SBK in crisi, audience tv da ko. Dal Thai, oltre 1 milione in meno sul 2017

Tanti i segnali che preannunciavano la WSBK in crisi che adesso trovano piena e inequivocabile conferma dai dati dell’audience televisiva.

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Tanto tuonò che piovve. Tanti i segnali che preannunciavano la WSBK in crisi che adesso trovano piena e inequivocabile conferma dai dati dell’audience televisiva del GP di Thailandia, a picco sulle reti Mediaset Italia1 e Italia2. Solamente 595.000 spettatori complessivi (fonte Mediaset) mettendo insieme gli ascolti delle dirette su Italia1 e Italia2 per Gara1 (ore10) di sabato 24 marzo e (ore 11) Gara2 di domenica 25 marzo e una share media del 5,20%: ben oltre un milione in meno rispetto allo stesso GP del 2017 (1.805.000 con share del 6,24%).

Un flop totale, un ko annunciato, colpevolmente sottovalutato dal promoter Dorna, dalle Case e dai Team che l’hanno assecondata nella sua gestione inadeguata e nei suoi regolamenti sciagurati, dai media incompetenti e compiacenti, al limite della complicità, che addirittura adducono questa debacle alla mancata replica tv del pomeriggio fingendo di non sapere che la scelta di Mediaset derivava da una SBK incapace di sostenere gli ascolti nella fascia pubblicitario pomeridiana.

Se, come noto, il motociclismo show-business della Dorna regge sostanzialmente sull’audience tv e sui riscontri mediatici, questi sono segnali che confermano lo stato di crisi del mondiale delle derivate e puniscono la scelta di una Sbk senza più identità e prospettiva, ridotta a campionato “minore” da un promoter che coccola solo la MotoGP, gallina dalle uova d’oro.

C’è già chi, magari aspettando una inversione di tendenza negli appuntamenti storici quali Imola, Assen ecc., dirà che la crisi non c’è, alla guisa di chi al capezzale del moribondo individua l’ultimo ampio respiro come segnale di uscita dalla malattia e non come rantolo finale prima della dipartita. Tant’è. Se il motociclismo (tutto) vive oggi di immagine e di comunicazione – ancorato a quei dati dell’audience che grazie agli introiti pubblicitari consente una spartizione della torta non equa ma di certo remunerativa per tutti, fino alle ultime briciole – la strada imboccata dalla SBK porta a un vicolo cieco, con il rischio in futuro di trascinare contro il muro anche chi oggi naviga col vento in poppa, come la MotoGP “Rossicentrica”.

Non è un mistero che, visto l’andazzo, Mediaset rinunci a rinnovare i diritti tv in scadenza a fine stagione. Poco male? Certo che no. In cassa Dorna (quindi nella torta da dividere con tutto il Luna Park Sbk) sono 1,5 milioni di euro in meno a stagione. Peggio, perché potrebbe essere un segnale per altre emittenti tv europee ed extra europee ad abbassare le pretese della Dorna stringendo il portafoglio nello logica “O così o pomì”. Alla prima scossa di terremoto, la gente di solito cerca un rimedio, magari nella fuga. Che farà Dorna?

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