Ducati-Lamborghini: road to Paul Ricard

Un viaggio piuttosto inusuale quello che abbiamo affrontato di recente: una Ducati SuperSport S 2017 e una Multistrada 1200 Pikes Peak affiancate da due Lamborghini Huracan LP-610 alla volta del circuito Paul Ricard, partendo dalle rispettive sedi in provincia di Bologna.

Partire per un viaggio su due o quattro ruote è ogni volta un'emozione diversa: i preparativi, i bagagli, la scelta dell'itinerario e, ovviamente, il viaggio in se. Questa volta però, ci siamo trovati ad affrontare un tipo di viaggio piuttosto inusuale, con dei mezzi non proprio nati per affrontare le lunghe percorrenze ma che si sono rivelati degli ottimi compagni d'avventura.

In occasione del Lamborghini Supertrofeo Europa, le due eccellenze italiane delle due e quattro ruote Ducati e Lamborghini, ci hanno invitato a raggiungere il circuito Paul Ricard in Francia utilizzando alcuni gioielli appartenenti alle loro rispettive gamme.

Ducati ha scelto di portare la novità dell'anno, ovvero la SuperSport 2017, qui in versione S, affiancata dalla turistica di Borgo Panigale per eccellenza, per l'occasione nelle sua veste più sportiva, ovvero la Multistrada 1200 Pikes Peak. A Sant'Agata Bolognese, Lamborghini ha invece preparato due splendide Huracan LP-610, pronte ad affrontare un viaggio lungo più di 600 km!

Il Viaggio


Quasi 640 km, per il 90% percorsi sulle autostrade italiane A1, A15 e A12. Da Sant'Agata Bolognese, dove abbiamo ritirato le due Huracan dopo aver percorso più di 10 km in sella alle Ducati consegnateci direttamente nel parcheggio Ducati di Borgo Panigale, abbiamo raggiunto l'autostrada dall'uscita Modena Nord.

Pausa pranzo a Chiavari dove, dopo un pasto a base di ottimo pesce, abbiamo effettuato lo scambio dei veicoli con gli altri colleghi per poi ripartire per la Francia. Abbiamo accumulato un po' di ritardo sulla tabella di marcia a causa dell'enorme mole di traffico che, all'ora di punta, si riversa sul lungo serpentone di asfalto e gallerie che circonda Genova.

Superata questa buona mezzora di quattro frecce e continui stop e ripartenze, abbiamo ripreso un'andatura normale, a tratti molto ricreativa grazie alle tante gallerie dove poter far cantare i motori per ritemprare il nostro esigente udito. Finalmente vediamo un bellissimo mare, piatto e azzurro, che fa da cornice al nostro ingresso in Francia quando già il sole tramonta all'orizzonte.

Raggiungiamo il nostro hotel a Saint-Cyr-sur-Mer, a circa 20 km di distanza dal circuito Paul Ricard dove andremo a seguire nel weekend le gare del Blancpain GT-Series con l'Endurance 1000 Km da 6 ore il sabato e il Lamborghini Supertrofeo Europa nella giornata di domenica, dove erano presenti in griglia ben 31 Huracan.

Le Moto


Giunti nel parcheggio della fabbrica Ducati di Borgo Panigale durante l'ingresso dei dipendenti, e dopo aver salutato il Presidente Domenicali che ci ha augurato buon viaggio, ritiriamo le due moto preparate per l'occasione: una Ducati SuperSport S e una Multistrada 1200 Pikes Peak.

Perché proprio queste due moto? Beh innanzitutto perché sono le più "turistiche" di casa Ducati e, in queste versioni, mostrano anche il loro lato più sportivo per affiancare nel nostro viaggio le due lussuose sportive di Sant'Agata Bolognese. La Multistrada 1200 Pikes Peak è la versione più sportiva della turistica d'eccellenza di Borgo Panigale.

Rispetto alla versione standard, è equipaggiata con un silenziatore in fibra di carbonio Ducati Performance sviluppato da Termignoni, parabrezza basso in carbonio, e raffinate sospensioni Öhlins regolabili. L'elettronica è, ovviamente, ai massimi livelli: la componente più avanzata è la Inertial Measurement Unit (IMU), piattaforma che monitora tutti i movimenti della moto.

