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"Partireper", il Viaggio di Gionata Nencini

Pubblicato: 12 lug 2007 da Gianluca

Dopo il nostro ultimo post “Partireper”: qui Australia! ci siamo messi in contatto con l’avventuriero Gionata Nencini il quale molto gentilmente ci ha inviato foto e video correlate da un articolo sul “suo viaggio” in giro per il mondo.
Il racconto è lungo, ma se amate l’avventura, se vi piaccio i lunghi viaggi in moto, spendete un quarto d’ora del vostro tempo per leggerlo, ne vale veramente la pena. In coda trovarete alcune foto che Gionata ci ha gentilmente inviato insieme a 3 video.

Il mondo mi sembra così piccolo adesso.
Studio la mappa ormai vecchia e strappata in più punti e realizzo che dopo 24 mesi sulla strada, sono esattamente dall’altra parte della terra.
Il conta chilomentri della mia Honda Transalp 600 V segna i suoi 100000 km originali. Questo vuol dire che ho percorso esattamente 64000 km dal giorno della mia partenza in Italia.
Accompagnato da questa fedele e insarrestabile moto, comprata di terza mano quando non avevo ancora l’età né la patente per poterla guidare, tento di fare dei molti chilometri il sogno di una vita.
Il giro del mondo in moto.

mondo

Niente di innovativo, é vero. Internet strabocca di informazioni, foto, itinerari e spedizioni in sella a moticiclette di ogni sorta. In alcuni casi mi sono perfino avvalso di questi rapporti per aiutarmi ad organizzare parte del viaggio che poi ho preferito affidare ad una sconsiderata improvvisazione, trascurando certi dettagli senza i quali la mia impresa risulta, non solo un viaggio, ma una vera e propria avventura.

Una avventura tutta mia.
In solitario, a 21 anni, su una moto più vecchia di mia sorella, mi lancio attraverso paesi sempre diversi e sempre più lontani da casa.
Inutile dire che l’idea in sé mi piaccia più dell’intenzione di arrivare, un giorno, alla fine di tutto questo.
Con l’enome flessibilità acquisita grazie alla strada ed allo stile estremo con cui la vivo, prevedo di toccare i cinque continenti attraverso un totale di circa cento stati e 150000 km.

Questo senza beneficiare di veicoli di supporto, di un conto bancario milionario, di sistemazioni di lusso, di apparecchiature disgnostiche e cartografiche né tanto meno di approfondite conoscenze meccaniche.
Con me ho solo una moto, una tenda da 15 euro, un fornellino a gas da 8, un computer usato, abbigliamento, una borsa degli attrezzi per la manutenzione e tanta voglia di viaggiare.
Non sono un motociclista. Sono un viaggiatore.

Il mio 23simo paese fin’ora toccato é l’Australia. Dove mi trovo adesso é la moderna e turistica Brisbane, al nord di Sydney. Sto lavorando per mettere da parti i soldi con cui guidare la moto nelle Americhe.
Per arrivare fin qui ho guidato lungo l’Italia, la Slovenia, la Croazia, il Montenegro, la Serbia, il Kosovo, la Macedonia, la Grecia, la Turchia, la Georgia.
Traghettandomi in Russia per motivi di guerriglia al confine con l’Apkasia, ho poi raggiunto Vladivostok.
Traghettato in Giappone ho guidato abusivamente fino all’estremo sud dove mi sono imbarcato per la Corea in cerca del porto di Incheon, da cui sono partito per la Cina, dove adesso mi trovo.

Partito l’8 Maggio 2005 dalla mia Campi Bisenzio, nota periferia fiorentina, ho toccato le due sole città di Gatteo a Mare e Venezia. Una volta superato il confine di stato a Trieste, ho pernottato ad Ankaran per poi raggiungere Lubiana il giorno seguente ed entrare in Zagabria per la notte. Lungo il magnifico mare croato sosto a Spalato, Makarska, Dubrovnik, poi a Podgoritza in Montenegro.

Moto a terra

E mentre Aci viaggiare sicuri sconsigliava ai connazionali di recarsi in certe zone, io ero già accampato a Berane, nel bosco di un gelido e magnifico paese montano della Serbia, sognando il Kosovo. Lo ho raggiunto il giorno seguente.
A Pristina per tre giorni e poi Skopje in Macedonia. Gironzolando più di un mese in Grecia ho toccato Salonicco due volte, Atene, Corinto, Patrasso e risalendo verso il cofine turco, Lamia, Larissa, Alessandropoli, Peplos. Fermo ad Istanbul per due settimane in attesa della fornitura di un nuovo sponsor ufficile, ho poi guidato al nord, lungo la costa del Mar Nero fino al confine con la Georgia.

