Honda SP-3: il ritorno della VTR visto da Kardesign

E, se nel momento in cui Ducati decide di passare al V4, Honda decidesse di riproporre sul mercato una hypersport bicilindrica che rievochi il glorioso nome VTR?

Correva la fine degli anni '90, e Honda era infastidita dallo strapotere Ducati in Superbike: dopo il pensionamento della gloriosa RC 30, la casa dell'Ala Dorata era riuscita a vincere un solo titolo Mondiale delle derivate di serie, quello '97 con la quadricilindrica settemmezzo RC 45 pilotata da John Kocinski.

Stanchi dei successi delle V-Twin bolognesi (ormai salite a un litro di cilindrata) a Tokyo decisero di sfidare la Ducati sul suo terreno prediletto: quello delle hypersport bicilindriche. Si trattò di una svolta epocale per il marchio giapponese, che aveva da sempre identificato la sua espressione più sportiva con il motore a quattro cilindri: l'obbiettivo era quello di battere il marchio di Borgo Panigale con le sue stesse armi, vale a dire con un pompone V-Twin.

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Nacque così la Honda VTR 1000 SP-1, supersportiva "con una coppia di cilindri in meno" il cui obbiettivo era quello, affatto nascosto, di riportare la casa di Tokyo sul tetto del Mondo della WSBK: denominata RC-51 sul mercato americano, la VTR portava anche nel nome la sua indole innovatrice. "V-Twin Racing" il significato di quelle tre lettere: una dichiarazione di guerra rivolta dritta a dritta a Bologna.

Nel 2000, anno del suo esordio, la VTR riuscì nel suo scopo: pilotata da Colin Edwars, la bicilindrica di casa Honda conquistò la corona del Mondiale Superbike, sconfiggendo la Ducati 996 che nel frattempo era stata lasciata in eredità a Troy Bayliss da Carl Fogarty. L'anno seguente l'australiano si prese la rivincita, ma non era finita qui.

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Nel 2002 a Tokyo decisero di schierare l'evoluzione della VTR, la SP-2: la sfida per il Mondiale -ancora una volta duello Bayliss-Edwards- si risolse all'ultimo round, quello di Imola. A risultare Campione del Mondo dopo una battaglia all'ultimo sangue fu proprio Texas Tornado, ma la Honda decise comunque di ritirare la sua squadra ufficiale in SBK per dedicarsi in toto alla MotoGP.

Fu breve, dunque, sebbene assolutamente vittoriosa, la parabola delle bicilindriche Honda nel Mondiale delle derivate di serie: la VTR 1000R stradale continuò a vivacchiare sui listini della casa di Tokyo fino al 2006, ma in sostanziale mancanza di aggiornamenti e con un prezzo non proprio popolare, venne affiancata e poi surclassata dalla quadricilindrica CBR 1000 RR.

E se il nome VTR, a distanza di più di 10 anni dalla sua uscita di scena, dovesse tornare a risorgere? Se, proprio nel momento in cui Ducati decide di abbandonare il suo storico schema tecnico per passare al V4, Honda decidesse di stupire il Mondo riproponendo sul mercato una supersportiva V-Twin?

Improbabile, per non dire impossibile: ma, nonostante quest'eventualità sia molto, molto remota, sognare non costa nulla. E dunque perché non provare ad immaginare come sarebbe, oggi, una ipotetica Honda VTR 1200 SP-3? Kardesign, già autore di affascinanti elaborazioni grafiche su base Kawasaki Z 1300, Yamaha RD 350 e Suzuki GSX-R 1100, ha messo nero su bianco la sua personale interpretazione di una fantasiosa nuova VTR.

Motore bicilindrico, scarico sotto-motore, forcellone monobraccio... sembra proprio la vendetta di un Ducatista che, deluso dal suo marchio del cuore, cerca conforto tra le braccia dell'ex avversario: siamo d'accordo, la SP-3 è solo fanta-motociclismo... ma che ipotesi affascinante!

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