Moriwaki Kawasaki Zephyr 750 by DNA Custom Cycles

Il look ispirato alle gare di durata è sempre più di moda tra preparatori e costruttori di special: questa Zephyr "da endurance" arriva dall'Australia ed è un tributo al famosissimo tuner Moriwaki

Ce l'aveva detto Nicola Martini, quando lo avevamo intervistato ormai quasi un anno fa: il futuro delle special potrebbe prendere spunto dagli anni '80, magari dalle racer da Endurance che in quegli anni correvano nelle mitiche gare di durata come il Bol d'Or o la 24 ore di Le Mans.

Beh, ci verrebbe da dire che Mr Martini ci aveva azzeccato in pieno, visto che sono sempre più quei preparatori che si ispirano a questo genere di motociclette nella costruzione delle loro creature: un maestro della customizzazione come Pepo Rosell ne ha fatto addirittura il suo "marchio di fabbrica", realizzando special semicarenate che riprendono proprio il look tipico delle moto da corsa di quegli anni.

Quella che vi mostriamo oggi è una Kawasaki Zephyr 750 che segue proprio questo filone: profondamente modificata dagli australiani di DNA Custom Cycles, è un tributo a Moriwaki, storico preparatore giapponese che ha corso anche in MotoGP (dal 2003 al 2005, con la MD 211F) e in Moto2.

Commercializzata a partire dal 1990, la Zephyr rispettava perfettamente la definizione di japanese standard motorcycle: ispirata nelle linee alla mitica Z900 degli anni '70, era una classica naked giapponese dotata di un quattro cilindri in linea fronte-marcia raffreddato ad aria, un telaio tubolare e un'estetica tradizionale.

Bryan, il proprietario, aveva sempre sognato di possedere una race-replica che emulasse le moto che correvano nelle estenuanti gare di durata: "Mi è sempre piaciuto il look endurance, e quindi ho voluto prendere quella strada con la mia Zephyr. Volevo fosse anche valida per la strada e, ovviamente, omologata per la circolazione!"

Per questo si è rivolto agli specialisti di DNA, che si sono rimboccati le maniche e si sono messi al lavoro sulla sua Zephyr 750 del '91.

Per la ciclistica, si è attinto in casa Kawa: prima di tutto sono arrivati il forcellone posteriore di una ZRX 1200 e la forcella anteriore rovesciata di una sportiva ZXR 750 versione USA, moto che oltre all'avantreno ha donato anche l'impianto frenante anteriore.

Gli ammortizzatori posteriori, invece, sono una coppia di Racetech G3S.

Il propulsore è stato smontato dal telaio, disassemblato e sottoposto a una completa... rinfrescata: un kit da 810 cc con pistoni Wiseco ha conferito più "castagna" al quattro cilindri di Akashi, assieme a nuovi alberi a camme e al riflussaggio delle testate.

Per quanto riguarda l'alimentazione, ora ci pensa una batteria di Keihin CR29, mentre lo scarico dei gas esausti è affidato a un sistema 4-in-1 in acciaio inossidabile che termina in un silenziatore cono-controcono: la potenza dovrebbe assestarsi sui 90 cv a 9500 giri.

Il telaietto posteriore è stato modificato per ospitare le nuove sovrastrutture, che sono sostanzialmente costituite dal serbatoio originale, una sezione di coda 80s style e la semi-carena anteriore di una Suzuki XR 69, ovviamente decorate con decal "Moriwaki".

Ora sì che sembra appena uscita dalla pit-lane della 8 Ore di Suzuka!

Via|Pipeburn

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