Fermo a Tbilisi per l’ottenimento del visto russo, ho dovuto far ritorno a Batumi, per traghettarmi fino a Sochi, risparmiandomi di guidare fin dentro la Russia ed essere inevitabilmente arrestato entro i 60 km dal confine con l’Apkasia.
Nel tempo record di 22 giorni, animato dal terrore di non farcela, ho coperto tutta la Russia da ovest ad est, lungo i suoi 11000 km di strade dritte. Ho guidato per più notti senza sosta, toccando percorrenze di 1000km in un giorno, dormito per 3 ore disteso su un solo velo di nylon in piena Taiga, affrontato pioggie interminabili, lottato con zanzare più grandi del quadrante del mio orologio per il dominio della mia stessa tenda, sofferto l’insonnia che dalle 3 alle 7 del mattino mi ha tenuto sveglio durante tutti i pernottamenti in siberia a causa del freddo insostenibile, ubriacato pesantemente a causa della vodka e la birra che alcuni motociclisti a Samara si sono proposti di farmi bere contemporaneamente come la usanza russa vuole, rischiato di morire una volta e di venir trattenuto e malmenato da due gruppi distiniti di russi ubriachi.
Infine, nel tratto di 2000km di sterrato estremo che caratterizza la parte ad Est della Russia, sono prima rimasto senza soldi a causa di un pin a 5 cifre che non é riconosciuto dai bancomat di Cità e poi, finalmente, ho avuto un guasto alla moto esattamente nel punto in cui mi trovavo a 300 km da ogni altro centro abitato.

Senza viveri. Senza gas per cucinare. Senza acqua, senza soldi e senza la possibilità di prelevarne altri. Solo con un Honda Transalp XL600V del 1987, smontata al lato di una strada sterrata e con un intoppo che, date lo stato di apprensione dovuto all’imprevisto, mi sembrava più grave di quel che poi é risultato.
Scortato fino alla prima città da due camionisti che mi hanno portato oltre il terribile percorso sterrato lungo un viaggio di tre giorni e tre notti (che ho passato dormendo sotto al rimorchio dello stesso camion dove io e la mia moto viaggiavamo), ho riparato la moto e raggiunto Vladivostok a singhiozzi.
Entrato in Giappone, uno dei paesi più cari del mondo, realizzo di avere gli ultimi 200 euro nella mia carta di credito e di avere una moto rotta. Privo del carnet de passage, mi viene richiesto di pagare una tassa d’importazione due volte maggiore della mia disponibilità di credito.
Panico.
Abbandono la moto al porto di Fushiki e fuggo ad Osaka in cerca di idee. La flessibilità e la voglia di non arrendermi porteranno non solo idee, ma soluzioni.

Uscirò dal Giappone dopo 4 mesi, con una moto riparata, un budget ripristinato e una grinta spropositata. Quella grinta che mi fa guidare per 900 km dal nord al sud del Giappone conspevole di non avere alcun requisito per poterlo fare.
Una volta in Corea raggiungerò Seoul per l’ottenimento del visto cinese ed avrò di che pentirmi per non essermi portato due centraline elettriche di ricambio per la mia moto.
Entro ufficialmente in Cina il 27 Gennaio 2006, a due giorni dalle magnifiche celebrazioni per il nuovo anno cinese. L’anno del cane.

russia

L’ingresso senza targa e patente cinese mi obbligherà a spedire la moto via cargo container direttamente in Tailandia, per raggiungerla via terra attraverso tutta la Cina ed il Vietnam noleggiando moto e scooters.
Una volta a Bangkok, riparo, rivernicio e sostituisco alcune parti della moto ed esploro tutto il sud est asiatico avventurandomi in Laos, Cabogia, Vietnam, Thailandia, Malesia, Singapore ed Indonesia.
Persone e paesaggi che cambiaranno il mio modo di vedere la strada e di viverla.