Troviamo poi il cornering ABS e le Cornering Lights per i gruppi ottici full LED anteriori. Completano il pacchetto di dotazioni il Ducati Wheelie Control (DWC), Ducati Traction Control (DTC), Cruise Control e modulo Bluetooth per connettere lo smartphone alla moto. Quattro i riding mode a disposizione: Sport, Touring, Urban e Enduro.

Il bicilindrico Testastretta DVT con distribuzione desmodromica a fasatura variabile, eroga 152 CV a 9.500 giri/min e 128 Nm a 7.500 giri/min. Le performance sono garantite anche dal sistema DVT (Desmodromic Variable Timing), ovvero un sistema continuo con doppio fronte di fiamma che gestisce in contemporanea sia l'albero a camme di scarico che quello di aspirazione.

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L'autostrada è un terreno "noioso" per qualsiasi moto, ma i nostri accompagnatori ci hanno garantito qualche piega a velocità codice passando dalla "Cisa": ampie curve tra stupendi boschi incontaminati e asfalto molto pulito hanno spezzato la monotonia dell'A1 e della A12 lasciando trapelare le grandi doti di piega della "Multi PP".

Unica pecca: il cupolino basso in carbonio, esteticamente azzeccatissimo per questa versione, ripara pochissimo dall'aria anche a velocità più basse rispetto a quelle autostradali. È un equipaggiamento più adatto alla scappatelle domenicali sulle strade di montagna dietro casa più che ai viaggi, anche brevi.

Al primo rifornimento effettuiamo il cambio moto: salgo a bordo della novità dell'anno di casa Ducati, la rinata SuperSport, qui in versione S. Il nome richiama un modello che in passato ha ottenuto un grande successo. Qui però siamo più di 20 anni avanti e la tecnologia fa da padrona!

La SuperSport è equipaggiata con il bicilindrico Ducati Testastretta 11° da 937 cm3 Euro 4 con quattro valvole per cilindro, sistema ad aria secondaria capace di 110 CV a 9.000 giri/minuto e di una coppia massima di 93 Nm a 6.500 giri/minuto. I sistemi elettronici Ride by Wire, DTC e ABS si adattano al tipo di riding mode selezionato tra Urban, Touring e Sport.

La trasmissione si avvale di frizione antisaltellamento e qui, nella versione S, troviamo anche il pregiato cambio a sei rapporti con sistema Quick Shift (DQS) up/down di serie, che consente di cambiare marcia (sia in salita che in scalata) senza utilizzare la frizione. La "nostra" era inoltre dotata di doppio impianto di scarico Akrpovic e cupolino fumé maggiorato.

La ciclistica, per la versione S, prevede una forcella Öhlins da 48 mm con trattamento TiN e mono, sempre Öhlins, con serbatoio del gas integrato. L'impianto frenante è marchiato Brembo, con pinze radiali monoblocco Brembo M4-32 che agiscono su due dischi da 320 mm di diametro all'anteriore e disco da 245 mm di diametro con pinza Brembo a due pistoncini al posteriore.

Nonostante le dimensioni complessive ridotte rispetto agli standard di categoria, la SuperSport in autostrada protegge ed accoglie bene il pilota. I semimanubri rialzati non affaticano eccessivamente schiena e collo, oltre che ad offrire un modesto comfort anche ai polsi. Certo, parliamo sempre di una moto dall'assetto sportivo, alla quale però non dispiace affrontare una breve gita fuori porta anche con piccoli bagagli al seguito e, perché no, in dolce compagnia!

Il nostro viaggio l'abbiamo però affrontato in solitudine, accompagnati dal suono del bicilindrico Ducati e, spesso e volentieri, da qualche sgasata dei nostri colleghi a bordo delle Huracan. Dopo i 150 km di rettilineo tra l'A1 e parte della A12, lascio sfogare in piega anche la SuperSport sulla Cisa: ciò che emerge è una stabilità notevole a velocità elevate (rispettando i limiti autostradali) e un grande feeling dall'anteriore.

