale di 1.141 metri alla staccata della prima curva!): qui i piloti MotoGP, dopo lo scollinamento e inclinati, passano dagli oltre 350 Kmh a meno di 100 Kmh in entrata alla San Donato attaccandosi ai freni per 5,2 secondi percorrendo poco meno di 290 metri con una decelerazione brutale di 1,5 g con un carico sulla leva di 5,4 Kg e una pressione del liquido freno Brembo HTC 64T di 9,3 bar! (dati ufficiali Brembo).

Il Motomondiale è in calendario al Mugello dal 1976 ma solo dal 1994 è sede permanente del GP d’Italia. Il “decano” dei piloti, qui il più atteso e amato, capace di ogni exploit, è Valentino Rossi, al Mugello dal 1996, con ben 9 vittorie ottenute in tutte le classi. Un trionfo del “Dottore” farebbe esplodere l’autodromo e milioni di fan davanti alla tv.

Il pilota più vittorioso delle ultime edizioni è Jorge Lorenzo, cinque volte primo nelle ultime sette gare disputate! Dopo una lunga crisi che ha mandato in frantumi il suo sodalizio con la Ducati, il maiorchino cerca il colpaccio, la gara capolavoro della sua carriera. Possibilità reale o illusione? Nel 2017, come già ricordato, c’è stato lo storico trionfo tutto italiano di Andrea Dovizioso su Ducati: il bis sul circuito di casa rilancerebbe alla grande le chances iridate di Andrea e della Rossa.

Supporters of Movistar Yamaha's Italian rider Valentino Rossi cheer during the Moto GP Grand Prix at the Mugello race track on June 4, 2017.  Ducati's Andrea Dovizioso thrilled the home crowds with a stirring MotoGP victory at Mugello on Sunday that saw him edge championship leader Maverick Vinales. Another Italian, Danilo Petrucci, was third while veteran superstar Valentino Rossi of Yamaha won plaudits for racing in pain from a training accident and finishing fourth having set the early pace.  / AFP PHOTO / Vincenzo PINTO        (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Il campione del mondo in carica e attuale capoclassifica, Marc Marquez, ha trionfato qui in MotoGP solo nel 2014 e stavolta non intende fare... prigionieri, con una “sberla” in grado di ipotecare definitivamente il titolo mondiale 2018.

Sarà così? Ma non sono solo Marquez, Dovizioso, Rossi, Lorenzo a voler sbancare il Mugello: Vinales, Zarco, Cruthlow, Pedrosa e soprattutto i nostri Petrucci (Ducati) e Iannone (Suzuki) nutrono fieri propositi di vittoria. Non c’è solo la MotoGP. La Moto2 si presenta in testa al campionato con una grande promessa italiana, Francesco Bagnaia (Kalex), seguito da Oliveira, Marquez junior e dagli altri due nostri portacolori Lorenzo Baldassarri e quel “vecchio” indomabile Mattia Pasini, trionfatore 2017.

Grande attesa per il... “rookie” Romano Fenati capace su questo circuito di ogni prodezza. Infuocata la Moto3 con Marco Bezzecchi (Ktm) e Fabio Di Giannantonio (Honda) in testa alla classifica davanti a Canet, Martin, Migno, Ramirez, Antonelli, Oettl, Kornfeil. Nella categoria cadetta tutto può succedere per chi cerca conferme (come i piloti nominati) e rivincite, a cominciare dai nostri Bastianini, Dalla Porta, Arbolino, Foggia, Bulega. Tre gare da cardiopalma. Un occhio alla pista e un occhio al cielo dove si spera di vedere il tricolore e udire le note dell’Inno di Mameli. Per tre volte.

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