Jonathan Rea: "In MotoGP? Non verrei solo per fare numero"

"Il problema della Superbike di Oggi? Quello più grande penso sia il gap tra Kawasaki - Ducati ed il resto."

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Motomondiale 2017 - "Vedrai che domani gireranno in qualifica sotto i 2 minuti". Parola di Jonathan Rea, invitato dai commentatori ufficiali del campionato MotoGP a commentare le prove del gran premio di Silverstone. Il campione del mondo in carica Superbike era infatti arrivato ad assistere al GP di Silverstone. Visita interessata per sondare il terreno? Rea, come sempre è molto schietto:


Per venire qui e paragonarmi a questi piloti, avrei bisogno di un team adeguato, non verrei solo per fare numero. È un bel paddock, le moto e la tecnologia è incredibile, ma non verrei qui ad ogni costo. Mi piace molto il paddock del WorldSBK e guidare le nostre moto. Adoro lavorare con Kawasaki e adesso è qui la mia opportunità. Adesso sarei troppo maturo per venire in MotoGP, ho perso la mia occasione. Ho avuto la fortuna di aver sostituito Casey Stoner in Honda nel 2012. È stato molto difficile per me perché una settimana ero impegnato nel WorldSBK e la successiva nel Gran Premio, ma è stato bello. Ho guidato una delle moto migliori ed ero anche andato a punti.

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Che idea ti sei fatto delle Moto da Gran premio?

Nei test di novembre a Jerez i piloti del WorldSBK avevamo condiviso la pista con altri della MotoGP ed avevamo potuto confrontare i tempi sul giro della MotoGP e della Superbike. Era stato molto interessante, ma stando a bordo pista ho potuto vedere come piegano questi ragazzi.

Jonathan incalza ed analizza anche le differenze in termini di stile:

Guidare con il gomito a terra è uno stile che non funziona molto in Superbike e, a meno che tu non abbia i comandi come Baz o Redding, non possiamo piegare con quell’inclinazione. Ho visto pieghe incredibili di Vale e Marquez durante le qualifiche nella lunga curva Club. Le nostre gomme non hanno così tanto grip perché la Pirelli punta sulla prestazione in accelerazione: noi ci concentriamo sulla frenata a centro curva e poi acceleriamo per prendere velocità. Loro non frenano o accelerano in modo particolarmente rapido, ma hanno molta più velocità angolare di noi. Noi guidiamo per sfruttare al massimo le caratteristiche delle nostre gomme.

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Chiaramente l'analisi si dilunga e si allarga verso lo stato di salute della Superbike di oggi:

Penso che il problema più grande sia il gap tra Kawasaki - Ducati ed il resto. Sono stato da entrambe le parti della griglia con una moto competitiva e sempre in grado di raggiungere i primi. Penso che il progetto di avvicinare le moto alla classe Stock potrà incoraggiare altri costruttori ad investire nel WorldSBK.

All’inizio le Superbike erano quasi moto di normale produzione, ma poi, nell’era di Fogarty diventarono “speciali”. La Honda, con la sua RC45 si inventò un tipo di omologazione speciale pur derivata da una produzione standard. Adesso non è diverso, ma è anche importante sapere che la Superbike è in un’era dove la moto è più standard che mai. Deve succedere qualcosa, ma qualunque cambiamento avverrà, sarò in griglia pronto a disputare la gara. I piloti di testa vanno molto veloci; Davies, io, Melandri e Sykes siamo tutti veloci, ma la differenza con il resto dei piloti è troppo grande.

FIM Superbike World Championship Round 08, Laguna Seca, USA, Jonathan Rea, Kawasaki

Il futuro di Rea è ancora in verde?

Ho ancora un anno di contratto con Kawasaki e anche se non voglio correre per troppo tempo, un rinnovo di altri due anni sarebbe perfetto. Sto guidando meglio di come abbia mai fatto, e penso che l’esperienza conti moltissimo nelle corse. La miglior situazione per me sarebbe restare in Kawasaki e costruire un futuro con loro. Non sto pensando troppo in là perché sono fortunato ad avere un contratto per il prossimo anno. Sono sicuro che a metà anno il mio manager si divertirà nel paddock! Molti piloti della griglia di MotoGP avranno il contratto in scadenza alla fine del prossimo anno e sarà lo stesso nel WorldSBK. Tutti i team ufficiali saranno aperti a fine 2018, quindi sarà una stagione divertente per tutti!

I piloti corrono oltre i 35 anni, anche se fanno sempre più allenamento in moto…

Ci sono molte aree dove lavoro per migliorare le nostre capacità, ma penso che per quanto mi riguarda il mio successo è venuto quando sono diventato una persona più equilibrata. Con il passare del tempo la mia vita ha smesso di essere ossessionata dalle moto, questo significa che non sono stato distratto da cose che in passato mi avrebbero distratto. Non è solo un discorso di allenamento, anche l’elettronica ha aiutato a proteggere i piloti dalle cadute. Non ci sono più molti highside e il motociclismo è adesso più sicuro e questo senza dubbio ha aiutato a prolungare le gare. Se parli con Kevin Schwantz ti racconterà l’epoca dei due tempi e di come i piloti che avevano 30 anni hanno dovuto ritirarsi per gli infortuni.

FIM Superbike World Championship Round 08, Laguna Seca, USA, Jonathan Rea, Kawasaki

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