Ducati, mappatura 8: per Jorge suggerimenti o ordini?

A Valencia si è rivista la "strana" Mappatura 8 dai Box Ducati

Diciamo subito che questa storia della “mappatura 8” Ducati che si è ripetuta ieri a Valencia non ci piace. Perché è fuorviante rispetto a quel che è accaduto nell’ultimo round di Valencia e rispetto all’intera stagione iridata 2017. E anche perché serve a molti per cercare scuse sul miracolo del titolo mondiale sfiorato ma mancato fomentando inutili polemiche in Ducati che ha invece bisogno di serenità interna e di proseguire sulla strada intrapresa non senza difficoltà, migliorando ancora i punti deboli, strada in forte crescita che l’ha riportata grande protagonista in una MotoGP dove la battaglia è fra giganti con colossi quali Honda, Yamaha, Suzuki, Ktm, Aprilia.

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Non stiamo qui a ripercorrere momento per momento quanto accaduto ieri in pista perché scritto e riscritto fino alla noia. Il dato centrale è uno solo: anche se Lorenzo si fosse fatto superare da Dovizioso, non sarebbe cambiato (quasi) niente in ottica di gara e niente in ottica mondiale. A Valencia la Ducati di più non ne aveva e più in generale il mondiale l’ha vinto il pilota più forte, Marquez, capace di sopperire con il suo manico anche nei momenti altalenanti della Honda. Bene hanno fatto Dovizioso e i boss Ducati a complimentarsi con i vincitori. D’altra parte le dichiarazioni dello stesso Dovizioso: “... alla fine stare dietro Jorge mi ha aiutato a guidare pulito e quindi è stato positivo averlo davanti a me” tagliano corto a illazioni e a polemiche.

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A meno che non si crede mai a niente e a nessuno - men che meno ai diretti protagonisti – ma allora si entra su un altro piano, fuori dalla logica, chiusi nel guscio velenoso e disfattistico dei fan. Qui si entra nel terreno melmoso degli “ordini di scuderia”, da sempre presenti nel motociclismo e da sempre portatori di polemiche perché spesso hanno condizionato risultati di gare e campionati e pure le carriere di piloti. Non è questa la sede per rifare la storia ma ci torneremo presto. Resta però il fatto della “mappatura 8” che il box Ducati ha riproposto ieri ripetutamente (addirittura anche dalla lavagna del muretto) e fin troppo palesemente (e ingenuamente?) perché Jorge lasciasse passare il suo compagno di squadra Dovizioso facendogli guadagnare una posizione nella convinzione che il maiorchino gli facesse da tappo.

Ora, è evidente che il Team Ducati, vista la malaparata, cercasse di tirar fuori (anche) l’ultimo coniglio dal cappello giocando ogni carta giocabile e sperando nella sfortuna altrui (di Marquez). E’ una mossa discutibile ma legittima da parte della regia-box di Borgo Panigale. Resta però il fatto importante: la “disobbedienza” di Lorenzo che c’è stata e non si può far finta di niente. La domanda allora diventa: quali sono i “patti” fra Casa/box e pilota in pista, fra Ducati e Lorenzo? C’è una clausola contrattuale che impone determinate scelte o quel che dal box arriva è interpretabile dal pilota, a propria discrezione? Tradotto: dal box arrivano al pilota “indicazioni” di massima o “ordini” cui obbedire? Tutto qui.

Se sono solo suggerimenti Jorge ha fatto bene a fare quel che ha fatto, se invece sono ordini Jorge ha commesso una insubordinazione, va richiamato e “punito” perché inaffidabile nella strategia del Team. Tutto qui. I musi lunghi al box dei capi Ducati davanti alla tv sono stati una nota negativa, bruciando parte del capitale di autorevolezza e di simpatia acquisiti fin qui. Una sconfitta per la leadership delle Rosse quasi peggiore del mondiale non vinto. Una lezione per il prossimo futuro.

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