Una volta giunti in Francia, sul lungo misto che ci accompagna al circuito Paul Ricard, la SS mostra la sua vera natura: è agilissima tra le curve, veloce a scendere in piega e sincera in staccata e in uscita. La potenza è perfettamente calibrata sulla ciclistica di cui è dotata, il Ride by Wire consente di gestire in maniera ottimale i trasferimenti di carico tra una curva e l'altra senza dover agire su freni e cambio.

Si avverte parecchio la differenza tra i riding mode Touring e Sport: in Sport il bicilindrico Testastretta diventa più reattivo ma si lascia domare, anche grazie all'ausilio del sistema DTC mai invasivo. Non ho utilizzato la mappa Urban, dove la potenza erogata raggiunge un massimo di 75 cv. È la più indicata per l'utilizzo in città e su fondi bagnati o sdrucciolevoli, dove una mappa del genere fa davvero la differenza.

L'Auto


È uno dei gioielli su quattro ruote che tutto il mondo ci invidia, puro stile italiano misto a tecnologie avanzatissime sviluppate all'interno del fantastico mondo delle corse. La Lamborghini Huracan LP-610 4 è l'ultima nata d Sant'Agata Bolognese, equipaggiata con un motore 10 cilindri a V da 5.2 litri aspirato Euro 6 che sviluppa 610 CV ad 8.250 giri/minuto e 560 Nm a 6.500 giri/minuto, con cambio a doppia frizione a sette rapporti e un'elettronica estremamente avanzata che si avvale della piattaforma inerziale LPI.

Per domare tanta potenza, Lamborghini ha equipaggiato anche questo modello con le tre modalità di guida (chiamate Anima) Strada, Sport e Corsa. Settando l'auto in modalità Strada si può godere di una guida confortevole, adatta appunto ai lunghi trasferimenti autostradali come nel nostro caso. Anche in città, tra i semafori e le strade strette, l'auto diventa estremamente docile, sempre pronta a ruggire se si "gioca" col pedale del gas.

Passando alla modalità Sport si ottiene una risposta più emozionante da parte di tutti gli organi predisposti alle dinamiche di guida: lo sterzo è più diretto, così come la risposta del gas diventa più sensibile e l'auto acquista un assetto più sovrasterzante mirato al puro divertimento.

La modalità Corsa è mirata all'utilizzo in pista: all'interno del circuito Paul Ricard ho avuto modo di gustare la vera indole di questa vettura senza però rinunciare al pieno controllo del mezzo. L'equilibrio e la precisione fanno da padroni, l'elettronica si rivela un'ausilio ad un perfetto mix di equilibri strutturali e dinamici.

Le gare


Come accennato, al Paul Ricard abbiamo assistito alle gare del Blancpain GT-Series con l'Endurance 1000 Km da 6 ore il sabato e il Lamborghini Supertrofeo Europa nella giornata di domenica. In entrambi i campionati, gareggiavano le Lamborghini Huracan in allestimento GT3, sviluppate ed assemblate direttamente a Sant'Agata Bolognese in stretta collaborazione con i team interessati.

Lamborghini porta avanti da anni un progetto di supporto e partnership diretta con i team impegnati nei vari campionati, garantendo appunto la presenza della casa madre nei paddock del campionato con assistenza e ricambi. Una peculiarità difficile da trovare nel mondo delle corse, specialmente a questi livelli!

Al Paul Ricard abbiamo assistito alla terza tappa del campionato Lamborghini Supertrofeo Europa, dove erano presenti in griglia di partenza ben 31 Lamborghini Huracan GT3. Nella giornata di domenica, al Paul Ricard arriva il secondo successo per il team Antonelli Motorsport grazie alla vittoria dei piloti Mikaël Grenier e Loris Spinelli.

Al secondo posto si piazzano Jonathan Cecotto e Vito Postiglione, mantenendo la leadership nella classe PRO. Il terzo appuntamento di stagione del Lamborghini Supertrofeo Europa si chiude con una gara molto emozionante, fatta di botta e risposta tra i piloti del team Imperiale Racing e quelli del team Antonelli Motorsport.

Trovate il report completo delle gare sul nostro post live dal Paul Ricard su Motorsportblog.it

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