Le Mans, dominio Yamaha. Vinales, gara e leadership. Rossi a terra sul più bello

Rossi, primo errore stagionale

Si deve ricredere chi dopo Jerez dava le Yamaha in crisi e chi pensava che i primi due successi stagionali di Vinales fossero solo un fuoco di paglia.

Così a Le Mans, circuito solo apparentemente “facile”ma in realtà tecnico e insidioso, la Casa dei tre diapason torna all’assolo (500esima vittoria!) con una perentoria doppietta e Vinales, dopo la splendida pole, ritrova la via del trionfo davanti a Zarco al suo primo podio mettendo nel suo carniere la sua terza vittoria stagionale e conquistando la leadership del mondiale, grazie anche al gelido ko di Rossi.

Dunque, anche gli dei cadono, un adagio che trova conferma a Le Mans prima nel ruzzolone di Marquez, a terra nel rincorrere a "babbo morto" il trio dei battistrada della Yamaha, poi proprio all’ultimo giro, in quello di Rossi-lepre, dopo una sua sbavatura che aveva permesso a Vinales di infilarsi e tornare in testa, e il successivo e definitivo ko del pesarese nel disperato tentativo di riprendersi la prima posizione.

Un unico vero errore, quello del 9 volte iridato, che vanifica una corsa magistrale anche sul piano tattico e manda tutto all’aria, forse anche il suo obiettivo centrale: il titolo numero 10. Spanish's rider Maverick Vinales (L) competes on his Movistar Yamaha MOTOGP N°25 ahead of France's rider Johann Zarco on his Monster Yamaha TECH 3 MOTOGP N°5 during the French motorcycling Grand Prix race, on May 21, 2017 in Le Mans, northwestern France.   / AFP PHOTO / GUILLAUME SOUVANT        (Photo credit should read GUILLAUME SOUVANT/AFP/Getty Images)

Resta, comunque, un ultimo giro al color bianco che vale tutta la corsa e anche il costo (salato) del biglietto d’ingresso ma stavolta è Rossi a pagare il conto finale. Il fuoriclasse di Tavullia perde lo scettro e precipita dal primo al terzo posto (62 punti) scalzato proprio dal compagno di squadra Vinales, ora al comando con 85 punti davanti al costante Pedrosa (oggi terzo dopo una non facile rincorsa) a quota 68.

Peggio di Rossi sta Marquez,anche su una Honda mai facile da domare, adesso quarto (58 punti) davanti a Zarco (55 punti), a Dovizioso (54), a Crutchlow (40), a Lorenzo (38).

Ricapitoliamo. Solo la caduta di Rossi ha tolto alla Yamaha i tre gradini del podio: un dominio in gara che parla da solo, avvalorato per di più dalla eccelsa prestazione di Zarco, indubbiamente giovane di sicuro talento, acclamato propheta in patria, cui però deve questa brillante performance anche a una moto che dimostra la sua… versatilità. Insomma chi sale sulla Yamaha ha la moto “giusta” e le eccezioni confermano la regola.

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Vinales, costante abile e di sostanza, conferma le previsioni: è l’uomo da battere, il candidato favorito per il titolo. Invece, le cadute, pur non scalfendo il valore dei piloti, ridimensionano gli obiettivi “iridati” di Marquez e di Rossi, costretti da qui in avanti a un non facile inseguimento in classifica e a sperare nella “ruota che gira”.

Ducati nella solita giornata con poche luci e molte ombre, con il solito Dovizioso ancora a ridosso del podio ma col pesante gap di oltre 11 secondi e con Lorenzo sesto nell’abisso del distacco di 24 secondi! Che dire? Niente. Come niente c’è da dire su Iannone, decimo a … 48 secondi. Il resto in cronaca.


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