Ragazza uccisa in moto: omicidio volontario

Non è stato omicidio stradale, bensì omicidio volontario per l'autista del furgone che ha investito la moto con i due ragazzi dopo un alterco.

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Ciò che si attendeva alla fine è giunto: non è stato omicidio stradale, bensì omicidio volontario per l'autista del furgone che ha investito volontariamente la moto con i due ragazzi dopo un alterco. Elisa Ferrero, morta sul colpo, ed il fidanzato Matteo Penna, ancora ricoverato in gravi condizioni al Cto di Torino, non sono dunque state vittime - secondo quanto riferito dall'articolo 589 bis di omicidio stradale (per lei) e 590 bis di lesioni stradali (per lui) - di un incidente cagionato per colpa, ma dietro c'è un'azione criminale di un individuo che con rabbia, avrebbe nutrito l'obiettivo di colpirli.

C'è una sostanziale quanto chiara differenza, c'è il fine di eliminazione, e non potrebbe essere altrimenti, perchè l'inseguimento era durato ben due chilometri.

La decisione di modificare il capo di imputazione da parte del capo della procura di Torino Armando Spataro, comporta una svolta nelle indagini dei carabinieri e coordinata dalla pm Paola Stupino, emessa nei confronti di M.D.G. Un cambio arrivato dopo l'esito della consulenza tecnica sul luogo dell'incidente come riferito dal Corriere della Sera.

E' emerso, come già anticipato dai carabinieri, che non ci sarebbero segni evidenti di frenata nella rotonda della statale 24 di Condove, dove purtroppo la KTM di Matteo Penna era stata schiacciata dal Ford Transit.

Travolge con il furgone ragazzi in moto: morta la ragazza


Tragedia della follia quella accaduta a Condove, in val di Susa dove dopo un alterco, un van, un furgone, ha travolto una moto, ferendo gravemente il conducente in sella, ma sopratutto uccidendo la ragazza che faceva da passeggera. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, la vicenda, che in condizioni normali si sarebbe risolta in pochi minuti, ha avuto questo tragico epilogo a causa di una mancata precedenza.

Il diverbio tra il proprietario del furgone ed il motociclista si era chiuso in pochi istanti. Ognuno avrebbe ripreso la propria strada. Cosi pensava evidentemente il centauro - Matteo Penna, web developer di Torino - in sella alla sua KTM 650 - in sella con la propria fidanzata. I due erano soliti utilizzare il fine settimana per dei giri fuori porta.

In base alla dinamica fornita dai carabinieri, il ragazzo, dopo essere stato aggredito dall'autista del furgone verbalmente, avrebbe inferto una manata al finestrino dello stesso ripartendo. L'autista, che secondo le ricostruzioni era ubriaco, ha rimesso in moto la sua marcia inseguendo l'ignara coppia in moto, puntandoli per una vendetta.

L'inseguimento si è protratto per alcuni minuti sulla statale, con molti testimoni che hanno riferito la volontarietà dell'accaduto. Il furgone infatti, ha chiuso la sua corsa investendo contro un guard rail la moto con i due ragazzi. Per la ragazza non c'è stato nulla da fare mentre il pilota è stato portato in ospedale con l'elisoccorso al Cto di Torino in condizioni gravissime.

Una vendetta per futili motivi di una efferatezza barbara quella del conducente del furgone, tale Maurizio De Giulio, di anni 50 rimasto illeso ed arrestato con l'accusa di omicidio stradale, secondo l'articolo 589 bis del codice penale, le cui pene, lo ricordiamo, vanno da 8 a 12 anni.

Ora bisognerà vedere se e come verrà giudicata la volontarietà di procurare lesioni e danni - divenuti mortali - e l'efferatezza dello stesso imputato.

@ Foto di repertorio

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