Zaeta DT530 e DT530 Urban Rebel - Salone EICMA di Milano

Zaeta DT530 2013

Se passate dal Salone Internazionale del Motociclo di Milano (EICMA) vi consigliamo un giretto al Padiglione 4 (stand H51) dove troverete lo stand Zaeta e dove potrete ammirare la Zaeta DT 530. Una moto italiana che con un team italiano corre nella specialità americana del Dirt Track. L’unica moto da Short Track in commercio con omologazione Europea euro 3 (per uso con passeggero), realmente vicina ad una moto da gara.

È una delle moto di media cilindrata più leggere in commercio. "Short Track, Flat Track, Dirt Track", termini diversi che indicano la medesima disciplina derivata dagli Stati Uniti ad inizio ‘900: si tratta di un ovale sterrato dove le moto da strada venivano guidate in senso antiorario su piste sterrate (dirt) in piano (flat). Comunemente chiamate Dirt Track, in Europa sono indicate come Short Track perché la distanza delle piste è più corta, mentre Negli USA le gare nazionali più famose si corrono su distanze lunghe (generalmente il miglio), con cilindrate dai 700cc in su.

Al Salone di Milano potrete ammirare anche la nuova Zaeta DT530 Urban Rebel, nUna moto stradale con un rapporto peso potenza che garantisce il divertimento assoluto: 110kg in ordine di marcia per 50 cavalli di potenza. Anche questo modello rappresenta la sintesi eccellente tra il saper fare italiano e l’avanguardia tercnologica. Zaeta e il suo approccio sempre e comunque “di traverso”, spinge sull’alta manifattura delle diverse componenti che la caratterizzano: il telaio e le parti principali, tutte realizzate su disegno esclusivo del team interno, sono interamente realizzate in Italia da mani sapienti.


Zaeta DT530 2013
Zaeta DT530 2013
Zaeta DT530 2013

Il telaio, le pedane, le piastre e il supporto del contachilometri in alluminio, sono realizzati con attrezzature a controllo numerico, ricavati direttamente dal “pieno” del metallo. Il partner d’eccezione per l’elaborazione dei progetti da cui nascono il telaio e parti in alluminio, è In-Motion, azienda con una ultra consolidata esperienza nel mondo delle MotoGP. Il serbatoio, sempre in alluminio, è realizzato artigianalmente, mentre il codone è disponibile anche in carbonio, sono entrambi eseguiti su disegno.

I cerchi a raggi Kineo, sono pensati per consentire l’uso di gomme tubeless. Lo scarico, è firmato Termignoni, uno dei principali produttori al mondo e rinomato nel mondo agonistico. La sospensione posteriore Ohlins conferma ulteriormente l’alta qualità dei componenti, mentre la forcella Ohlins è disponibile come optional. La sella Vibram progettata ad hoc, apre una collaborazione in un settore ancora
inesplorato per l’azienda e ribadisce l’attenzione di Zaeta per l’eccellenza e la scelta di partner di indiscusso livello.

Palmares Marco Belli su Zaeta DT530
Gare 2010
- campionato UK di Short Track: 5° classi!cato (3 gare saltate)
- MEFO Campionato Europeo: 1° classi!cato
- trofeo italiano Flat Track: 1° classi!cato
Gare 2011
- Pikes Peak International Hill Climb: 3° classi!cato - classe 750cc
- campionato Italiano Flat Track (FMI): 1° classi!cato
Gare 2012
- Pikes Peak International Hill Climb: 5° classi!cato - classe 750cc
- campionato italiano Flat Track (FMI): Marco Belli, primo in classi!ca !no all’ultima gara in cui, durante le prove, è incorso in uno sfortunato incidente che gli ha impedito di partecipare alla gara, per cui alla !ne si è classi!cato quarto.

Storia della Zaeta


La nascita e la storia della Zaeta dalla parole di Paolo Chiai. "Il primo movimento dell’anima che darà vita a Zaeta risale agli anni Settanta nella zona del Valpolicella, quando giravo in ovale con il Ciao bianco, in un campo con un ciliegio al centro. Il piacere dell’equilibrio precario è qualcosa di primitivo e legato alle prime s!de da adolescenti. Come anche lo skateboard (la mia prima tavola è del 1976). Concretamente, Zaeta nasce nella primavera del 2007 quando, insieme a Massimo Rizzo, abile meccanico varesino, ho incontrato a Daytona per le gare di short track, il pilota e socio fondatore Marco Belli.

Mi sono subito innamorato della disciplina e dell’estetica di quelle moto, essenziali, piccole, senza nulla di troppo. Nel dicembre 2008 ho conosciuto Graziano Rossi ed è partito il progetto: Graziano ed io ci siamo trovati a parlare, partendo da due prospettive diverse, della “moto che non c’è”. Lui aveva in mente una moto leggera da guidare di traverso per gli allenamenti dei piloti di MotoGP, che potesse “voltare” sia a destra sia a sinistra, io sognavo una moto leggera, di piccole dimensioni, che potesse correre sia su sterrato sia su strada. Parlavamo di Zaeta.

La squadra di quattro romantici era formata… la Zaeta dt stava per nascere. Nel 2009 Massimo Rizzo realizza la prima Zaeta con motore Yamaha per Graziano Rossi, cui segue nel 2010 l’omologazione della moto stradale con TUV con motore TM, perchè la moto fosse il più italiana possibile. Successivamente c’è stato l’incontro con Andrea Andreani, meccanico di Gabicce che ha raccolto il testimone da Massimo Rizzo ed ha seguito lo sviluppo della parte tecnica del progetto, !no alla !ne del 2011.

Nel 2012 due input importanti danno nuova carica al progetto: la collaborazione con In-Motion, azienda di Verona fondata da Giulio Bernardelle, che ha portato l’esperienza di anni di MotoGp, nella realizzazione della nuova Zaeta con telaio in alluminio ricavato dal pieno del materiale, nuovo serbatoio e codone con cui la moto è diventata ancora più leggera e performante. Una sera di inizio estate 2012, dopo aver provato la moto per le tortuose strade attorno al lago di Como, Matteo Uliassi, imprenditore tessile di Como, intenditore, appassionato e collezionista di moto, entra uf!cialmente come socio nel team Zaeta, con me e Marco Belli.”

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