MotoGP, adesso è davvero tutto nelle mani di Marquez!

Dovizioso atteso al miracolo dei miracoli

Sì, si sa, la gara è domani. Sì, si sa, nelle corse tutto è possibile e vince chi alla fine passa per primo sotto la bandiera a scacchi. Ma ora, dopo queste qualifiche-show, con Marquez davanti a tutti in pole-record sotto il muro dell’1 e 30 (1’29.897) – pole numero 9 nel 2017, numero 45 in MotoGP, numero 73 in carriera! – e con Dovizioso 9° (+1.075) ultimo della terza fila, al binomio italiano per vincere domani gara e titolo mondiale serve il miracolo dei miracoli.

I 100 mila già presenti sugli spalti di Valencia sono rimasti di ghiaccio, trattenendo il respiro, quando Marquez è scivolato sull’asfalto poi è ruzzolato nel ghiaione a meno di 5 minuti dalla fine (seconda caduta del week-end) tornando al boato quando l’asso spagnolo, rialzatosi, ha mimato un calcio alla gomma anteriore della sua Honda a terra quasi per discolparsi e per dimostrare, oltre la rabbia, la propria incolumità rassicurando il suo popolo rispetto alla grande festa messo in conto domani.

Già, domani è un altro giorno, si vedrà. Fatto sta che Marquez è Marquez, funambolico trapezista senza timori, fenomeno che sfida oltre gli avversari, se stesso giocando sempre al rialzo. Il leader della classifica non si limita, neppure in qualifica, ad amministrare una situazione per lui assai favorevole puntando all’unico obiettivo che conta: il titolo di campione del Mondo.
All’indole non si comanda ed è anche questo modo di correre che fa di Marquez un fuoriclasse davvero unico, da applausi a scena aperta, che esalta se stesso e valorizza così pure i suoi avversari.

Primo fra tutti quel Dovi che con la sua Ducati imbrocca la giornata no, pare arrancare controcorrente non trovando il giusto assetto nel difficile e tecnico toboga valenciano: il gap di oltre un secondo è pesante e la posizione in griglia ancor di più.

Solo Marquez – era questo il refrain alla vigilia di questo ultimo round iridato – può perdere il titolo. Già. Dopo le qualifiche si può confermare ancor di più la validità di questa previsione. Solo Marquez può perdere il titolo. E’ assai difficile, quasi impossibile, che ciò accada. Ma, ripetiamo, tutto è ancora possibile. Godiamoci fino all’ultimo istante le emozioni che domani tutti i protagonisti non mancheranno di dare agli appassionati presenti in circuito e a quelli collegati in tv, ovunque nel mondo.

In questa situazione, tutti i riflettori sono puntati sul duello Marquez (Honda)-Dovizioso (Ducati) anche se – pur fuori classifica – nell’economia della corsa altri piloti possono dire la loro, sperando che non interferiscano sul risultato della lotta per il titolo.

C’è Zarco secondo (+0.349) ancora una volta salvatore delle Yamaha; c’è Iannone terzo (+0.502) con la Suzuki pimpante; c’è Lorenzo quarto (+0.563) smanioso di chiudere l’anno in grande ripresa, con un colpaccio, fin troppo carico come dimostra il gran volo in qualifica; c’è anche Pedrosa quinto (+0.692) e la wild card Pirro sesto (+0.867) davanti a Rossi 7° (+0.951) nel recupero finale su A. Espargarò (+0.960) e a Rins 10° (+1.075). A conferma delle note difficoltà Yamaha il mediocre 13esimo tempo di Vinales, talmente arrabbiato dei mali della sua moto da rifilargli un gran pugno sul serbatoio. Fra i piloti a terra, anche Miller e A. Espargaro e in Q1 Crutchlow, Lowes, Rabat.
Corsa da non perdere.

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