Misano, 150 mila attesi per il Mondiale, meno di 1000 per il CIV. Perché?

Misano attende 150 mila appassionati per il Motomondiale. Mentre al CIV il pubblico latita

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MotoGP Misano 2017 - A fine mese, il 30 e 31 luglio, all’autodromo Marco Simoncelli di Misano si corre il 7° e 8° round del CIV tricolore 2017. Poco più di un mese dopo, il 10 settembre, sullo stesso circuito in riva all’Adriatico è in programma il 13° appuntamento stagionale del Motomondiale dove nel week end sono attesi oltre 150 mila spettatori contro i mille (uno più uno meno) paganti per le gare del massimo Campionato italiano di velocità. C’è un rapporto sproporzionato e comunque mai c’è stata una differenza così grande di partecipazione del pubblico (ancora più pesante è il divario dell’audience televisiva e dell’interesse dei media) fra i due campionati.

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Altre volte abbiamo affrontato l’argomento e non vogliamo qui ripeterci anche se ribadiamo che sono fuori luogo gli autocompiacimenti degli organizzatori del CIV (FMI e dintorni) pur non sottovalutandone l’impegno. Stavolta vogliamo aprire una riflessione sulla questione “cilindrate” e o categorie. Come noto il Motomondiale marcato Dorna ha sfoltito il campionato storicamente composto nella sua massima articolazione dalle classi 50, 80, 125, 250, 350, 500 e side presentandosi con tre sole categorie Moto3 (250), Moto2 (600), MotoGP (1000 cc.) privilegiando quest’ultima con l’obiettivo – copiando la F1 dell’automobilismo – di identificare le corse di moto con una unica classe regina.

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Il tentativo ha dato e sta dando risultati altalenanti con una medaglia a due facce, una positiva e l’altra negativa. Nel CIV si è andati nella direzione opposta, moltiplicando le categorie, considerate una risorsa e un valore aggiunto del Campionato. Chi, fuori dai diretti interessati, sa quante categorie sono ammesse al campionato tricolore e quali sono, per non parlare dei campionati “minori” e/o di accesso al CIV? Cominciamo dal CIV JUNIOR, il primo passo per entrare nelle “grandi” corse, l’evento che collega i Campionati italiani Minimoto e MiniGP.

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Si comincia con le Minimoto (classi Cadetti 8-10 anni e Junior 9-10-11 anni) poi le Open (max 25 anni!) e Amatori (oltre 25 anni!). Poi il Tricolore MiniGP (con la PreMIniGP 10-12 anni e la MiniGP50 11-13 anni). Il CIV contiene la Premoto3 (divisa in 125 2t e 250 4 t), la Moto3, Sbk e Supersport, quest’anno con la inedita foltissima Supersport 300 ecc. Ma anche la Sport (ex Sport production). Non finisce qui perché c’è la Coppa Italia con i cosiddetti professionisti insieme ai cosiddetti amatori fra Trofei di vario tipo: Intarnational GP 250 e 125, Micheil Power Gp, Trofeo Bridgestone, Trofeo Amatori, Trofeo RR Cup 600 e 1000. Finito? No.

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C’è anche il Civs (campionato italiano velocità in salita) e la Coppa Fmi, gare di velocità non “titolate” Fmi quali il Trofeo del Centauro, il Motoestate, il Trofeo Moto Varano, lo Scooter Malossi, il Trofeo Master Cup, il Trofeo Roadster Stw, il Trofeo Interforze, il Trofeo Mugello. E ci fermiamo qui perché la testa già gira. Ora, non si vuole contestare niente, ogni categoria risponde a esigenze di vario tipo, cercando di fare un vestito su misura per ogni soggetto interessato. Già, ma chi sono i soggetti interessati? Ognuno di questi “corridori” (spesso ragazzini ben sotto i 14 anni) ha un seguito che al massimo copre i due genitori, spesso ignari di tutto, compresi i costi e i rischi delle corse. Le eccezioni confermano la regola.

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Bene dar sfogo alla passione anche se il rischio di dispersione di vario tipo è un dato di fatto. A difesa di tale impostazione si dice che questa è la strada che far nascere e far crescere il “vivaio” da cui nascono i campioni di domani. E’ proprio così? Non è ancora il quasi 39enne Valentino Rossi il nostro esponente più qualificato e competitivo con vicino il non più “imberbe” Dovizioso? E i tanti “giovani italiani” che dal Civ sono passati da protagonisti nel Mondiale Moto3? Vero, ma anche lì il più competitivo è il 22enne Fenati e quello potenzialmente più forte (Bulega) ha fatto sostanzialmente un altro percorso.

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Inoltre c’è un “salto” che dimostra contraddizioni evidenti nel Civ: nella Moto3 ci sono piloti addirittura “pulcini” 16enni e comunque quasi tutti sotto i 20 anni quando non sotto i 18 anni contro una SBK fatta per lo più da stagionati seniores. C’è un problema di selezione, di costi per correre, di identificazione del campionato, di obiettivi e strategie da ridefinire in un contesto in forte evoluzione anche nel mercato. Intanto lanciamo il sasso nello stagno.

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