SBK Thai, pagelle: ping-pong Ducati-Kawa. Il peso dei regolamenti “malandrini”

Cambiano i vincitori ma fra Gara1 e Gara2 c’è un denominatore comune, i regolamenti al limite dell’assurdo.

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LA GARA: voto 8-. Cambiano i vincitori ma fra Gara1 e Gara2 c’è un denominatore comune: i regolamenti al limite dell’assurdo “pesano” e “incidono” sullo show e sui risultati, in positivo (poco) e in negativo (molto). Così la SBK 2018 stimola ma non convince: ha senso mettere la mordicchia a chi canta meglio e più forte? D’ufficio, la Kawa ha le ali tarpate, perdendo parte della passata superiorità, anche se Rea resta il pilota da battere. Intanto Buriram dà l’addio alla SBK aspettando con la fanfara (e i soldi) l’agognata MotoGP. Patron Dorna usa la Sbk come “cavallo di Troia”, a proprio uso e consumo.

REA: voto 9-. Torna “cannibale” in Gara1 ma già in Gara2 paga il conto dei regolamenti-beffa. L’arretramento forzato in griglia, domenica, lo porta a spingere subito tornando “di manico” nella top five. Il taglio dei 1110 giri/motore tolgono alla Kawa (voto 8-) accelerazione e velocità di punta inducendo il pilota “impiccato”, all’errore. I problemi ai freni? Una conseguenza, non la causa. John fuori podio ingoia il rospo ma torna in testa al mondiale.

DAVIES: voto9. Gara2 in gran rimonta, perfetta, a conferma che il gallese resta un mastino capace di ogni prodezza, in lizza per il titolo. Far saltare l’egemonia Kawasaki a Buriram è un valore aggiunto per Chaz e la Ducati (voto 9). Fantastici Chaz e la Rossa. Il mondiale riparte. Da Aragon. Bisogna crederci.

VdMARK: voto 8+. Il secondo posto in Gara2 galvanizza pilota e Yamaha (voto 8+) che con il terzo gradino di Lowes chiude in gran recupero, in bellezza. Lotta in famiglia? Importante aver ritrovato la competitività per battersi per il podio. Conferme ad Aragon e poi ad Assen?

LOWES: voto 8+. Come il suo compagno di Marca, Alex sguazza nella mischia, anche troppo. Bene così. Il passo avanti, annunciato, c’è e si vede sancito dal 5° posto in classifica generale. Serve continuità evitando il passo dei… gamberi.

MELANDRI: voto 7-. Dopo aver fatto sognare con la super doppietta di Phillip Island il campione ravennate, con la sua Ducati (voto 6-) scodinzolante, esce dal Thai con la coda fra le gambe. Misteri. Nebbia? O presto la moto si “raddrizza” o Marco resta “outsider”.

FORES: voto 8+. Gara 2 più difficile della superba Gara 1, per l’anteriore ballerino e non solo. Onore a pilota e al Team Barni: ottime gare, super classifica (3°), super wu, primi due round con i fiocchi. E ora c’è Aragon, la pista casalinga.

CAMIER: voto 7+. Un po’ di amaro in bocca per Gara2 sotto le aspettative dopo l’exploit di gara 1 a un filo dal podio. Il pilota c’è e la Honda (voto 7+) cresce. Niente è scontato ma il brutto (pare) passato. Sarà così?

SYKES: voto 6-. Non è la prima volta che Tom si illude, illude poi alla fine delude. Dopo i primi quattro round è quarto in classifica. Buriram si chiude con il ritiro di Gara2, anteriore inguidabile, un quasi disastro. Tom, fra alti e bassi, 7° in classifica. Kawa in affanno? Dove sarebbe oggi la “verdona” senza Rea?

BAZ: voto 6--. Altro we NO per l’ex pilota MotoGP fisicamente non ok, mai in corsa con i primi, con gap pesanti. BMW (voto 5) paga dazio, per gap di elettronica e non solo. Althea nel labirinto?

LAVERTY: nc. L’irlandese cade al 5° giro di Gara2 e Jordi Torres (MV Agusta nc anche sfortunata…) non può evitare di investirlo a terra. Gran paura nel ricordo della tragedia di Simoncelli. Ma è solo gran botta al bacino. Aprilia (voto 7-) “sfortunata” con Laverty out e con Savadori (voto nc) che di più non può con la clavicola malandata. Aprilia c’è ma non … c’è! Pensare al 2019 tutto nuovo dando il benservito a piloti e al Team inglese Milwaukee riportando tutto a Noale?

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