MotoGP, Marc lo “stratega” domina la corsa e vola nel mondiale

Significativa doppietta Honda a danno di Yamaha e Ducati

Questo decimo round MotoGP di Brno sarà catalogato come la corsa del “flag-to-flag”. Non è una offesa ma neppure un merito d’onore per questo motociclismo show-business che spesso perde la bussola, s’impantana superando se stesso nel senso che lo spettacolo non manca, anche al limite del comico.

Sì, se non sapessimo che è sport rischioso, oltre che costoso e complesso, il motomondiale è spesso ridotto a guisa di un… circo. Chi voleva la MotoGP solo show è servito. Ma quale show?

La tattica fa parte della corsa ma la corsa non può vivere di sola tattica, in questo caso e in altri casi azzeccando o no la gomma o il tempo del cambio moto per le bizze del meteo. Se per fare audience serve una corsa da “terno al lotto”, ci siamo. Niente da ritoccare sui regolamenti? O l’importante è arrovellarsi sulla diatriba delle “alette”?

In questa situazione dove il primo finisce ultimo e da ultimo torna primo in un batter d’occhi, ci sono Marquez e la Honda, strategicamente e tatticamente superbi, insuperabili nel “leggere”, tradurre e gestire la situazione in evoluzione meteo, e non solo.

Tant’è che Marquez gigante dal sorriso del birbante arriva primo con una sola mano (terza vittoria stagionale) e allunga nel mondiale, la Honda prima e seconda (con il signor passista Pedrosa al suo 150esimo podio!), una perentoria doppietta che lascia il segno in ottica mondiale e non certo perché qui la Casa dell’Ala dorata ha effettuato gli ultimi suoi test.

E ci sono, nelle corse dove il meteo gioca per far capire che è sempre il cielo a decidere, i Rossi e i Dovizioso (con i rispettivi muretti…) che – non si sa bene perché – non c’azzeccano sbagliando i tempi e anche i modi del “flag-to-flag”. Pagando poi pegno.

Anche se Valentino si produce in uno straordinario forcing dal 14esimo al quarto posto dopo un sorpasso finale da manuale a danno del coriaceo ma fisicamente non ok Crutchlow, ma “solo” un ennesimo piazzamento fuori podio, con invece il compagno-nemico Vinales, superlativo a dir poco nella sua rimonta col giro record: 1’57.052, terzo, con punti pesantissimi in classifica.

E anche se poi pure il Dovi ci mette una pezza, con un sesto posto che, viste le premesse delle gare passate e delle prove, lascia però l’amaro in bocca. Lorenzo? Ancora si illude e illude al primo giro ed è l’ennesimo flop, per non dire peggio, stavolta anche (o soprattutto?) per il casino della seconda moto non pronta per il cambio.

Iannone? Peggio che andar di notte, stavolta incasinato – diciamo così – nel cambio moto. I dettagli in cronaca. Un mondiale non si vince grazie al “flag-to-flag”. Ma un mondiale si può perderlo anche sbagliando il cambio moto.

Brno, quindi, lascia tutto come prima? No. Perché la classifica s’allunga e proietta su tutti un Marquez deciso a involarsi (154 punti) davanti a Vinales (140) a Dovizioso (133), a Rossi (132), a Pedrosa (123). Ci sono davanti ancora otto gare e Marquez con questa vittoria non ipoteca il mondiale 2017. Fatto sta che Marc, se ce ne fosse stato bisogno, ribadisce che bisogna fare i conti con lui. Un modo come un altro per dire che agli altri (nessuno escluso) resta solo la lotta per il secondo posto?

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