MotoGP Austin 2018 e SBK Assen: il punto con Fabrizio Marcucci

Un weekend di gare, la MotoGP in Texas e la Superbike in Olanda: il punto con Fabrizio Marcucci.

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Dopo le numerose polemiche scaturite dalla gara argentina di Termas de Rio Hondo, è giunto finalmente il week end successivo con l’appuntamento di Austin. Spazio allo sport e alle performance. La prestazione più netta è giunta da Marc Marquez che ha risposto in modo molto chiaro e univoco, facendo capire che anche quest’anno sarà lui a vincere (meritatamente) il titolo.

E’ sicuramente il più forte e guida la moto migliore. Ha vinto dopo aver dominato in tutti i turni di prove libere e qualifiche, imprimendo un ritmo impossibile da tenere per chiunque altro. Ora in classifica segue Andrea Dovizioso di una sola lunghezza ed è seguito a pochissimi punti da compagni scomodi come Vinales, Crutchlow e Zarco.

Gli unici in grado di poterlo impensierire un minimo sono per il momento un ritrovato Vinales e Andrea Dovizioso, se la Ducati tornerà a fare la Ducati… Maverick Vinales sembra essere tornato tra i primi grazie agli investimenti fatti da Yamaha in tema elettronica, la moto potrà solo migliorare ancora. Quanto a Dovizioso e la Ducati per il momento è in testa solo grazie alla penalizzazione di Marquez nella gara argentina, altrimenti lo spagnolo guiderebbe il Mondiale. La Ducati, probabilmente si è auto penalizzata a causa del doppio investimento sullo sviluppo della moto, dovendo seguire le richieste di Lorenzo e quelle del Dovi.

Potrebbe però aver deciso di tornare a seguire le indicazioni del solo Dovizioso e quindi tornare a vincere. Lorenzo si dovrà adattare oppure cercare una moto libera per il 2019. Ma l’ottimo risultato di Iannone con la Suzuki potrebbe complicare i piani futuri del maiorchino.

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Qualora le performance di Iannone dovessero continuare ad essere simili a quelle della gara vista domenica, potrebbe rinnovare il suo contratto con Suzuki sbarrando così le porte a Lorenzo. L’unica alternativa? Aprilia, il ritorno del figliol prodigo. Ma la Casa di Noale sarà disposta ad investire tanto denaro per prendere un pilota blasonato come il maiorchino? Ora con Zarco che sembra ormai essersi accasato in KTM, Pedrosa che ha rinnovato per un anno con Honda…. le selle libere iniziano a scarseggiare.

La Moto2 ha visto primeggiare, con grande merito, Francesco “Pecco” Bagnaia. Con un posto già assicurato nel 2019 in MotoGP con la Ducati Pramac e uno scomodo Miller come compagno, Pecco è stato l’assoluto dominatore ed ha acquisito una confidenza dei propri mezzi che gli permetterà di poter ripetere l’impresa di Franco Morbidelli dello scorso anno.
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Unico ostacolo per lui sarà Alex Marquez, sempre piuttosto costante. La Moto3 ha visto il solito dominio Honda. La moto giapponese ha a suo favore un evidente gap tecnico. Martin, vincitore della gara, dovrebbe aggiudicarsi anche il titolo con estrema facilità, ma attenzione anche a Di Giannantonio, suo compagno di squadra, ed Enea Bastianini. La “cura Leopard” sembra iniziare a funzionare e la squadra italo-spagnola-lussemburghese è sicuramente tra le migliori nella classe minore. Enea sembra essere tornato quello di un tempo ed i preziosi consigli di Christian Lundberg, direttore tecnico del Team, lo stanno sicuramente aiutando.

SBK, Assen: Rea si aggiudica Gara 1
Nel medesimo fine settimana la SBK correva ad Assen in un assolato weekend olandese. La SBK ha permesso a Jonny Rea di aumentare il suo vantaggio a 30 punti da Chaz Davies, secondo. Kawasaki è ancora la moto da battere, nonostante le tante penalizzazioni.

Ducati ha un po' sofferto, anche se sembra che Xavi Forés, caduta a parte in gara 1, possa essere più pronto e consistente. Altra prestazione magistrale di Chaz Davies, mentre Melandri sembra essere sprofondato in una grande crisi ed è alla ricerca di un aiuto consistente da parte di Ducati.

La Yamaha R1, una delle moto che sembra aver giovato maggiormente delle applicazioni delle nuove regole, è andata due volte sul podio con il padrone di casa Van der Mark e probabilmente con un pilota top, si parla di un interesse per il prossimo anno a Chaz Davies, potrebbe fare grandi cose.

Nella Supersport 600 abbiamo assistito ad una gara pazzesca dello svizzero Randy Krummenacher che, partito ultimo per un inconveniente al via, a metà gara era già nel gruppo di testa ed ha rischiato di vincere. Vittoria per Cluzel e finalmente di nuovo sul podio abbiamo rivisto Raffaele De Rosa, terzo con la Mv Agusta F3.

16,Jules Cluzel,FRA,Yamaha YZF R6,NRT

Scorrendo la classifica generale troviamo Mahias ancora in testa al mondiale per un solo punto, ma è evidente la presenza nelle primissime posizioni di piloti con un passato in Moto2. Solo una coincidenza?

In Supersport 300 la FMI è intervenuta sulla limitazione delle due moto superiori rispetto alla Yamaha R3: la Kawasaki Ninja 400 e la KTM RC390R. Una Yamaha si è vista nel gruppetto di testa e quindi l’intervento è servito, anche se, a mio avviso, bisognerebbe concedere ancora qualcosa alla R3 per livellare maggiormente le prestazioni.

Trovo, comunque, che la KTM sia quella più avvantaggiata in termini di prestazioni rispetto alla Ninja 400. La casa di Mattighofen ha “studiato” nel CIV e nel CEV ed ha costruito una vera supersportiva di piccola cilindrata. In STK 1000 nessuna novità: il tedesco Reiterberger ha salutato tutti come da programma ed ha vinto alla grande anche la seconda gara. Ottimo secondo, sempre su BMW S1000RR ma del Team svizzero Berclaz, Roberto Tamburini giunto a oltre 5 secondi dal vincitore.

Nambu si è dovuto preoccupare del talento cileno Maximilian Scheib, in sella alla Aprilia RSV4 del team interno Aprilia Racing. Tecnici del Motomondiale (Pietro Caprara) in seno al Team Aprilia Racing lasciano intendere un interesse ritrovato nella entry class da parte della Casa di Noale, ma forse il progetto RSV4 è giunto al termine ed avrebbe bisogno di una bella rinfrescata.

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