MotoGP, Le Mans: la “quarta” di Zarco. Marquez e Dovizioso ai ferri corti

Il francese ha scelto la doppia morbida e si è buttato in un giro capolavoro.

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Nemo propheta in patria non vale per Johann Zarco che, con una frustata finale da incorniciare, si aggiudica fra le ovazioni la prestigiosa pole-record (1’31.185) di Le Mans davanti all’incredulo Marquez (+0.108) e all’iper contento Petrucci (+0.196) spinto dalla molla della Q1, dove è andato ko Crutchlow.

Il francese ha scelto la doppia morbida e si è buttato in un giro capolavoro: l’aveva detto e l’ha fatto aggiungendo che la sua pole (la seconda del 2018 dopo Losail, la quarta in MotoGP) sarebbe stato l’antipasto per il trionfo della gara in casa. Sarà così? Fatto sta che mentre le Yamaha ufficiali arrancano, fanalini di coda della top ten davanti solamente al 10° Pedrosa (8° Vinales +0.599, 9° Rossi +0.715), la moto satellite della Casa dei tre diapason conquista – se pur nel giro secco – la testa a dimostrazione di quanto conta la determinazione, la voglia di salire in vetta, l’equilibrio del pacchetto pilota-moto-team, l’affiatamento del pilota con il mezzo.

Quant’è lontano il 2017 quando la prima fila era tutta Yamaha con l’arrembante Vinales, il leonissimo Rossi, il rookie Zarco all’epoca poco più di una promessa! I tempi cambiano. Di Marquez con la gomma media davanti forse la causa di una leggera sbavatura finale, non c’è niente da aggiungere, se non che, al di là delle statistiche, nulla cambia per lui partire nella seconda casella della prima fila, deciso com’è a portare a casa domani punti pesanti per rimpinguare il bottino in classifica generale e involarsi verso il nuovo titolo.

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Di Petrucci, invece, c’è da soffermarsi sugli occhi che di più non possono brillare, per una prestazione cercata di forza e che – se fosse confermata da un podio in gara domani – consentirebbe al pilota ternano di guardare con grande ottimismo al futuro da ufficiale con la Rossa. Quella Rossa Casa – quelle Rosse – che non sono andate oltre la seconda fila (5° Dovizioso +0.368 ma ben masso sul passo gara e 6° Lorenzo +0.405) alle spalle di un veloce Iannone (4° +0.265), furbo oggi a prendere la ruota di Vinales, un altro in cerca del grande risultato, se non proprio del colpaccio, per un futuro non in salita.

La terza fila si apre con Miller (7°), un altro pilota nel giro dei nuovi contratti, davanti al già citato binomio Yamaha in forte difficoltà (Valentino è andato pure a terra nelle FP4) e a Pedrosa, fisicamente mal messo, solo decimo (+0.834). Che dire ancora? Che a Dovizioso tocca tirar fuori gli artigli. Per Andrea non sarà facile districarsi dalla compagnia di un Lorenzo tutt’altro che in disarmo, sapendo che davanti c’è subito da saltare a piè pari il muro rappresentato da Iannone e anche da Petrucci altrimenti Marc prende il volo e buonanotte ai suonatori.

Una vittoria a Le Mans avrebbe per il Dovi il sapore di una impresa, il modo migliore per suggellare la firma di un contratto davvero sudato. L’imperativo, per Dovi e la Rossa è uno solo, arrivare al successivo round casalingo del Mugello in posizione di... lancio. A Le Mans vietato sbagliiare. Yamaha, Honda, Ducati in prima fila. Suzuki, Ducati in seconda. Battaglia anche fra Case e Team. Start gara h. 14. Serve acqua fresca per raffreddare il battito dei cuori in... fuori giri.

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