Guardrail difettoso? L'ente responsabile deve risarcire

La Cassazione ribadisce la responsabilità delle amministrazioni nel caso di omessa manutenzione delle barriere laterali.

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L'ente proprietario della strada deve risarcire gli utenti per i danni causati dall'omessa manutenzione del guard-rail. Lo ha certificato la Cassazione in una recente sentenza che ha condannato il comune responsabile di una strada "non a norma" a pagare i danni ad un giovane motociclista che, a causa della barriera difettosa, ha subito gravissime lesioni.

L’ordinanza n. 22801/17, pubblicata in data 29 Settembre 2017 dalla 3a sezione civile della Corte di Cassazione, individua particolari e specifiche responsabilità per gli enti proprietari e custodi delle strade nel caso di omessa manutenzione o, nel caso specifico, di guard-rail difettosi.

L'ordinanza in questione si riferisce al caso di un giovane motociclista che ha subito lesioni gravissime - inclusa la perdita di netto di un braccio - in seguito alla collisione con una barriera laterale, su una via di proprietà del Comune di Pozzolengo, in provincia di Brescia. Per la Cassazione, l'ente proprietario della strada deve risarcire i danni causati per l'omessa manutenzione del guard-rail.

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Nel caso in questione, il giovane e i suoi genitori (danneggiati per la condizione del figlio determinata dal sinistro), avevano chiamato in causa il Comune per l'incidente in riferimento al guard-rail non ben fissato che, per questo, aveva un'anomala posizione obliqua e quindi "tagliente" che ha provocato l'amputazione di un braccio dello sfortunato centauro.

In prima istanza il Tribunale di Brescia aveva ritenuto responsabile del sinistro il Comune e lo condannava a un notevole risarcimento dei danni - pari a oltre 1 milione di euro - in favore del giovane e di circa 100mila euro a ciascun genitore.

La Corte d’Appello però sovvertiva del tutto l'esito del 1° grado di giudizio, rigettando integralmente le domande risarcitorie ed escludendo la responsabilità del Comune nel verificarsi dell'incidente in quanto non era stata fornita una prova sul rapporto causale tra la presenza di eventuali alterazioni sul manto stradale e la caduta del motociclista.

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La Cassazione si è invece rivelata di tutt’altro avviso, dichiarando che, per quanto concerne il profilo degli obblighi di manutenzione, non è corretto affermare che le barriere abbiano esclusivamente la funzione di evitare o contenere il rischio della fuoriuscita di strada delle vetture in tratti di strada di particolare pericolosità (e quindi siano costruite al solo scopo di reggere l'impatto con gli autoveicoli).

La funzione della predisposizione dei guard-rail è quella di diminuire la pericolosità del tratto stradale ove essa è collocata e questa funzione si esplica delimitandone visivamente il bordo e offrendo una resistenza all'eventuale impatto dei veicoli, ma anche offrendo protezione ai corpi dei malcapitati utenti della strada che - siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti o automobilisti, - si trovino per una qualunque ragione proiettati verso il bordo della strada.

In generale, secondo la Cassazione, la funzione protettiva delle barriere laterali comprende anche quella di diminuire il rischio che un corpo possa venire sbalzato nel vuoto.

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L'ente territoriale che le adotta allo scopo di diminuire la pericolosità di un tratto stradale è poi responsabile per la loro manutenzione, in modo tale che possano continuare ad assolvere efficacemente ai loro scopi senza costituire un elemento potenzialmente pericoloso per gli utenti della strada.

L'impatto o anche il contatto della guard-rail con il corpo delle persone non è infatti circostanza assolutamente imprevedibile, al contrario: si tratta infatti di una casistica del tutto prevedibile ed i cui effetti la barriera ha proprio la funzione di contenere.

L'Amministrazione che omette di intervenire con adeguati azioni manutentive, quindi, viola le specifiche che le impongono di rispettare determinati standard di sicurezza e i principi generali in tema di responsabilità civile.

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