Sbk Assen, Rea-show fa doppietta e ipoteca il mondiale. Delusione Ducati a podio con Davies. Melandri a terra

Dominio Kawasaki con Rea "ammazza" mondiale


Venticinque millesimi, un niente, dividono il vincitore di Gara 2 Jonathan Rea dal secondo classificato, che però non è l’alfiere della Rossa Chaz Davies, solo terzo, ma il compagno di squadra del campione del Mondo, Tom Sykes.

Sulla ventosa piana di Assen una volata-show per galvanizzare il (poco) pubblico presente e dare ai fotografi l’opportunità di un flash da incorniciare ma dal sapore accademico avendo Rea l’unico obiettivo di portare a casa anche oggi il bottino pieno, senza strafare e senza inutili rischi, dopo il trionfo in Gara uno di ieri, e ipotecare davvero questo mondiale 2017.

Per Rea, il pilota più forte e completo oggi in Sbk - per altro in sella alla moto più competitiva - si è trattato della ennesima doppietta, l’ennesimo trionfo (45esima vittoria in carriera e ad Assen 11 centro e la settima vittoria consecutiva), l’ennesima prova di forza e di intelligenza che lo proietta verso il titolo mondiale, quasi indisturbato.

Già. Chi si aspettava oggi il ritorno della Ducati, soprattutto con Davies dopo la bella ma sfortunata prestazione di ieri (doccia gelata per il ko tecnico a poco più di un giro dalla fine per problemi elettrici), è rimasto deluso per un terzo posto di sostanza ma che allunga invece di accorciare la distanza fra il gallese e l’irlandese leader incontrastato della classifica.

Lo “zero” di ieri subito da Chaz è stato bissato oggi da Marco Melandri, a podio in Gara uno anche grazie alla disavventura capitata al suo compagno di squadra, e invece a gambe all’aria oggi per caduta al nono giro mentre viaggiava sesto, dopo una gara – meglio dire dopo un week-end – tutt’altro che esaltante.

Per la Rossa una trasferta, questa in terra olandese, davvero modesta, con due terzi posti e un distacco in classifica, già pesante, che invece di accorciarsi si allunga ancora. Oggi, infatti, ben 84 punti dividono Rea (a quota 195 sui 200 disponibili fin qui!) saldamente al comando, dal ducatista Davies e 64 da Sykes. Nel buio Melandri, con un gap di quasi 100 punti (-98), numeri pesantissimi che più di ogni parola dimostrano l’aria che tira in questa Sbk 2017.

Insomma, dominio assoluto Kawasaki, per Ducati, una riscossa da rinviare ad majora, sperando che la prossima tappa, fra due settimane a Imola, sia l’occasione per invertire questa tendenza negativa. Ma, oggettivamente, vista la superiorità del pacchetto Rea-Kawasaki, chi ci crede?

La trovata – già da noi ampiamente criticata - di far partire dietro in Gara 2 i primi tre di Gara 1 resta tale, luccichino per allodole, che non cambia di un acca nulla come dimostrato anche oggi, con Rea partito dalla nona casella (terza fila) e tornato davanti – senza affanni particolari - dopo quattro giri su una corsa di 21 tornate. Poi il monologo del binomio dei piloti Kawasaki.

Oltre a Melandri, altri due italiani a terra, Lorenzo Savadori (Aprilia sempre a rifar carene….) e Riccardo Russo. Poca storia per gli altri. Spiffero di luce (effimero?) per la Mv Agusta old-time (sesto posto da non buttar via con Leon Camier) e carniere di poca sostanza per Aprilia (do you remember Max Biaggi?...) finita ottava con Laverty dopo un lampo iniziale. Cresce la Yamaha, ma con Lowes che vola a terra tre volte nel we e van der Mark promessa sì ma emulo spesso del compagno di squadra sfacsia-moto, poco o niente si raccoglie. Idem per Honda, anzi peggio.

Chiudiamo qui. Per adesso.

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