Entrerò in Australia in volo, spedendo la moto via cargo da Jakarta fino a Sydney, dove la recupererò in Gennaio. Da allora lavoro come cameriere e maestro d’asilo per mettere da parte i soldi necessari al prossimo pezzo di mondo da esplorare. Le Americhe.
Il tour che interessa l’Australia, la Tasmania e la Nuova Zelanda inizierà a Settembre, dopo il mio 24simo compleanno, dopodiché spedirò di nuovo la moto via cargo container e volerò in Cile per la prossima avventura.
Per guidare, mangiare e dormire per tutto questo tempo ho speso 14.674,06 €, che, onestamente, é molto di più di quello che avevo messo da parte fino al giorno della partenza. Ma la strada, le notti siberiane in tenda, la solitudine e la voglia di continuare, fanno di ogni opportunità un vero punto di svolta.

Autegestione, consumi ridotti e qualche spunto brillante.
Più volte, intervistato dai giornalisti greci de Elefterotipia, turchi de Hurryet e russi de Argumenti & Facti, il fattore impressionante risultava essere tutt’altro che il semplice proposito di girare il globo da solo a 21 anni.
“Budget mensile calcolato: 733 euro tutto compreso”.

E mentre c’era chi diceva che mi sarei dovuto fermare all’altezza di Forlì per un’imminente guasto alla moto, stracarica e mai testata su strada, o chi diceva che per fare quello che ho fatto fin qui avrei dovuro risparmiare migliaia d’euro, io scrivevo sul mio Partireper.it che “parte della soddisfazione di concedersi al viaggio, consiste nel trovare il modo di reinventarsi e concedersi alla strada per più tempo possibile.”

Ridurre le proprie necessità al minimo ed optare per soluzioni che annnullino le ulime spese rimaste (accettare i pasti offerti dai cittadini locali o non vergognarsi a chiedere sconti o cibo gratuito).
Grande peculiarità di questo viaggio quindi, sembra essere proprio lo stesso aspetto che per molti altri, rappresenta la causa per cui astenersi dal viaggiare.

I soldi.
Di immediato impatto, il mio progetto riceve così la curiosità e l’entusiasmo di aziende leader che si propongono di aiutarmi nella preparazione del progetto.
Volutamente tralasciato la possibilità di un supporto economico, Cose di moto, Scottoiler, Ufo Plast, Famsa, Agv e Memov si accostano per prime alla mia idea fornendo rispettivamente abbigliamento ed accessori moto.
A livello locale poi, 4 moto officine italiane (3 di Firenze e 1 di Milano), prendono a cuore la mia richiesta di supporto e mi incontrano per chiarire i miei dubbi e predisporre la moto di accessori di grande utilità.

I mille abitanti incontrati fino ad oggi o le stravanganti amicizie coltivate con lingue sempre diverse e posti sempre meno occidentali, non bastano a riassumere il concetto di questo viaggio che ho coniato sotto il nome di “Partire per”.
Quando il nome é nato, cinque anni fa, ero un minorenne che girava l’Italia in autostop, con uno zaino, un sacco a pelo e i vestiti che puzzavano. Ma già allora la serenità che animava in me lungo quei chilometri, bastavano a darmi l’impressione di aver fatto la scelta giusta.
Il seguito a quel viaggio organizzato in un mese per aver letto un romanzo di Jack Kerouack, é stato un tour italiano in sella ad una mountain bike.
Sarà a Trento, seduto su una panchina all’ombra di una pineta, che annoterò sul mio diario di viaggio il pensiero che ancora oggi anima tutto il mio entusiasmo per i viaggi.

“Partire per viaggiare, non per arrivare”

Combodia

E anche se con il tempo e con le letture giuste ho poi scoperto che il mio pensiero non era altro che l’ennesima espressione di libertà già coniata mille altre volte da altri mille viaggiatori ben più noti di me, sorrido ancora oggi nell’aver colto a pieno questa chiave di lettura del viaggio, da solo, e non per emulazione.
Se un libro aveva sconvolto la mia adolescenza motivandomi alla partenza per un tour in autostop, non posso certo negare che la spinta decisiva a compiere un tuor mondiale in moto sia stata data da un evento altrettanto occasionale.
Trattasi di una film di Walter Salles: “I diari della motocicletta”.

Rimasi inchiodato alla sedia che mi disponeva davanti al maxi schermo assieme a tante altre persone e sognavo. Desideravo poter estendere le mie esperienze passate a terre, popoli e strade ancor più lontane, ancora più belle e ancor più vere.
E così eccomi qui, con il io progetto personale, la mia tenda da 15 euro ed il mio sacco a pelo che, come un porta fortuna, resiste ed é presente dal primo dei miei viaggi.
Il motivo per cui ho deciso di intraprendere questa avventura, mi é tutt’ora indefinito.

