Sbk Assen, Rea “Re” d’Olanda! Davies, ko tecnico sul più bello. Melandri a podio

Davies-Rea, che duello! Ma la Rossa del gallese s'ammutolisce sul più bello


Con Jonathan Rea, trionfatore di Gara1 ad Assen, il cannibale di questa Sbk che stimola ma non incanta, altra strada non c’è se non quella seguita nel ciclismo nel …1930 quando l’imbattibile Alfredo Binda fu pagato dagli organizzatori del Giro d’Italia per non correre.

Già. Chi lo ferma il campione del Mondo in carica, alla sua decima vittoria sul circuito olandese, la sesta consecutiva, (la 44esima in carriera nonché la 46esima per la Kawasaki) lanciatissimo verso il bis, anzi il tris! iridato 2017? Onore a Rea e alla sua Kawasaki.

Tanto di cappello a Chaz Davies che anche oggi le ha provate tutte – dal rischio della gomma posteriore morbida a una tattica di gara tutta d’attacco in fuga sin dallo start – per cercare di far saltare il trionfo annunciato di Rea, capace anche di una stratosferica e storica pole (1’33.505) “bruciatutti” pur se inficiata dalla storiaccia che abbiamo già in precedenza raccontato su Motoblog.

Ma con questo binomio ogni tattica risulta vana, tanto è netta la superiorità in pista di Rea e della sua Verdona. Il ko tecnico di Davies, non per la gomma che invece ha retto più che bene ma a causa di un improvviso problema alla sua Ducati, al termine della penultima infuocata tornata ha tolto alla corsa l’ultima emozione e la possibilità a Chaz di tentare l’ultimo assalto nel rusch finale.

Un tradimento della moto dal sapore di beffa, il motore ammutolito sul più bello ha raggelato il box della Casa di Borgo Panigale facendo calare sulle tribune l’ombra della delusione.

Ma, visto l’andamento della corsa, con Davies sempre nel mirino di Rea il “cecchino” che… spingeva il suo avversario come volesse indurlo all’errore, chi poteva pensare oggettivamente a un risultato diverso, con il campione del Mondo non sul gradino più alto del podio?

Uno “zero” che è un duro colpo alle speranze di Davies e della Rossa di recuperare in una classifica che adesso è davvero in salita. Piange di rabbia il gallese e sorridono, se pur a denti stretti, sia Sykes che Melandri, sul podio, secondo e terzo, senza infamia né lode, specie l’italiano, comunque per la quinta volta a podio, subito lontano dal terzetto di testa e finito con il pesante gap di 17 secondi dal vincitore.

Così Rea vola in classifica con 75 punti di vantaggio, un abisso. E gli altri? Un’altra corsa, un’altra storia. Con la migliore delle Aprilia, quella di Lorenzo Savadori, quinta a … mezzo minuto di distacco.

Buio pesto. Buio pesto per tutti, con Honda che arranca (Bradl sesto sulla pista di casa di ten Kate), con le Yamaha che illudono ma scomparse dai radar per i due piloti Van der Mark e Lowes entrambi (ancora!) a terra, con le MV Agusta al decimo posto con Camier. Insomma, SBK dalle promesse mancate o, se più aggrada, dai giochi già fatti.

Domani Gara2. Solita solfa?

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