Dovizioso parla con Honda e Suzuki. Ducati: pronto il rinnovo?

L'uomo del momento della MotoGP punta al rinnovo con Ducati: in attesa di proposte concrete da Borgo Panigale il Dovi parla anche con Suzuki e Honda HRC

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Il rapporto di Ducati con i suoi piloti ufficiali -soprattutto quelli della MotoGP- è sempre stato piuttosto strano: nel corso degli anni la casa bolognese ha investito cifre faraoniche sui top rider del momento, nell'ottica di portare (o riportare) la Desmosedici sul tetto del Mondo. Ad oggi, però, non si può dire che questo approccio abbia fruttato a Borgo Panigale grandi risultati: tutt'altro.

Prima Marco Melandri e poi Valentino Rossi, nonostante i proclami di stampa e addetti ai lavori, non hanno certo mantenuto le aspettative in sella alla Rossa. E, tornando ai giorni nostri, nemmeno le deludenti prestazioni dello strapagato Jorge Lorenzo sembrano giustificare l'ingaggio faraonico che il maiorchino, ad oggi, percepisce. Se la vediamo dal punto di vista di un'analisi costi-benefici, insomma, quando la Ducati ha cercato all'esterno del suo ovile i fuoriclasse pagandoli a denaro sonante, tutto si è risolto in un vero e proprio disastro.

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I piloti che hanno davvero portato in alto la MotoGP bolognese, a ben guardare, a Borgo Panigale ci sono arrivati quasi per caso: non è un mistero che Casey Stoner sia stato ingaggiato perché nel 2007 Melandri non era ancora libero da vincoli contrattuali, salvo poi scoprire che l'australiano fosse un fenomeno vero. Quello che poi è successo nel 2009 è ancora avvolto dal mistero, ma la sensazione è che i vertici di Ducati non abbiano gestito la crisi dell'australiano nel migliore dei modi, inducendolo a guardare verso Tokyo.

Anche Troy Bayliss, scaricato a fine 2004 a causa di prestazioni deludenti da imputarsi più che altro alla difficilissima GP04, venne poi riciclato in Superbike per diventare un mito vivente delle derivate dalla serie.

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La storia, concedetecelo, si è ripetuta con Andrea Dovizioso: l'impressione che a fine 2012 Ducati abbia dovuto controvoglia "accontentarsi" di un pilota che allora aveva vinto una sola gara nella Classe Regina c'è, anche a causa della crisi tecnica in cui versava il team e della mancanza di piloti di primo piano sul mercato.

Risultato? Quattro anni più tardi Dovi, il "mediano" della MotoGP, vince la sua prima gara in sella alla Desmosedici, dando inizio a quella striscia vincente che ora lo vede battagliare ad armi con un certo Marc Marquez. E parliamo di un pilota il cui rinnovo non era certo sicuro nel 2016, quando in Ducati furono costretti a scegliere chi, tra il forlivese e Andrea Iannone, avrebbe dovuto lasciare spazio a Jorge Lorenzo.

Cosa vogliamo dire? Che Ducati deve imparare dai propri errori: ha già in mano un tesoro e non deve lasciarselo scappare.

MotoGP class winner Ducati rider Andrea Dovizioso of Italy sprays champagne on the podium during the MotoGP Japanese Grand Prix at Twin Ring Motegi circuit in Motegi, Tochigi prefecture on October 15, 2017. / AFP PHOTO / TOSHIFUMI KITAMURA        (Photo credit should read TOSHIFUMI KITAMURA/AFP/Getty Images)

Per calcolo o per fortuna -lasciamo a ognuno il proprio parere- a Borgo Panigale si sono ritrovati un vero e proprio asso nella manica: le prestazioni che il Dovi ha messo in luce negli ultimi 2 anni sono semplicemente strabilianti, e risultano ancora più formidabili se comparate con quelle del suo compagno di box, che però percepisce un ingaggio circa 6 volte più grande (12 milioni di euro annui contro i 2 di Andrea).

Con entrambi in scadenza di contratto, la Ducati deve decidere il da farsi: è un'ovvietà dire che se vuole tenersi un Dovi così, è costretta a mettere sul tavolo una cifra ben più importante, sacrificando lo smisurato salario da Sultano dello spagnolo. Che però di potere contrattuale, visti i risultati, ne ha molto meno che in passato.

Sino ad ora a Bologna sembrano avere un po' temporeggiato, cosa che a sentire Autosport ha spinto Dovizioso a cercare contatti con Suzuki e Honda, casa con cui ha iniziato la sua carriera in Top Class: il team ufficiale dell'Ala Dorata, in particolare, pare intenzionato a congedare a Pedrosa a fine anno, e proprio in quest'ottica guarderebbe con interesse a Johann Zarco e Desmodovi.

"Dovi vuole sentirsi apprezzato. Non accetterà scuse quali la necessità di sostenere il ricco ingaggio del team-mate" ha dichiarato alla testata tedesca una fonte riservata.

La priorità di Andrea, comunque, è quella di rimanere con il team con il quale sino ad ora ha conquistato 8 delle sue 9 vittorie nella Classe Regina: nonostante i dialoghi intrapresi con le due case giapponesi, la migliore scelta per entrambe le parti è proseguire nel proficuo sodalizio che ha portato la Desmosedici a guidare la Classifica 2018 dopo la splendida vittoria in Qatar.

Fortunatamente, e lo diciamo da italiani, negli ultimi giorni sono arrivati segnali confortanti anche da Borgo Panigale. Ai microfoni di Radio24 il DS Paolo Ciabatti ha lasciato intendere che Ducati è perfettamente cosciente delle carte che ha in mano, e che farà tutto il necessario per "blidare" Desmodovi ancora per due anni: "Le condizioni sono molto diverse rispetto a due anni fa. Sapremo riconoscergli ciò che si merita: credo che sia nell'interesse di entrambi continuare questa relazione".

Lorenzo, insomma, è avvisato. Rinnovo entro maggio?

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