Ducati 860 GT by Speed Craft: scempio o resurrezione?

Quello delle special basate su moto d'epoca è un argomento molto delicato: non tutti gradiscono che un mezzo datato -seppur non troppo ben riuscito- venga privato della sua originalità

Non è sempre facile parlare di special: una moto personalizzata, come dice l'aggettivo stesso, è fatta principalmente per piacere al suo proprietario. Quando si modifica una moto, c'è sempre quello che l'avrebbe fatta meglio, quello che "E' bella ma...": è normale, d'altra parte si sa che "gusti son gusti" e va bene così.

Nemmeno parlare di moto d'epoca è poi così semplice: si trova sempre il super-appassionato di un determinato modello che, a sentire il nostalgico difensore (in genere, e non casualmente, anche possessore), è una moto esente da difetti e praticamente perfetta, che sarebbe adatta ad essere rimessa in produzione domani stesso anche se il progetto ha 50 anni sulle spalle. Non si può, insomma, azzardarsi a dire nulla di negativo senza il pericolo di venire sbranati vivi dai membri del fan club del Guzzi Zigolo, della MZ Trophy o del Rumi Formichino.

Unire i due argomenti, poi, è come gettarsi nella fossa dei leoni: parlare di special d'epoca è un vero azzardo, poiché oltre alle problematiche appena esposte, si corre il rischio di venire virtualmente linciati dagli integralisti dell'originalità, da quegli appassionati che non tollerano che un mezzo datato venga modificato e privato delle caratteristiche, tecniche ed estetiche, con cui è uscito di fabbrica qualche decennio fa.

Il tutto è reso ancora più complesso se si considera che questo discorso vale anche se si sta parlando di una moto anonima, tutt'altro che gloriosa e dal valore storico pressoché nullo: si trova sempre uno stuolo di indignati pronti a strapparsi i capelli perché qualche ardito customizer ha osato mettere le mani su un "pregiatissimo" Nuovo Falcone 500, privando quindi il patrimonio motociclistico di un... formidabile mezzo da collezione.

E' proprio per questo che il nostro post di un mese fa, quello sulle tre Ducati 860 GT elaborate da altrettanti customizer diversi, non ha mancato di scatenare sui social network un vero e proprio vespaio di polemiche: nonostante la bicilindrica in questione non sia propriamente uno dei vanti della produzione di Borgo Panigale, più di qualcuno si è scagliato gridando allo "stupro motociclistico", allo scempio di aver rovinato tre capolavori dell'industria motociclistica italiana.

Beninteso, chi scrive ama le moto d'epoca e non gradisce affatto che certi pezzi dal glorioso passato vengano pasticciati per tirarne fuori custom di dubbio gusto: certe moto, però, più che storiche sono semplicemente vecchie, e bisognerebbe riuscire ad ammettere che non è un grosso problema se qualche esemplare viene cannibalizzato per costruire una special.

Come molte altre moto, la Ducati 860 GT non è certo un capolavoro assoluto da preservare e custodire sotto una teca di vetro: impopolare all'epoca, francamente brutta e affatto esente da problemi, è però equipaggiata con un bel telaio tubolare e un affascinante bicilindrico ad L con distribuzione a coppie coniche, caratteristiche che ne fanno una buona base per un'ottima base per una cafè racer.

Proprio per questo, con tutto il rispetto per gli affezionati possessori del suddetto modello, insistiamo nel presentarvi un'altra 860 trasformata: quella realizzata dagli specialisti di Speed Craft.

Ci perdonerà il buon Giorgetto Giugiaro -autore, all'inizio degli anni '70, della linea della 860 GT/GTS- se ci permettiamo di dire dopo la cura di Speed Craft, questa vecchia Ducati si presenta decisamente meglio.

D'altra parte, ammettiamolo: considerando che Giugiaro nella sua carriera ha disegnato capolavori come Alfa Romeo Giulia GT e 2600 Sprint, Maserati Merak, Bora e MC12, la splendida BMW M1... la vecchia bicilindrica turistica di Bologna non è certo il suo lavoro meglio riuscito. Con buona pace dei talebani dell'originalità.

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