Valentino Rossi: "L'incidente? Mancavano 400 metri alla fine del giro."

Il pilota: "Sono andato a fare un giro di Enduro con i miei amici e con gli altri piloti dell’Academy. È un giro che facciamo da quando avevo 18 anni"

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Motomondiale 2017 - Valentino Rossi è il grande assente di questo fine settimana di Misano Adriatico. La questione è oramai nota, certa, chiara e conclamata. Una sfortuna per il Dottore, ritrovatosi infortunato proprio la settimana prima del gran premio casalingo, dopo la bella gara di Silverstone.

Il portacolori Yamaha ha voluto rilasciare un'intervista proprio alla vigilia del gran premio ai microfoni di Sky Sport MotoGP, all'interno della quale ha parlato del suo recupero - ipotizzabile per Motegi, con il sogno Aragon - ma anche sulla dinamica dell'incidente, anche per mettere fine alle tante speculazioni.

Si potrebbe pensare ad un recupero per la gara di Aragon?

Dipende molto da come sta la gamba. Nella mia testa ho pensato a Motegi, ma adesso tutte le previsioni sono un prenderci, perché bisogna vedere come sta la gamba, come reagisce al lavoro, se possiamo spingerla un po’, muoverla, se non si gonfia, bisogna vedere come sto io per il resto. L’altra volta sono tornato in pista dopo 40-41 giorni al Sachsenring, e quindi più o meno ci saremo con la tempistica di Motegi. Aragon è molto prima, perché sarebbe tipo tre settimane dopo l’incidente, quindi sarà veramente difficile. Però noi ci proviamo, tutte le mattine proviamo, lavoriamo e vediamo.

Rispetto all’altra volta (incidente al Mugello 2010 ndr), appena è successo ero veramente disperato perché l’altra volta è stata dura. Questa volta è andata meglio, mi sono trovato subito molto bene, ho potuto subito iniziare a lavorare per la riabilitazione, ma bisogna comunque stare sempre molto attenti, fare molto poco, giorno per giorno, vedere che la gamba si sgonfia un po’, è una procedura molto lenta e noiosa.



Come è accaduto l'incidente?

Sono andato a fare un giro di Enduro con i miei amici e con gli altri piloti dell’Academy. È un giro che facciamo da quando avevo 18 anni, mi portava mio padre con i suoi amici quando lo facevano anche loro da giovani. Quindi è una cosa che ho fatto duecento volte. Eravamo quasi alla fine, eravamo in una discesa abbastanza ripida, stavamo andando giù piano sulle pedane in seconda, solo che c’era uno scalino roccioso. Quando ho preso lo scalino mi si è mosso il manubrio come se avessi preso un sasso, una cosa del genere. Sulla sinistra io sono andato giù col piede a destra, solo che c’era uno sbalzo e quindi quando il piede ha toccato con tutto il peso del mio corpo e della moto sopra si è rotta la gamba. Mancavano 400 metri alla fine del giro.

La ricostruzione dei soccorsi ha un che di avventuroso

Nel momento in cui capisci che hai una gamba rotta, sei completamente immobile e sei mezzo a un bosco, ti chiedi “e adesso cosa succede?”. Perché tra l’altro erano anche le 18.45, quasi cominciava anche ad essere buio, io non riuscivo neanche a muovermi e appena mi muovevo faceva malissimo. Siamo stati fortunati perché sono andati nel paesino sotto, hanno chiamato un contadino – senza dirgli che era Valentino Rossi – e lui è venuto ad aiutarci con una jeep piccolina. È riuscito ad arrivare fino lì sotto, dove ero io, è venuto su in retro piano, piano fino a 5 metri da me. A quel punto mi hanno caricato in 6 nel bagagliaio e il tragitto, da lì fino in fondo, è stato il momento più doloroso, con tutte le buche. Con la gamba rotta non lo auguro a nessuno.

Vien da chiedersi allora se serva allenarsi con l'Enduro

Noi siamo piloti di moto e per noi allenarci in moto è la cosa migliore. Il problema è che quest’anno mi è già successo due volte, l’altra volta con la moto da cross mi è andata veramente bene perché ho dato una gran botta e sono riuscito a correre al Mugello, invece stavolta no. il calcolo delle probabilità metteva il cross in cattiva luce perché con la moto da cross si sono fatti male tutti, me compreso. Ma l’Enduro non era nella black list, ma alla fine ogni volta che Sali su una moto è sempre pericoloso. È una cosa che 4-5 volte all’anno l’abbiamo sempre fatta. Ora mi alleno a casa con la Playstation, è meno pericolosa e magari riesco a non farmi male (sorride ndr).

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