Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa: restomod by Falk Dirla

Sotto le spoglie di una GSX-R 1100 d'annata si nasconde un'altra creatura di Hamamatsu: è la Suzuki Hayabusa di Falk Dirla, reinterpretata in salsa restomod per far battere il cuore ai nostalgici delle vecchie Gixxer

A ormai quasi 20 anni dal suo lancio sul mercato, nell'immaginario collettivo è ancora una delle icone dell'alta velocità su due ruote: la Suzuki GSX-R 1300 è uno dei modelli più celebri del brand di Hamamatsu, simbolo di prestazioni assolute e "sparate" sul filo dei 300 km/h.

Hayabusa, come il Nakajima Ki 43, caccia giapponese della II Guerra Mondiale che diede maggior filo da torcere agli aerei Alleati del più celebre A6M Zero: al momento del lancio sul mercato, il Falco Pellegrino spodestò un altro bolide di casa Suzuki, la GSX-R 1100, dal trono per la Gixxer più grossa -in quanto a cilindrata, si intende- mai costruita.

Entrambe, nel corso degli anni, sono state ampiamente superate in termini di potenza massima dalle più moderne superbike da un litro di cilindrata, ma nel cuore degli appassionati rimangono ancora due tra le moto che maggiormente evocano l'idea di mezzo brutale, di una "castagna" smisurata erogata grazie a una decisa sovrabbondanza di centimetri cubici.

E se queste iconiche Suzuki si unissero in una moto sola? Se da una vecchia 'Busa si potesse tirar fuori un tributo alla gloriosa GSX-R 1100? E' proprio la domanda che deve essersi fatto Falk Dirla, l'autore della special che vedete in queste foto.

Dismesse le vesti di velocissima sport-tourer, la GSX-R 1300 di Falk ha indossato gli abiti dell'illustre progenitrice: le sovrastrutture originali sono state sostituite con quelle di una 1100 del 1989, caratterizzate da forme tipicamente anni '80 che faranno scendere una lacrimuccia a più di qualcuno tra coloro che ci stanno leggendo.

Ciclistica, impianto frenante, telaio e propulsore sono quelli della più moderna Hayabusa: anche i 175 cv, sprigionati dal quattro in linea da 1.3 litri di cubatura, sono un deciso upgrade rispetto ai già abbondanti 140 di cui era capace la Gixxer 1100 seconda serie. Il risultato è una special semplice ma affascinante, concettualmente simile alla "settemmezzo" di Patrick Sauter di cui abbiamo avuto modo di parlarvi ormai quasi un anno fa.

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