Credo si tratti di un guizzo passionale, più che di un’intenzione razionale. Rimane il fatto che non so dare un termine per spiegare a me e a voi, il perché faccio quello che sto facendo. Sarebbe un pò come definire quello che si prova per la donna che si ama.
Ai media, che non si accontantano mai di risposte laconiche e filosoiche come la mia, ho quindi dato degli spunti che credo risultino interessanti anche a voi.
Il primo di questi é la crisi di astinenza al viaggio che mi ha spinto a rimettermi in pari degli anni perduti lanciandomi in una cosa più grande di me.

In secondo luogo il desiderio di mettermi in gioco e di provocare in me e negli altri una reazione che portasse consapevolezza.
Il terzo é il desiderio di trasmettere tutto questo insieme di emozioni pubblicando la mia vita e le mie foto scattate sulla strada, fra le pagine del sito ufficiale di cui sono il web master.
Troppe volte prima di partire, mi sono confrontato con persone che vedevano nel mio progetto qualcosa di pateticamente utopico, quasi offensivo. Un cosa che a detta loro “proprio non si può…”

Mi sono così regalato un sogno, beneficiando dell’energia, della grande follia che alberga in me e che il mio gesto richiede, per mostrare alle persone che mi seguono, che niente é in fondo impossibile. Inaccessibile.
Non risiede nell’aspetto chilomentrico il merito di essere il più grande motociclista. Non si quantifica in quanti soldi un viaggiatore riesce a risparmiare o a quanti ne può spendere per godersi a pieno ogni cosa gli si presenti lungo il viaggiare.
Non dipende dal luogo di origine, dalla destinazione prefissata e nemmeno dall’età o dal genere sessuale che contraddisguono un viaggiatore piuttosto di un altro.

Viaggiare é uno stile di vita. E come tale deve essere fatto a proprio beneficio, con l’approccio che più si addice al viaggiatore che gli si concede.
Che si tratti di un viaggio a piedi, in autostop, in bicicletta, in moto, in auto, in autobus, nave o aereo che sia, il viaggio inizia comunque prima di salutare gli amici ed i parenti e non si ripromette di finire nell’esatto momento in cui si fa ritorno a casa, dopo chissà quanto tempo.
Quello di cui vorrei parlarvi altro non é che il mio viaggio e del modo in cui esso possa conciliarsi con le aspettative di chiunque altro.
Il contenuto sarà personale, sincero, talvolta irriverente.
Diretto come é il tempo quando rimarca inesorabile la sua corsa nella vita di ognuno di noi, ricordando che non ci aspetterà, mai.
Un abbraccio.

.gionata.

supporter

Foto di viaggio di Gionata Nencini
Foto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata NenciniFoto di viaggio di Gionata Nencini

Cool Vid Gionata


Cool Vid Motocicletta


Cool Vid 2005


Cool Vid 2006


Grazie Gionata per il racconto, per le foto, per il video e per la bellissima avventura che hai condiviso con noi di Motoblog e con i nostri lettori.
Ci risentiamo più avanti.
A presto e grazie.

Gianluca

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42 commenti

Commenti dei lettori

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  • Jugo

    12 lug 2007 - 13:31 - #1
    2 punti
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    Ho ascoltato il consiglio di Valsecchi, l’ho letto e per alcuni minuti mi sono immerso nell’avventura di Gionata, coraggiosa è dire poco.
    Quante volte avrei voluto prendere la mia compagna, la mia moto ovviamente, e fuggire da tutto e da tutti.
    Forse Gionata ha fatto così.

    E’ uno dei racconti motociclistici più belli che abbia mai letto.

  • Profilo di EnricoD

    EnricoD

    12 lug 2007 - 13:41 - #2
    2 punti
    Up Down

    sinceramente non so se per fare una cosa del genere si debba essere tremendamente pazzi o tremendamente lucidi da potersi staccare da tutto in 4 e 4 otto…
    che coraggio…che dire: massimo rispetto!

