Federmoto in difesa del fuoristrada

Prima riunione congiunta tra il Dipartimento Normative Fuoristrada e il Dipartimento Politiche Istituzionali.

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La settimana scorsa a Parma si è tenuto il primo incontro dei membri del Dipartimento Normative Fuoristrada (DNF) e del Dipartimento Politiche Istituzionali. Lo scopo della riunione congiunta è stato quello di adottare una serie di linee di azione proposte dalla nuova Presidenza per stabilire i principi di legalità che caratterizzano la circolazione delle moto sulle viabilità a fondo naturale e in fuoristrada.

Durante l’incontro è stato condiviso che il diritto di fruibilità del territorio dell’utenza motociclistica, sportiva ed amatoriale, deve essere riconosciuto e consentito in base a quanto dichiarato dal principio costituzionale di garanzia della libera circolazione su territorio nazionale. Un principio che però non viene applicato da numerose normative locali di limitazioni generalizzate alla circolazione motorizzata adottate in questi anni.


 
Si tratta di un insieme di norme regionali adottate in contrasto con la disciplina costituzionale che hanno ostacolato l’opportunità di sviluppare l’attività motociclistica a cui molte pubbliche amministrazioni puntavano. L’esempio di quanto accaduto in Piemonte è lampante. In seguito alla modifica della L.R. 32/82 tutti i Moto Club dotati di percorsi fuoristrada permanenti hanno dovuto richiedere una nuova autorizzazione, il cui rilascio è subordinato a notevoli adempimenti tecnico-amministrativi in chiaro contrasto con i principi di fruizione del territorio da parte di una disciplina sportivo-amatoriale riconosciuta dal CONI.

Criticità riscontrate anche in altre regioni dove il Dipartimento Politiche Istituzionali ha verificato le stesse limitazioni sempre dettate dalle normative regionali nei confronti delle amministrazioni locali. Per questa ragione i Dipartimenti insieme hanno stabilito la necessità di correre ai ripari per impugnare una norma regionale sui profili di incostituzionalità per ripristinare i principi di fruibilità negati ai motociclisti e permettere il riequilibrio dei rapporti tra l’utenza e la pubblica amministrazione.

Il primo passo sarà fissare un incontro tra il Dipartimento Politiche Istituzionali e la rappresentanza della Commissione Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per effettuare le prime valutazioni sul tema e programmare una linea strategica per eventuali interventi.

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