Assen Moto3, Fenati 2° nella “morsa” fra Canet e McPhee. Bulega nella top ten

Fenati manca il trionfo per un soffio ma recupera punti nel mondiale


Italiani brava gente. Ma sono ancora gli altri a vincere, in questo caso lo spagnolo dal dente avvelenato e astuto come una volpe Aron Canet che sulla piana di Assen conquista la burrascosa Moto3 in una volatona da Tour de France.

Il “tricolore” è salvo, grazie a Romano Fenati, protagonista senza sbavature, splendido secondo per un capello (35 millesimi da Canet al suo secondo centro iridato), risultato che in ottica campionato vale il doppio (idem per Canet) grazie al risultato del capoclassifica Mir, per molti giri in testa all’indiavolato carosello ma solo nono sotto la bandiera per uno svarione nel finale.

L’ascolano della Honda (cinque moto dell’Ala dorata ai primi cinque posti!) stretto nella morsa fra lo spagnolo Canet e l’inglese McPhee. Tant’è. Insomma l’onore degli “azzurri” è salvo grazie al nostro rappresentante più “vecchio” e più esperto che esce dal GP d’Olanda rafforzando le proprie chances nella sua corsa al titolo.

Oltre a Fenati, nessun’altro italiano sale sul podio, nessun’altro italiano si è battuto per la vittoria, solo Bulega, dopo vicissitudini (specie degli avversari) s’infila nella top ten, agguantando il decimo posto pur se staccato di quasi 7 secondi (+6.972).

Caduto Di Giannnatonio, caduto Pagliani con invischiamento di Bezzecchi, caduto Bastianini, out Dalla Porta e Arbolino, costretto al forfait Antonelli per i postumi della botta al braccio, solo 14° Migno. Ecco, un casino o quasi. Poi, si sa, chi s’accontenta gode.

Viste le (ingigantite?) aspettative e le (troppe?) dichiarazioni, una (quasi) debacle. Tirare in ballo la sfortuna non ha senso perché le proprie disavventure dovute a propri errori si pagano e basta. Quando i risultati non arrivano si tratta, evidentemente, di altro, non sempre di sfortuna, e prima o poi bisognerà prenderne atto.

Per la cronaca, nella corrida di Assen 2016 ci fu “grande Italia”, con il trionfo di Bagnaia, con un podio tutto tricolore (exploit di Fabio Di Giannnatonio e zampata di Migno rispettivamente secondi e terzo per una manciata di millesimi), con lo stesso Fenati quarto e altri tre italiani nella top ten: Antonelli (quinto), Bulega (settimo), Dalla Porta (decimo). Insomma, si stava meglio quando si… stava peggio e nell’anno dei trionfi annunciati se non fosse per il “seniores” Fenati saremmo già con le orecchie a terra. Ci torneremo in una analisi senza coperture e senza infingimenti.

Ricapitoliamo con la classifica che dopo l’ottavo round vede sempre Mir in testa (140 punti) davanti a Canet (110) e a Fenati (108) in una battaglia aperta a ogni conclusione.Seguono Martin (89) e McPhee (83) su Di Giannnatonio 6° (80) e Migno 7° (78), poi Ramirez (63) e Guevara (54) davanti al 10° Bastianini (49) e all’11° Bulega (41). Gli altri italiani nelle retrovie: Antonelli 18° (16), Bezzecchi 26° (3), Dalla Porta 27° (2), Arbolino 28° (2) e Pagliani 31° (0).

Numeri come pietre, pesanti e taglienti. La controprova nel toboga del Sachsenring?

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