  • Profilo di supermax

    supermax

    12 lug 2007 - 13:41 - #3
    3 punti
    Up Down

    In bocca al lupo a questo spirito libero, che regala la propria vita ad un sogno forse perchè quel sogno gli ha regalato la vita. Un saluto, con un pò d’invidia per aver saputo creare e vivere un opera che io non avrei mai avuto il coraggio di iniziare.

  • Artemio

    12 lug 2007 - 13:44 - #4
    0 punti
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    Mamma mia!
    Forse un folle, forse no, ma tanta, tanta passione. GRANDE

  • Profilo di zoup

    zoup

    12 lug 2007 - 14:00 - #5
    0 punti
    Up Down

    Ammirazione, invidia, paura…. Chissà quante volte avrei voluto fare come lui…. ma il treno è passato.
    Comunque a chi vuole sublimare il rapporto con la moto, visto che siamo in clima di vacanza, consiglio di leggere o rileggere un classico” Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”… Qualcuno ha altri consigli?

  • Profilo di stefano65

    stefano65

    12 lug 2007 - 14:01 - #6
    0 punti
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    ….QUANTA INVIDIA!!!!

  • Profilo di Goyathlay

    Goyathlay

    12 lug 2007 - 14:06 - #7
    1 punto
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    Notevole l’avventura, grande il coraggio e ottimo il racconto. Che dire…grande!

  • Gionata Nencini

    12 lug 2007 - 14:08 - #8
    0 punti
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    “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” é il mio libro preferito. Leggetelo!!!

  • Profilo di MG7

    MG7

    12 lug 2007 - 14:14 - #9
    0 punti
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    Emozionante è dir poco.
    Complimenti a questo giovanissimo e coraggioso ragazzo.
    Credo che abbia scoperto come vivere.

  • Profilo di marinariello

    marinariello

    12 lug 2007 - 14:25 - #10
    0 punti
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    Che dire… nutro molta ammirazione per chi riesce a fare cose che mi viene il terrore solo a pensare…
    Complimenti.

  • Profilo di Hetan

    Hetan

    12 lug 2007 - 14:25 - #11
    0 punti
    Up Down

    Che esperienza eccezionale!!!!!!

  • Profilo di Dago™

    Dago™

    12 lug 2007 - 14:30 - #12
    0 punti
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    “Partire per viaggiare, non per arrivare”
    Questa è la vera essenza del viaggio, bellissimo.

    Grandissimo Gionata, ti ammiro veramente tanto

  • Profilo di haw

    haw

    12 lug 2007 - 14:33 - #13
    0 punti
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    semplicemente un grande che ti fa capire che al mondo c’e’ molto molto e ancora molto da vedere e tutto di relae rispetto all’ovatta fatta di televiosione lustrini e mode in cui siamo immersi.

    Certo, bisogna averci le p_alle per andarne in cerca.

  • Profilo di Il Gurra ^__^

    Il Gurra ^__^

    12 lug 2007 - 14:39 - #14
    0 punti
    Up Down

    Sono contento per lui…realizzare un sogno è il centro della vita!
    Massimo rispetto per un grade uomo e un vero motociclista!!

  • Cose di Moto

    12 lug 2007 - 15:32 - #15
    0 punti
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    Grande Gionata……. all’inizio non ci avrei scommesso….. invece guardate dov’è arrivato……
    ciaociao
    GASsss

  • Gionata Nencini

    12 lug 2007 - 15:56 - #16
    2 punti
    Up Down

    All’inizio, forse, non ci credevo nemmeno io. Ma come si suol dire: Tentar non nuoce.

  • Profilo di B27

    B27

    12 lug 2007 - 16:45 - #17
    0 punti
    Up Down

    lo invidio
    lo invidio davvero
    a chi non piacerebbe intraprendere un’avventura del genere?
    sono davvero in pochi ad avere il suo coraggio però
    sono davvero invidioso
    V-Day!

  • yassassin83

    12 lug 2007 - 16:59 - #18
    -1 punto
    Up Down

    Gionata, te sei un pazzo sconsiderato con la fortuna dalla tua! dovrebbero esserci più folli come te al mondo! in bocca al lupo e goditi i nostri complimenti, te li meriti tutti, sei una persona veramente in gamba, ti auguro felicità per tutto!

  • epi

    12 lug 2007 - 16:59 - #19
    0 punti
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    Un grande!! Sono andato sul suo sito, molto bello, e da oggi lo seguirò. Ci vogliono le palle ragazzi, altro che chiacchere… Ma come dice mio fratello (che fa qualcosa di simile ma a piedi), “ci vogliono forse più palle ad alzarsi ogni mattina e andare a fare un lavoro di mèrda solo per sopravvivere…”.
    Grandissimo, in bocca al lupo.

