Moto3 Le Mans, Bulega il più veloce ma “retrocesso” dietro a Martin. Fenati e Antonelli in seconda fila

22 piloti in un secondo! Domani gara-show


H. Come una bomba “H” l’ultimo giro di Nicolò Bulega che, sull’asfalto infido per le due gocce d’acqua finali, passa dal decimo posto al primo: 1’42.710! Pole? Macchè!

A bandiera data, sul box della Sky VR46 piomba, raggelando tutti, la mazzata della cancellazione del miglior tempo di Nicolò per aver superato in curva il … bordo pista. Appiglio da lana caprina. Una beffa che però non muta la sostanza e il valore dell’exploit di Bulega.

Così, con l’1’42.813 quel diavolo di Jorge Martin, caduto all’inizio del turno, conquista la prima casella dello start (la seconda di seguito, terza pole stagionale) riportando la Honda dove fin qui è sempre stata, davanti a tutti.

La gara è domani? Già. Ma oggi queste due frecciate capolavoro dei due piloti indubbiamente rabbiosi nella fiocinata del giro secco (Bulega è stato anche il più veloce nella combinata delle tre prove libere) fanno la differenza (anche se fra i primi due c’è - così - un gap di… 31 millesimi!) e lanciano il messaggio per l’assalto a una corsa che si prevede infuocata come al solito, anche di più.

Una griglia dove si sta davvero stretti: dal primo posto al quinto (Arenas) in poco più di 2 decimi (0.225); l’ultimo della top ten (Danny Kent) è a molto meno di mezzo secondo (0.373) dalla pole; undici piloti in mezzo secondo; ventidue piloti nel fazzoletto di 1 secondo!

Sì, corsa alla baionetta, dove chi sbaglia paga anche in ottica mondiale. A dire il vero, qualche novità c’è. Con due Ktm sul podio (e ben sei nella top ten), seppur “solo” nei due gradini inferiori, con una Mahindra (quella di Arenas) nei piani alti: seconda fila per un ottimo quinto tempo, anche se sopra il muro dell’1 e 42 (1’43. 038).

E soprattutto con gli italiani decisi domani a non giocare in difesa. Detto di Bulega, pronto al colpaccio se in gara la sua Ktm saprà contenere gli spunti velocistici – specie in accelerazione – delle Honda, c’è Fenati caldo-caldo, anzi bollente, (quarto tempo: 1’42.999 a 186 millesimi dalla pole) decisissimo a proseguire la linea positiva delle ultime gare, un secondo posto e una vittoria, puntando decisamente a un nuovo trionfo con punti preziosissimi da mettere nel suo carniere in vista del successivo round del Mugello.

Sarà una corsa alla baionetta ma dove conta, oltre la capacità di una partenza fulminante, la costanza, cioè il passo per rintuzzare assalti e recuperare senza gap psicologici anche qualche sbavatura che nelle bagarre non mancheranno.

Fin qui, dei nostri, solo Fenati ha dimostrato la necessaria “maturità” e la classifica lo dimostra. Ora tocca a Bulega e anche agli altri italiani che vogliono passare dal ruolo di comprimari a quello di protagonisti “reali”.

Ci riferiamo a Nicolò Antonelli (ottimo sesto tempo: +0.238), in particolare ad Enea Bastianini (11° +0. 507), entrambi in chiaroscuro, specie il secondo, atteso a una grande giornata di rilancio senza “se” e senza “ma”. Fa piacere trovare il “tricolore” Manuel Pagliani, per altro scivolato, nella top 15 (14° tempo + 0.607) con una Mahindra qui a Le Mans più “arzilla”.

Ancora una volta è chiamato alla solita spettacolare rimonta Fabio Di Giannantonio, 15° tempo con gap di 0.676, anche lui chiamato, oltre allo show, a una conferma di … “sostanza”, sul podio. Per gli altri, poco da fare, con Lorenzo Dalla Porta 20° (+0. 904) impegnatissimo a ben figurare nelle prove libere sul tracciato umido e freddo, Bezzecchi (21°), Migno (che succede?) solo 23° a oltre un secondo, Arbolino 24°.

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