SBK Imola, pubblico e audience tv: non è tutto oro quel che luccica. Confronto con la MotoGP

Il pubblico presente all’autodromo di Imola nell’ultimo week end per il 5° round del mondiale Sbk e i dati delle dirette in Tv confermano che in Italia il motociclismo ha un suo consistente zoccolo duro.

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Il pubblico presente all’autodromo di Imola nell’ultimo week end per il 5° round del mondiale SBK e i dati delle dirette in Tv confermano che in Italia il motociclismo ha un suo consistente zoccolo duro. Ciò non significa che si è tornati al periodo d’oro o che siano assenti limiti e contraddizioni che invece ne limitano le potenzialità condizionando stabilità e sviluppo di uno sport che resta nel cuore di tanti italiani. Sono, anzi, accentuate le differenze di appeal fra le varie specialità e i vari campionati sia in riferimento al pubblico presente sui circuiti, sia riguardo all’audience televisiva.

Rispetto al passato – ad esempio al motociclismo dell’era di Agostini e Pasolini metà anni ’60 metà anni ’70 – facciamo un solo confronto: nel GP delle Nazioni di Monza (cioè il round del Motomondiale in Italia) c’erano in circuito sostanzialmente gli stessi spettatori presenti (fra 50 e 100 mila) in una gara non iridata come quella di Imola per la Coppa d’Oro “tricolore” int.le o per le 200 Miglia. Di contro, nelle ultime stagioni, gli spalti del pur valido CIV (campionato italiano velocità) sono presso che vuoti e il riscontro su media e tv assai modesti.

Ma torniamo alla SBK di Imola del 12, 13, 14 maggio 2018 baciata da una giornata meteorologicamente splendida: ci sono stati in totale 76.317 paganti (75.115 nel 2017 e 48.020 nel 2016) con 1.455.000 spettatori totali in Tv (totali ascolti di sabato e domenica reti Mediaset Italia 1 e Italia2) con un picco del 6.42% di share sul pubblico attivo. Anche per l’audience Tv pare un trend positivo o addirittura un record, ma non è così: nel 2017 l’audience fu di 1.625.000 con uno share del 9.92, quindi quasi 200 mila spettatori in meno e un tonfo nello share!

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Non si vuole qui contestare la validità dei numeri dati dal promoter Dorna anche se per chi conosce a menadito il circuito di Imola sorgono dubbi vedendo sì le tribune centrali (da stadio di serie C) piene di gente e gremita la parte della Rivazza verso la variante bassa, ma totalmente vuotezone clou di grande capienza come la collina della Tosa fino alla Piratella, le tribune delle Minerali, il centro della collina del Batticuore alla Rivazza ecc. Tant’è.

Comunque la risposta del pubblico c’è stata e questo non può che fare piacere e spingere chi di dovere a sciogliere i nodi di una SBK tutt’altro che in ottima salute (dominio di un solo pilota e di una sola moto, 21 partenti e 16 classificati in Gara 2!), con l’impegno delle grandi Case altalenante, una categoria priva di identità e limitata da regolamenti-bluff, invisi da piloti e Case e dagli appassionati. Bisogna stare con i piedi per terra e far tesoro della realtà con gli italiani (e non solo) ben più portati a seguire il Motomondiale, in primis la MotoGP.

Un esempio? Nel 2017, al GP d’Italia del Mugello sono stati venduti in totale 164.000 biglietti (158.263 per la gara iridata di Misano) e la gara MotoGP è stata vista in diretta Tv (Sky Sport) da 4.788.489 spettatori medi, con uno share del 9.22%. Il rapporto MotoGP-SBK è impietoso. E’ (solo) per l’”effetto Rossi”? Valentino ha segnato una epopea in pista e sul piano mediatico che, al di là di limiti, forzature e svarioni assai noti, ha fatto bene e fa bene al motociclismo, sport che però c’era prima del “Dottore” e ci sarà anche dopo. Imola deve essere uno stimolo per la SBK che non può e non deve scimmiottare la MotoGP ma che deve ritrovare una propria identità nel grande motociclismo e un proprio spazio nel cuore degli appassionati. Sarà così? Il dubbio resta.

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