  • Profilo di endurista non convinto

    endurista non convinto

    12 lug 2007 - 17:06 - #20
    1 punto
    Up Down

    immenso!non essere schiavo del denaro…sta qui il coraggio…bisogna avere le p a l l e cubiche e che ti fanno le scintille per non essere schiavo del “normale vivere” mi sorella fa in piccolo queste pazzie..a volte mi arrabbio perche so che si devono fare sacrifici..come essere sporchi..a volte penso che se non “vivi veramente”…la tua vita..ti da poco!il suo coraggio sta anche nel superare i problemi burocratici, nell’affrontare difficolta di lingua, economiche, questa è una vita spericolata..piena!mi fa sentire un codardo…ma sono felicissimo per lui…invidia no..so che viaggiare con pochi soldi..comporta difficolta che portano all’esaurimento(non riuscire a dormire, zanzare, freddo, nessuna comodita)…in bocca a lupo e apri gli occhi!!!

  • Profilo di michi80

    michi80

    12 lug 2007 - 18:17 - #21
    0 punti
    Up Down

    eccezziunale veramènte!!

  • Profilo di Edu

    Edu

    12 lug 2007 - 20:53 - #22
    0 punti
    Up Down

    Che coraggio… Gionata sono Campigiano come te! sei l’orgoglio della nostra città!!

  • Profilo di endurista non convinto

    endurista non convinto

    12 lug 2007 - 21:22 - #23
    0 punti
    Up Down

    complimenti a Valsecchi…che ha postato una notizia..che da certe emozioni..che credo nessuna moto puo darti..se non viaggiando con lei..mi è piaciuto molto questo post..complimenti!

  • Profilo di endurista non convinto

    endurista non convinto

    12 lug 2007 - 21:23 - #24
    0 punti
    Up Down

    fa pensare a quanto è irripetibile la vita….a quanto è importante un’istante..e a quanto esso è irripetibile

  • Profilo di cheyenne

    cheyenne

    12 lug 2007 - 21:57 - #25
    0 punti
    Up Down

    Grazie a motoblog che ha pubblicato un articolo che mette tutti d’accordo ed a Gionata Nencini che hai condiviso con noi la sua straordinaria avventura e ci ha fatto sognare.

  • Karlos

    12 lug 2007 - 21:57 - #26
    0 punti
    Up Down

    Il sogno di tutti…ma l’unico con le palle per farlo…forse un po pazzo…anzi lo è… ma rimane il migliore!

  • Profilo di Beemer2v

    Beemer2v

    13 lug 2007 - 08:17 - #27
    0 punti
    Up Down

    non è l’unico Gionata a intraprendere simili viaggi, in solitaria e praticamente senza sponsor.
    serve molta lucidità e sempre tanto ottimismo.

  • Profilo di Beemer2v

    Beemer2v

    13 lug 2007 - 08:20 - #28
    0 punti
    Up Down

    e aggiungo… in fondo là fuori, cioè fuori dalle nostre città e fuori dalle grandi città di tutto il mondo, si è più sicuri che dentro le mura di casa nostra.
    bisogna solo aver voglia di partire.

  • Profilo di Mr. MotoSkatenata

    Mr. MotoSkatenata

    13 lug 2007 - 09:11 - #29
    0 punti
    Up Down

    Grandissimo Gionata,
    ogni volta che rileggo i tuoi racconti ne rimango estasiato! Buon viaggio buoni chilometri!
    V

  • skrondo

    13 lug 2007 - 09:18 - #30
    0 punti
    Up Down

    e del tipo che fa il giro del mondo con una r1!!!
    in mezzo al fango amazzonico e alle foreste, tra i sassi e la sabbia del deserto!!

    UN GRANDE

    il video lo trovate su youtube ;)
    http://www.youtube.com/watch?v=yjBrpN9nmZQ

  • Profilo di clorofillo

    clorofillo

    13 lug 2007 - 12:36 - #31
    0 punti
    Up Down

    E’ bello leggere i diari di Gionata: e’ come leggere “sulla strada” e sognare che Sal sia io.

    Adoro questo genere di esperienze, anche se non ho mai avuto il coraggio di farle.

