MotoGP, Valentino Rossi: "Ho paura di smettere"

Il fuoriclasse pesarese sarà di nuovo in pista in MotoGP nel 2018 a 39 anni: "Ma l'obiettivo resta sempre quello di vincere il Mondiale..."

Terminata una stagione 2017 decisamente avara di soddisfazioni, oltre che segnata dall'infortunio pre-Misano, anche per Valentino Rossi arriva inevitabilmente il tempo di "tirare le somme" su quanto raccolto nell'ultima edizione del Mondiale MotoGP.

Nella stagione conclusasi una settimana fa a Valencia con il trionfo iridato del rivale Marc Marquez, il "Dottore" ha vinto solo una gara, ad Assen, salendo sul podio in altre 5 occasioni (solo 2 dopo la pausa estiva) e perdendo sul filo di lana la quarta posizione in campionato a vantaggio di Dani Pedrosa, vincitore dell'ultima gara in Spagna.

In alcune dichiarazioni raccolte dal tedesco Speedweek dopo la "due-giorni" di test a Valencia, il 9-volte campione del mondo ha confermato che quella 2017 è stata in effetti una stagione "faticosa" per lui, smentendo però di pensare già ad un eventuale ritiro al termine del 2018, quando termierà il suo attuale contratto con Yamaha.

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A metà Febbraio, prima dell'inizio del prossimo campionato, Rossi compirà 39 anni, certificando una longevità agonistica che, ai suoi livelli, non ha precedenti nella storia del motociclismo. E le sue ambizioni per il 2018, infatti, non tengono certamente conto della carta d'identità:

"L'obiettivo principale rimane quello di vincere il Mondiale. Il secondo obiettivo è quello di vincere le gare. E poi quello di finire quante più gare possibile sul podio."

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Sugli attuali problemi del telaio Yamaha, che nella seconda parte della stagione hanno disorientato non poco sia lui che il compagno di colori Maverick Vinales, Rossi ha preferito non sbilanciarsi sulla direzione da intraprendere per il 2018 dopo il test di Valencia:

"Ci sono state gare difficili come Jerez, Barcellona, ​​Spielberg e Motegi. Nel 2017 ci è capitato spesso di arrivare su una pista avendo dei problemi e di andarcene alla fine del weekend senza essere riusciti a risolverli."

"Semplicemente, il nostro problema è ed è sempre stato l'usura della gomma posteriore. Cercando di risolvere i problemi che avevamo nel 2016, abbiamo alla ce ne siamo creati di nuovi".

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Per quanto riguarda il suo futuro una volta appeso il casco al proverbiale e fatidico chiodo, Rossi ha ancora spostato "a data da definire" il momento del suo eventuale ritiro, confermando però di seguire da vicino le sorti del "suo" Sky Racing Team VR46 in vista di un ruolo vicino al muretto:

"Sarà certamente interessante dar vita a un team MotoGP, ma quello è un mondo completamente diverso. E poi serve anche il supporto di una casa costruttrice per farlo."

"Ora stiamo facendo le classi minori, per aiutare i nostri giovani piloti, ma in realtà abbiamo iniziato per caso la VR46 Riders Academy, con Marco Simoncelli. Poi, più tardi, sono arrivati Morbidelli, poi mio fratello [Luca Marini] e Migno, e poi è stata fondata la academy."

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Rossi ha comunque ammesso che il temuto ritiro dall'attività di pilota, al momento, resta per lui un'incognita con cui non vorrebbe affatto fare i conti. Anche se resterà comunque in ambito MotoGP:

"Ho paura di smettere, è una cosa che mi spaventa. Quando arriverà quel giorno, sarà difficile trovare qualcos'altro da fare."

"Tutta la mia vita è stata in MotoGP. L'Academy è certamente una buona cosa, ma non è proprio lo stesso che fare il pilota."

Prima dell'ufficiale "rompete le righe", Rossi e il team Yamaha saranno di nuovo in pista la prossima settimana al Sepang International Circuit per l'ultima tornata di collaudi dell'anno.

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