SBK Buriram: Ducati resuscita con Davies, Rea capoclassifica scavalca Melandri

La Casa di Borgo Panigale per la prima volta sbanca il Buriram conquistando con l’indemoniato gallese l’ambito scettro del GP di Thailandia.

SBK Buriram: Ducati resuscita con Davies, Rea capoclassifica scavalca Melandri

Ci piace così il motociclismo, capace di fare saltare i pronostici, mischiando i bussolotti, sollevando interrogativi vecchi e nuovi cui solo la pista può rispondere. Thai docet. Pronti per il bis di Rea in Gara2 dopo il trionfo “in carrozza” dello spavaldo campione del mondo ieri in Gara1 nel bollente Buriran? Oggi è un altro giorno. Quindi un’altra gara, un’altra storia.

Decide tutto la guerra fuori trincea negli assalti dei primi due-tre giri dopo lo start che – come noto – alimenta il caos-show per i regolamenti-carnevale retrocedendo in terza fila i primi tre piloti di Gara1: una “punizione” soprattutto per Rea, al via dalla casella numero 9. Tant’è. Hic Rhodus hic salta. Rea si fa largo col pugnale fra i denti, in un sol giro recupera posizioni su posizioni, non esagera perché capisce subito che la sua moto è inferiore in accelerazione e sui due dritti-monstre, ma commette anche errori, con due-tre lunghi di troppo.

Occasione d’oro per la Ducati che così resuscita con le sciabolate di Davies (28° vittoria), tornato gigante dopo la prova così così del primo round. Gode il Team della Rossa. Di contro, Kawasaki – dopo i perentori 7 trionfi in 7 gare - barcolla, al limite della debacle, salvata da un Rea impiccato in frenata e costretto a fare numeri in ogni curva (e, come detto, qualche svarione di troppo) per sopperire alla palese inferiorità della sua “verdona” azzoppata (1100 giri/motore in meno!) dai nuovi regolamenti-bluff.

SBK Buriram: Ducati resuscita con Davies, Rea capoclassifica scavalca Melandri

L’asso nordirlandese, mai domo, le prova tutte, anche troppo, accontentandosi alla fine di un quarto posto guadagnato con tigna, pregevole date le condizioni, e soprattutto di gran peso perché porta il tri-campione del mondo sulla vetta della classifica iridata (per due punti), scavalcando Melandri, uscito da Buriram con le orecchie basse, oggi a 17 secondi dal compagno di squadra Davies. Ma cos’ha la Rossa del ravennate per serpeggiare sul dritto come un serpente a sonagli? Si rivede la Yamaha, terza incomodo fra Ducati e Kawa, moto di nuovo in gran spolvero, veloce e ben bilanciata, non più mangia gomme nel finale, con i brillantissimi Van der Mark e Lowes lucidi e puliti, entrambi sul podio a un paio di secondi poco più da Davies e davanti a Rea (+6.554) che a sua volta alla fine si è avventato come un avvoltoio su Fores, a corto di gomma, terzo in classifica generale, anche oggi superbo sulla Ducati “independent” del Team Barni.

Ci si aspettava di più dalla Honda di Camier, solo sesto, dopo la promettente quarta piazza di ieri. Sykes nella nebbia. Aprilia ancora in giornata da dimenticare con lo scialbo e sfortunato Laverty a terra con gran botta al bacino e con Savadori nono, già… acciaccato per la spalla ko. A terra pure Torres che così ha tagliato le ali alle (poche) chance della MV Agusta. Insomma, i regolamenti qualcosa producono. Speriamo non solo … danni. La prossima in Europa, il 14.15 aprile ad Aragon.

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