  • Profilo di Metal

    Metal

    13 lug 2007 - 12:50 - #32
    -1 punto
    Up Down

    Chissà perchè non partono mai con una ducati, magari usata eh?….
    Comunque fare quello che sta facendo è molto difficile, lui stesso ha detto che ha rischiato molto in differenti situazioni, non so a quanti di noi potrebbe veramente piacere viaggiare in quel modo è veramente dura.
    L’idea sicuramente attira tutti me compreso, però la pratica è un’altra, considerate che sono tre anni che vive così!!!
    Provate ad immedesimarvi per bene.
    Sicuramente comunque è un ragazzo molto coraggioso visto che sta continuando nonostante le prove che ha dovuto superare.

  • Profilo di supermax

    supermax

    13 lug 2007 - 14:22 - #33
    -1 punto
    Up Down

    metal
    vedo che devi trovare anche in un topic come questo, modo e maniera per dar sfogo alle tue frustrazioni. Evidentemente non sai nulla di chi già nel 1957 ha fatto il giro del mondo su ducati 175 monoalbero (vatti a comprare il libro), evidentemente non sai nulla della Ironbutt, dove molti ducatisti si sono sparati e si sparano ancora migliaia di km dall’alaska alla terra del fuoco. evidentemente non sai ….semplicemente nulla.

  • Bukowski

    13 lug 2007 - 15:56 - #34
    0 punti
    Up Down

    Che dire… io più che altro sono un motociclista che sogna di viaggiare, ad occhi aperti o leggendo un libro, piuttosto che vistare siti. Il poco tempo che ho mi costringe ha questo. Sapendo dell’avventura di Gionata sono rimasto senza parole, come tanti, per l’immensità della sua impresa, che va dalla durata alle condizioni, dal coraggio all’incertezza, dal suo modo di porsi nei confronti del prossimo, del domani, del mondo, della vita.
    La cosa che forse però mi ha stupito di più è stata però la sua capacità di staccarsi dai suoi cari, genitori, amici, affetti in generale. Tant’è che all’inizio mi è venuto naturale pensare fosse orfano… mi sbagliavo.
    C’è che scrive “ci vuole più coraggio ad andare a lavoare ogni giorno”: falso. Siamo pecore, abbiamo bisogno dell’ovile. Gionata si è scrollato di dosso proprio questo, quel guscio (casa) che da riparo e sicurezza, quegli appoggi (persone) con le quali ci si conforta.
    E ha preso l’unica direzione verso la LIBERTA’.

  • Profilo di Metal

    Metal

    14 lug 2007 - 00:46 - #35
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    per supermax - non ho nessuna frustazione era semplicemente una battuta, comunque hai ragione forse prima di parlare dovevo valutare i modelli diucati di 50 anni anni fa, allora si che erano affidabili.
    Oggi invece anche se il motore più o meno è lo stesso di 50 anni fa si vede che non gli riesce più tanto bene produrlo oppure avranno volontariamente risparmiato sui pezzi tanto i clienti ducati lo comprano ugualmente…

  • Gionata Nencini

    14 lug 2007 - 06:33 - #36
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    Vorrei invitarvi sul mio forum, ma non riesco a postare il link.

    Un abbraccio.

    gionata

  • Profilo di robycar

    robycar

    16 lug 2007 - 11:19 - #37
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    ciao Gionata, quando pensi che terminerai questa avventura? e cosa farai dopo? sei un grande

  • Gionata Nencini

    16 lug 2007 - 16:21 - #38
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    direi fra sei anni….
    e dopo… ne faccio un’altro!!

  • madmeth

    30 giu 2008 - 12:35 - #39
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    gionata…
    il tuo viaggio illumina!

    experience, the best teacher…

  • Profilo di dekk172

    dekk172

    08 mag 2009 - 09:32 - #40
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  • MArcoMOlo

    25 lug 2009 - 03:48 - #41
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    Complimenti per il coraggio e per la costanza.
    …e pensare che fino a 20 minuti fa, il viaggio organizzato per le ferie (partenza lunedi prossimo) attraverso Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia Turchia e ritorno, in sella ad una moto con soli 1200 km (rsv4), mi sembrava impresa impossibile…

  • Eugenioct

    21 set 2009 - 20:40 - #42
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    Attenzione Gionata ha bisogno di aiuto: http://www.partireper.it/familia-feliz/

    Aiutiamolo!

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