Moto3, Jerez: chi sale e chi scende

GP di Jerez 2018, chi sale e chi scende...

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Chi sale: Bezzecchi. Dopo il primo (inatteso) trionfo iridato in Argentina e il bel terzo posto in Texas Marco Bezzecchi insiste: è gran secondo in volata a Jerez dietro Peter Oettl (1° vittoria per il tedeschino figlio d’arte) agguantando la vetta del Mondiale Moto3. Il 19enne romagnolo di Viserba, zitto zitto, si fa largo dando “olio di gomito” e manetta riportando al vertice la KTM e salvando lo sfortunato drappello dei “giovani leoni” italiani falciati stavolta dall’altrui incontenibile irruenza. Già campione italiano 2015 (CIV) della classe cadetta, Marco ha debuttato in Moto3 lo stesso anno in Qatar cogliendo il suo primo podio mondiale nel GP del Giappone (ad oggi 4 in totale). Dato appena fra gli outsider, Bezzecchi diventa così, oltre che gran protagonista, uno dei principali pretendenti al titolo. Un pilota della covata di Valentino Rossi, ma fuori dai riflettori e con la lingua dentro, un passista capace di exploit, non solo in volata. E’ così che si conquista la vetta. Bravo, Marco!

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Chi scende: Martin. Lo strafavorito e poleman Jorge Martin conferma l’adagio: “Nemo propheta in patria” mandando all’aria con una caduta a Jerez un successo annunciato. A dire il vero il 20enne spagnolo (nella Moto3 iridata già 3 volte primo, 6 volte terzo, 12 podi, 11 pole!) del Team Honda Del Conca di Fausto Gresini è rimasto vittima di un incidente “multiplo” innescato nella famigerata curva 6 da un esagerato Canet che ha messo ko anche i nostri Arbolino (eccellente per il suo straordinario recupero dalla 21° posizione) e Bastianini, anche lui in assetto da… podio. Tant’è. Jorge perde la grande occasione e, soprattutto, perde (pro tempore) lo scettro del comando iridato: adesso è secondo (55 punti) a 8 lunghezze dal Bez. Gresini manda giù il rospo. Sono cose che capitano specie se si rimane nel fuoco della mischia degli indiavolati. A dirla tutta, Martin pareva un po’ in affanno, incapace di prendere il largo Jorge si lecca le ferite ma resta lui l’uomo da battere.

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