MotoGP qualifiche, la “prima” di Zarco su Marquez, Petrucci, Rossi. Male le Ducati di Dovizioso e Lorenzo

Sberla del rookie francese. Fra i big si salvano solo Marquez e Rossi


Da sempre piste tecniche e da pelo come Assen “sparigliano”, cioè fanno saltare ogni previsione perché le condizioni meteo premiano e puniscono senza guardare in faccia nessuno.

Succede in gara e succede anche in qualifica, come oggi in MotoGP, dove davanti a tutti si pone per la prima volta con prepotenza Johann Zarco (1’46.141), non uno sconosciuto, già brillante iridato Moto2, ma non certo un asso consacrato della classe regina.

Dopo aver fatto sua la FP4, con una sberla finale da sembrare una carezza per come il 27enne rookie francese ha guidato sul velluto la Yamaha no factory, Zarco non solo si pone sotto i riflettori nella prima casella della prima fila ma, se anche domani i nuvoloni continuano a rincorrersi gonfi e a sputar pioggia tenendo la temperatura ben sotto i 19 gradi (20 gradi quella dell’asfalto), può giocarsi in una corsa-lotteria addirittura il podio e financo la vittoria.

Fra i big, oggi si salvano solamente Marquez, gran solido secondo tempo a un niente dalla pole del francese (+0.065) e Rossi, tostissimo quarto tempo a mezzo secondo (+0.564), a ridosso di Danilo Petrucci, sempre laborioso quanto umile, terza sonante casella (+0.385), salvatore delle Rosse, in forte difficoltà in queste condizioni sia con Dovizioso (poleman nel 2016, reduce da una stratosferica ma forse anche troppo illusoria doppietta negli ultimi due round, e oggi dopo una caduta nono tempo sotto il macigno di un gap di quasi due secondi: +1.938), sia soprattutto con Lorenzo, fuori misura, sprofondato nell’abisso del 21° tempo (1’48.219).

Non meglio Vinales undicesima casella ((+2.125), sorprendentemente deludente, seguito da Pedrosa, 12° tempo (+3.482), cui sono noti i limiti in queste condizioni: per entrambi una debacle, più o meno, superati in questa “corsa del gambero” da Iannone, 16° tempo (1’47.649) e dal già citato Lorenzo.

Ci ripetiamo: i tempi sono quelli ufficiali stabiliti dal cronometro ma non hanno lo stesso valore per tutti, perché non tutti i piloti hanno lo stesso palmares, le stesse moto, le stesse aspettative, lo stesso ingaggio …

Tanto di cappello, quindi, a due outsider come Zarco e Petrucci che fanno di tutto per inserirsi al vertice approfittando di ogni situazione “particolare”. E un “bravo!” sia a Marquez che a Rossi, ventre a terra nella ricerca del miglior equilibrio e girare più veloci possibile, perché poi domani, non si sa mai, e se il meteo concede il bis di oggi loro quanto meno su quei tempi già ci sono, e non è poco.

Come è evidente (ma non per tutti) il bello delle corse è che la ruota gira e basta poco per passare dagli altari (del Mugello e della Catalogna) alla polvere (o al fango di Assen se più aggrada).

Ogni riferimento alla Ducati (di Dovizioso e di Lorenzo) è puramente casuale ma i fatti sono questi, almeno oggi in qualifica. Il potenziale della squadra di Borgo Panigale non è secondo a quello di nessun’altra grande Casa della MotoGP ma questo potenziale spesso s’inceppa a dimostrazione che c’è qualcosa che non gira come dovrebbe.

Per fortuna la gara è domani e tutto può ancora accadere. Illudersi non è vietato. Ma, si sa, con le illusioni non si vincono i mondiali. Vedremo.

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